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Tony Oxley - Derek Bailey: The Advocate

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Derek Bailey.

Uno spirito, una biografia, un suono assolutamente unici.

Di più, fondamentali per l’evoluzione della musica improvvisata.

Di più, essenziali per il pensiero stesso che la musica improvvisata ha rivolto a se stessa.

Derek Bailey è mancato. Derek Bailey ci manca.

Manca il suo corpo, manco il suo suono, manca il suo senso.

Rimane l’eco distorta del suo messaggio. Per quanti avvertono quel certo fremito nell’ascoltare.

Non delude questo The Advocate. Non delude pur essendo poco più di una semplice conferma dell’immenso valore del Bailey improvvisatore. Non delude perché in questa musica si annida sempre quella scintilla impazzita che può accendere il pensiero e mettere in moto l’emozione. Non delude l’album in sé, non delude il brano che specificamente porta questo titolo e che ci consegna l’omaggio reso al chitarrista dall’amico Tony Oxley durante il tributo organizzato da John Zorn al Barbican di Londra nel giugno del 2006.

Dal suo massiccio e imponente kit elettroacustico, Oxley distilla goccia a goccia una fluida e mercuriale trama improvvisativa che piano piano precipita tratteggiando tocco a tocco l’equivalente sonoro dei suoi dipinti: scenari irrequieti popolati di forme confuse ma intuibili, che si impongono alla percezione scomodandola, instillando il dubbio e dunque moltiplicando le possibilità.

L’evocazione del suono acustico e l’induzione dell’effetto elettronico sono bilanciate da una grazia affinata in decenni di sperimentazione, avviata - proprio con Bailey e Bryars ai tempi di Joseph Holbrooke - prima ancora che gli passassero per le mani i mezzi tecnologici per dar voce ad un simile pensiero musicale.

Degli innumerevoli duetti chitarra-percussioni in cui Bailey si è cimentato, quello con Oxley ha sempre offerto - vuoi per ragioni di anzianità, vuoi per una felice congiunzione di linguaggi - la musica più organica, per quanto forse meno ardita.

Una volta di più in queste registrazioni del 1975, il chitarrista in grado di scarnificare il sostrato musicale assodato fino a produrre una musica organizzata per contrasti di eventi infinitesimali e uno tra i batteristi che più a fondo ha sondato l’idea del fraseggio percussivo si incontrano a metà di quello stretto ponticello, tanto angusto e pittoresco, che è l’improvvisazione radicale.

I due intrattengono qui un dialogo pacato ponderato e disteso, fondato su di una essenziale complementarietà di linguaggi per cui suoni e idee si confondono in una singhiozzante elettrica vibrazione. Grazie al consueto uso magistrale del pedale del volume il suono incantatore di Bailey guizza continuamente dentro e fuori la soglia dell’inudibile, stuzzicando l’ascolto ad un’impegnativa esaltante rincorsa. Mentre i rintocchi scolpiti da Oxley azzardano esili appigli per il debordante andirivieni del compagno.

Tutto è spezzato e tutto si riduce a un soffice manto. Una ruvida carezzevole immersione in uno dei suoni più "altri" che ci siano stati donati.

Track Listing: 01. Sheffield Phantoms (Bailey/Oxley); 02. Medicine Men (Bailey/Oxley); 3. Playroom (Bailey/Oxley); 4. The Advocate (Oxley).

Personnel: Derek Bailey (chitarra elettrica); Tony Oxley (batteria, elettronica).

Title: The Advocate | Year Released: 2007

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