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Stanley Clarke: Standards

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Era da un bel po’ di tempo che non ritrovavamo Stanley Clarke al basso acustico per un intero album. In questa occasione il formidabile bassista, diventato celebre per il suo breve sodalizio con Chick Corea nei Return To Forever e poi per i tanti progetti a suo nome (anche se da parecchi anni sembra essere un po’ fuori dai giochi), è accompagnato dalla brava pianista Patrice Rushen e dal batterista Ndugu Chancler che qualcuno ricorda giovanissimo alla corte di Miles Davis, nel tour europeo dell’autunno 1971 che lo portò anche in Italia per quattro mitiche date a Milano, Venezia, Bologna e Torino (era il gruppo con Keith Jarrett e Gary Bartz, per la cronaca).

I tre sono alle prese con 12 standards che conoscono a meraviglia e li eseguono con un aplomb esemplare, giocando come il gatto col topo, spesso alterando un po’ la struttura ritmica o la progressione armonica, per far riemergere nuova linfa da piante che sembravano avere ormai dato tutto quello che era possibile dare. Stanley Clarke si conferma in possesso di una tecnica superlativa, sa essere discreto quanto basta nell’accompagnamento e tira fuori una cavata superlativa negli assoli, che ovviamente non sono infrequenti. Patrice Rushen conferma di essere una pianista di primissimo piano e sa utilizzare al meglio le sollecitazioni che arrivano dalla ritmica di gran lusso, risultando la vera co-protagonista di questo album.

Leon Ndugu Chancler dimostra di avere davvero compiuto parecchia strada da quel tour europeo che non si concluse benissimo per lui: appena tornato a New York Miles lo sostituì immediatamente con Jack DeJohnette (del quale in realtà Chancler era un sostituto dell’ultimo momento, non essendo Jack disponibile per il lungo tour nel Vecchio Continente) per il concerto programmato alla Philarmonic Hall nei giorni immediatamente successivi a quello del rientro dall'Europa. Successivamente alla corte di Miles arrivò Al Foster e di Ndugu si persero per un po’ le tracce. Pian pianino il ragazzo ha superato quella delusione, è riemerso alle corti di Carlos Santana e di George Duke ed è tornato ad essere protagonista anche nel mondo del jazz mainstream, suonando con tantissimi musicisti di primissimo piano.

I brani compresi in questo album sono stati registrati nel 2001, erano stati pubblicati poco dopo da una etichetta che è sparita rapidamente dalla circolazione (si chiamava Vertical Jazz). Vengono ripubblicati ora da Kind Of Blue in versione rimasterizzata. Per solleticare ulteriormente le voglie degli appassionati la nuova confezione contiene anche un DVD che riporta un bel documentario realizzato durante la seduta di registrazione. Il materiale video è molto piacevole e ci permette di osservare all’opera il trio in quattro brani intervallati da brevi interviste ai musicisti, per un totale di circa trenta minuti.

Track Listing: 01. Lover Man; 02. Mack The Knife; 03. Salt Peanuts; 04. I Mean You; 05. Now's The Time; 06. Take Five; 07. Jeru; 08. Manteca; 09. Oleo; 10. Perdido

Personnel: Patrice Rushen (pianoforte); Stanley Clarke (basso acustico); Ndugu Chancler (batteria)

Title: Standards | Year Released: 2006

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