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Bryan and the Haggards: Still Alive and Kickin' Down the Walls

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Torna la country-free-jazz band più divertente e fracassona di Hollywood. Brian and the Haggards, vale a dire il sassofonista Bryan Murray alla testa del suo improbabile quintetto di cowboy metropolitani: Jon Irabagon alle ance, Moppa Elliott al contrabbasso (metà dei Mostly Other People Do the Killing), il batterista Danny Fischer e il chitarrista Jon Lundbom (quello dei Big Five Chord, stessa formazione e stessa etichetta: la Hot Cup Records).

Still Alive and Kickin' Down the Walls ricomincia dove si era fermato il precedente Pretend It's the End of the World, folgorante debutto targato 2010. La ricetta non è cambiata di una virgola. Nella pentola fumante, a cuocere con i fagioli e le costolette di maiale, otto brani pescati dal repertorio di Marle Haggard, leggenda vivente del country e stella polare del gruppo. Fu proprio ascoltando Haggard, qualche anno fa, che Brian Murray, nato e cresciuto a Nitro, settemila anime nel cuore del West Virginia e un nome che è tutto un programma, decise di riallacciare i rapporti con quella musica che aveva visceralmente odiato da ragazzo.

Buon per noi che il sassofonista si sia ricreduto e abbia messo in piedi questa ipotesi di tribute band. Come nel disco precedente c'è di che divertirsi. Lo si capisce fin dall'attacco dell'iniziale "Ramblin' Fever," con la Telecaster di Lundbom a grattugiare accordi che sanno di terra arsa e strade senza fine, pick-up sgangherati e crostate di mirtilli appena sfornate. Ancora più travolgente la successiva "Seeing Eye Dog," con il tenore e il contralto impegnati a intrecciarsi e sovrapporsi prima di lanciarsi a turno in due soli dal taglio molto poco country, roba da far rivoltare lo stomaco ai puristi del genere. Anche se dal vivo, c'è da scommetterci, Bryan e i suoi Haggards riuscirebbero a far tenere il tempo con lo stivale al più intransigente dei banjoisti del Tennessee. Non ci credete? Sparatevi d'un fiato "Mixed Up Mess of a Heart": l'unisono dei sax, il tempo in levare, la chitarra sporca e il basso martellante non lasciano scampo. Manca solo quel tocco di honky tonk che rende inimitabile l'originale. Ma visto che i ragazzotti sono di Brooklyn e tre anni a San Quentin, come il loro idolo, non se li sono mai fatti, per stavolta ci si può pure accontentare.

P.S. Quello che sentite starnazzare di tanto in tanto in "If We Make It through December" non è un contralto e nemmeno un tenore. È un sax balto!, un contralto sul quale sono stati montati il bocchino e l'ancia di un baritono. «Mi piace perché suona come un'oca strozzata». Parola di Bryan Murray. Da uno che si mette a free-jazzare coi pezzi di Merle Haggard c'è da aspettarsi di tutto...

Track Listing: 1. Ramblin' Fever - 4:45; 2. Seeing Eye Dog - 4:57; 3. Twinkle Twinkle Lucky Star - 4:44; 4. Sing a Sad Song (Wynn Stewart) - 4:53; 5. Mixed Up Mess of Heart - 4:01; 6. Turnin' Off a Memory - 4:14; 7. San Antonio Rose (Bob Willis) - 4:20; 8. If We Make It Through December - 10:50. Tutti i brani sono di Merle Haggard.

Personnel: Bryan Murray (sax tenore e balto!); Jon Irabagon (sax contralto, C melody, soprano, clarinetto e piccolo); Jon Lundbom (chitarra e banjo); Moppa Elliott (contrabbasso); Danny Fischer (batteria).

Title: Still Alive and Kickin' Down the Walls | Year Released: 2012 | Record Label: Hot Cup Records

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