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Mike Westbrook: Starcross Bridge

Vic Albani By

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Sia ringraziato il cielo per avere tra noi un musicista come l'inglese Mike Westbrook e un intelligente discografico come lo svizzero Werner Uehlinger. Il primo per avere rifondato e fatto germogliare tutto il new jazz britannico, il secondo per avere dato la possibilità a decine e decine di musicisti di esprimersi come forse non avrebbero potuto fare e avere creato una sorta di "new way" dell'ascolto del jazz per almeno una generazione di passivi ascoltatori.

E grazie, inoltre, a Uehlinger per il fatto di avere dato la possibilità a Westbrook di incidere il suo vero primo lavoro solistico, completamente improvvisato, dopo quarant'anni di carriera artistica, ben lontano dal quel Piano registrato nel lontano 1975 e pubblicato l'anno successivo per la "sua" Original Records londinese e ristampato per la Impetus quasi vent'anni dopo. Da molti erroneamente ritenuto quale ideale seguito di quel Paris, uscito nel 2016 sempre per la Hat Hut Records di Uehlinger e commissionato al pianista e compositore di High Wycombe per celebrare il centenario della nascita di Thelonious Monk ma anche quale regalo di compleanno a Westbrook che in quell'anno girò la boa degli ottanta.

Registrato a Parigi subito dopo un solo all'Intakt Festival di Zurigo all'inizio di dicembre del 2017, Starcross Bridge è un meraviglioso affresco della naturalezza espressiva di Westbrook. Dentro, diviso in "capitoli" c'è tutto ciò che in quel momento parigino passava nella sua testa: Ellington, Strayhorn ma anche Beatles, Rossini, Monk, il Brasile e ovvi ripescaggi della lunga carriera accanto alla sua adorata Kate, che firma la foto di copertina del lavoro, vale a dire la piccola stazione ferroviaria di Starcross, piccolo sobborgo nel Devon dove i coniugi "Giulietta e Romeo" Westbrook vivono.

Inutile un'analisi profonda del materiale. Questo disco è il disco di un pittore dell'anima. Questo disco è la quintessenza del pensiero musicale di un vero innovatore della materia musicale jazzistica. Questo disco è la testimonianza dell'intelligenza applicata alla musica.

Un disco "segreto" per chi ancora non avesse compreso la profondità di Westbrook e del suo agire musicale. Con due splendidi omaggi: il primo (il titolo è lo stesso del CD) dedicato a Lou Gare (sassofonista compagno di mille avventure scomparso nel 2017) e il secondo (un blues) alla memoria di Danilo Terenzi, indimenticato trombonista romano che collaborò con Westbrook ai tempi della sua militanza nei gruppi di Giorgio Gaslini.

Solo uno come lui, da buon ultraottantenne e non-americano, può oggi permettersi di affrontare programmi del genere con il tocco di saggezza da straordinario e unico maestro.

Limpido e naturale, il suo romantico approccio al suono testimonia l'estrema sensibilità del confronto con materiale tanto "pesante" e sacro come quello ispezionato ed elaborato con tanta impressionante delicatezza.

Intricato e magistrale come tutto quello che è ascoltabile nei suoi più di cinquanta lavori, quasi tutti da libro dei maestri. Come dice il Rossini citato: "Amoroso e sincero Lindoro."

Album della settimana.

Track Listing:
Chapter One: My Song Is Love Unknown; Starcross Bridge; 'Round Midnight; Because; Brazilian Love Songs; Johnny Come Lately; Monk’s Mood.
Chapter Two: I Got It Bad – And That Ain’t Good; View from the Drawbridge; You Make Me Feel Brand Now; If Thou Must Love Me;
Chapter Three: Blues for Terenzi; Rooster Rabelais;
Postscript: L’amoroso e sincero lindoro.

Personnel: Mike Westbrook: piano.

Title: Starcross Bridge | Year Released: 2019 | Record Label: Hat Hut Records

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