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Jason Moran: Ten

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Dieci anni di vita per Bandwagon, il trio guidato dal pianista Jason Moran con il bassista Tarus Mateen e il batterista Nasheet Waits.

Giusto celebrarne la coesione espressiva e l'efficacissima capacità di sintesi che ha dimostrato in questo decennio di dischi e concerti, gettando in un certo senso un ponte - di magistrale architettura - tra tradizione e nuove creatività urbane, mostrando con naturalezza come il dialogo tra il jazz e l'elettronica, la scrittura contemporanea, l'hip-hop e le altre discipline artistiche non sia un presupposto solo degli avanguardisti più spregiudicati, ma sia invece un'esigenza generazionale che la sensibilità afroamericana sa interpretare con immutata energia.

In quest'ottica, la scelta dei brani di Ten può essere letta come un manifesto, intelligentissimo, di questo procedere creativo: molti sono stati composti da Moran in questi ultimi anni, stimolati da differenti e prestigiose commissioni, come l'iniziale "Blue Blocks" [parte di un progetto multimediale per il Philadelphia Museum Of Arts] o il "Pas De Deux" per la compagnia di Alonzo King.

Ma troviamo anche materiale scritto per documentari - la coinvolgente "RFK in the Land pf Apartheid" - e omaggi a Jimi Hendrix come "Feedback Pt. 2," nonché una originale rilettura di "Crepuscule with Nellie" [che forse potrebbe far storcere il naso a chi ritiene che i temi di Monk non consentano troppe personalizzazioni] e una nuova attualizzazione di quella che è un po' la sigla del trio, "Gangsterism".

Non mancano poi, come sempre in Moran, dei riferiementi ai suoi principali ispiratori e maestri pianistici, Andrew Hill e Jaki Byard: con il primo firma "Play to Live," mentre del secondo riprende "To Bob Vatel of Paris," tra stride e contemporaneità.

Il versante "compositori americani" è appannaggio di Conlon Nancarrow, di cui Moran rielabora doppiamente lo "Study N. 6," e di Leonard Bernstein, con "Big Stuff" tratta dalle musiche per il balletto Fancy Free, ma anche in questi casi è fortissimo, pur nel rispetto, il marchio Bandwagon, quella capacità di dare un senso attuale alle differenti cornici stilistiche di provenienza.

Raffinatezza melodica, un senso del groove che non rinuncia mai alla complessità ritmica, collettività da cui sfocia l'urgenza solistica: Jason Moran tra i grandi jazzisti di questo primo scorcio di millennio? Non c'era bisogno di questo disco per sottoscriverlo, ma non si poteva festeggiare il decennale in modo più stimolante.

Track Listing: 01. Blue Blocks; 02. RKF in the Land of Apartheid; 03. Feedback Pt. 2; 04. Crepuscule with Nellie; 05. Study No. 6; 06. Pas de Deux-Lines Ballet; 07. Study No. 6; 08. Gangsterism Over 10 Years; 09. Big Stuff; 10. Play to Live; 11. The Subtle One; 12. To Bob Vatel of Paris; 13. Old Babies.

Personnel: Jason Moran (pianoforte); Tarus Mateen (basso); Nasheet Waits (batteria).

Title: Ten | Year Released: 2011 | Record Label: Manila Jazz Festival

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