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Herbie Hancock: The Blue Note Albums

Maurizio Zerbo By

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Risale al 1962 il primo disco di Herbie Hancock, già distintosi al fianco di Donald Byrd come pianista equilibrato e raffinato, di sicuro affidamento. La stima di cui godeva era già tale da rendere il suo esordio discografico un vero e proprio evento. A differenza di quanto normalmente avveniva per le opere prime, Takin Off (Blue Note Records) presenta solo composizioni originali, senza i canonici standard imposti ai debuttanti. Lungi dall'essere un comprimario, il ventiduenne pianista di Chicago è un predestinato al rapido successo. Lo testimoniano "Watermalon Man," "Cantaloupe Island," "Dolphin Dance," "Maiden Voyage."

Ha così inizio una straordinaria carriera artistica seguite da altre sei gemme del jazz moderno per la Blue Note. Sono il picco di una multiforme discografia, il cuore di una creatività mai più eguagliata nei decenni successivi.

Il cofanetto che le riunisce documenta una ricerca compositivo-strumentale estremamente avanzata rispetto al fiume di coeve incisioni hard-bop. Sia pur con qualche ammiccamento di matrice soul-jazz, vi prevale una concezione articolata dell'organizzazione musicale, rivolta ad ampliare le tradizionali strutture del jazz. Allo stesso tempo emerge la brillantezza di un musicista colto e duttile, che guarda a Wynton Kelly come modello pianistico ed Horace Silver dal punto di vista dell'arrangiamento. Il decollo si completa con The Maze, gioioso omaggio sia a Benny Golson, sia ai Jazz Messengers di Art Blakey. A ciò si aggiunge un fraseggio pianistico estremamente mobile, tra note singole e accordi.

Il sottovalutato My Point of View del 1963 segna un passo in avanti sulla strada della sperimentazione. Ne è testimonianza "King Cobra," caratterizzato dall'utilizzazione politonale degli accordi. Di chiara ascendenza eurocolta, è una tecnica appresa dall'amico Donald Byrd, che aveva preso lezioni a Parigi da Nadia Boulanger. Altra ciliegina sulla torta, un'inusuale scrittura contrappuntistica per i tre fiati, a testimoniare un'originale tensione creativa.

La sequela dei capolavori continua con Inventions and Dimensions, intessuto di complesse poliritmie africane e latinoamericane. Sulla scorta dell'insegnamento davisiano, il disco si sviluppa nel segno delle forme aperte con temi che si creano in divenire grazie all'improvvisazione estemporanea. Lo dimostrano "Jack Rabbitt" e "Succotash," costruiti su un unico pedale e senza un fulcro tematico.

Empyrean Island reca una disposizione timbrica davvero innovativa: il quartetto con cornetta, una sfida raccolta solo alla fine del decennio da creativi trombettisti come Charles Tolliver. Per chi avesse dubbi sull'utilità delle alternative takes, si consiglia l'ascolto di "One Finger Snap" oppure "Oliloqui Valley." Dal quintetto davisiano di cui Hancock è l'architrave portante, viene mutuato un interplay mobilissimo, con avventurosi passaggi poliritmici e di insieme.

Quattro accordi giustapposti dal carattere sospeso informano le trentadue misure di Maiden Voyage. È un classico del jazz moderno, che concorre a rivitalizzare la modalità di stampo coltraniano. Questi accordi di settima oltrepasseranno lo steccato, per impollinare il soul Motown di Marvin Gaye. Gil Evans è invece il modello di scrittura di Speak Like a Child. Flauto contralto, flicorno e trombone costituiscono la filigrana di sonorità ovattate, dense e morbide. Ma è una front-line che non prende assoli, limitandosi a esporre il tema. Le atmosfere contrappuntistiche di evansiana memoria illuminano anche le trame di The Prisoner. Ancora in primo piano timbri morbidi e scuri per una strumentazione raffinatissima, in controtendenza rispetto alla pratica dominante dell'epoca.

Track Listing:
CD 1: 1. Watermelon Man; 2. Three Bags Full; 3. Empty Pockets; 4. The Maze; 5. Driftin; 6. Alone And I; 7. Watermelon Man; 8.Three Bags Full; 9. Empty Pockets.

CD 2: 1. Blind Man, Blind Man; 2. A Tribute to Someone; 3. King Cobra; 4. The Pleasure Is Mine; 5. And What If I Don't Know; 6. Blind Man, Blind Man.

CD 3: 1. Succotash ; 2. Triangle; 3: Jack Rabbit; 4: Mimosa; 5. A Jump Ahead.

CD 4: 1. One Finger Snap; 2. Oliloqui Valle; 3. Cantaloupe Island; 4. The Egg; 5. One Finger Snap; 6. 2 Oliloqui Valle.

CD 5: 1. Maiden Voyage; 2. The Eye of the Hurricane; 3. Little One; 4. Survival of the Fittest; 5. Dolphin Dance .

CD 6. 1. Riot; 2. Speak Like a Child; 3. First Trip ; 4. Toys; 5. Goodbye to Childhood; 6. The Sorcerer; 7. Riot; 8. Riot; 9. Goodbye to Childhood.

CD 7: 1. I Have a Dream; 2. I Have a Dream; 3. Firewater; 4. He Who Lives in Fear; 5. Promise of the Sun ; 6. The Prisoner; 7. Firewater.

Personnel:
CD 1: Herbie Hancock: pianoforte; Dexter Gordon: sax tenore; Freddie Hubbard: tromba; Butch Warren: contrabbasso; Billy Higgins: batteria.

CD 2: Herbie Hancock: pianoforte; Donald Byrd: tromba; Gracham Moncur: trombone; Hank Mobley: sax tenore; Chuck Israels: batteria; Tony Williams: batteria.

CD 3: Herbie Hancock: pianoforte; Paul Chambers: contrabbasso; Willie Bobo; Osvaldo 'Chihuahua' Martinez: percussioni.

CD 4: Herbie Hancock: pianoforte; Freddie Hubbard: flicorno; Ron Carter: contrabbasso; Tony Williams: batteria.

CD 5: Herbie Hancock: pianoforte; Freddie Hubbard: tromba; George Coleman: sax tenore; Ron Carter: contrabbasso; Tony Williams: batteria.

CD 6: Herbie Hancock: pianoforte; Ron Carter: contrabbasso; Mickey Roker: batteria; Thad Jones; flicorno, Jerry Dodgion: flauto; Peter Phillips: trombone.

CD 7: Herbie Hancock: pianoforte; Johnny Coles: flicorno; Garnett Brown, Tony Studd, Jack Jeffers: trombone; Romeo Penque: clarinetto basso; Hubert Laws: flauto; Joe Henderson: sax tenore; Buster Williams: contrabbasso; Albert "Tootie" Heath: batteria.

Title: The Blue Note Albums | Year Released: 2016 | Record Label: Blue Note Records

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