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Lucia Cadotsch: Speak Low

Niccolò Lucarelli By

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Accade che un artista, sia esso musicista, scrittore, pittore o scultore, avverta l'urgenza di rifugiarsi nella semplicità espressiva, di guardare a forme essenziali dal sapore primitivo e ancestrale, per poi dialogare con la contemporaneità. "Retrofuturismo acustico." Così Lucia Cadotsch definisce nelle note di copertina Speak Low, la sua ultima fatica musicale. Il sostantivo spiega questo suo "guardare da dietro" la modernità, il volerlo fare in maniera sommessa, con eleganza e umiltà, rispettando quanto venuto prima e interagendovi per andare oltre; l'aggettivo fa invece intuire la linea sonora scelta: niente elettronica, un suono delicato, appena un sussurro, su cui s'incastona come un gioiello la voce calda e avvolgente della Cadotsch; una voce calda come pioggia in un'alba estiva, quando i colori diventano ancora più scintillanti, perfettamente a suo agio nell'interpretare brani dall'affascinante caleidoscopicità concettuale, a metà fra un'invocazione agli elementi della natura e la riflessione sentimentale ed esistenziale.

"Slow Hot Wind" è un'apertura solenne, che sviluppa i caldi colori dell'aurora boreale, con un sax magnetico affiancato da un contrabbasso pizzicato. Una miscela accattivante, che si ritrova anche in "Don't Explain," "Gloomy Sunday" e "Moon River." Autentiche poesie sonore da ascoltare chiudendo gli occhi e lasciandosi trasportare in quelle profondità siderali (metafora dell'animo umano), evocate anche nell'immagine di copertina. Il contrabbasso di Eldh incede discreto, come un'alba invernale che s'insinua furtiva nel buio della notte; e l'uso dell'archetto, amplia la portata dello strumento nel timbro di bordone di un organo lontano, quasi sacerdotale. Un analogo minimalismo caratterizza il sax tenore di Sandsjö, le cui note si adagiano a fianco della voce di Cadotsch come incisioni rupestri; non mancano qua e là aspri, affascinanti virtuosismi, che impreziosiscono i brani.

"Speak Low" e "Some Other Spring" brillano invece di un accenno di swing, un breve lampo dal sapore mondano che crea un piacevole effetto sorpresa prima di essere assorbito dall'atmosfera sacrale e introspettiva che caratterizza l'album.

Eldh al contrabbasso e Sandsjö al sax tenore formano fondali sonori che nella loro essenzialità posson far pensare agli accompagnamenti con il flauto e la lira alla declamazione delle poesie dell'Antica Grecia. E invero, gli stessi brani interpretati dalla Cadotsch richiamano la delicatezza dei versi di Nosside di Locri, autentici canti alla vita, alla bellezza femminile ed alla dolcezza dell'amore. Anche "Speak Low" è intriso di poesia, nei testi così come nelle melodie che li accompagnano. La maturità del suono è dimostrata dall'essenzialità strumentale: sax tenore e contrabbasso, come dire sanguigna e carboncino per Felice Casorati o Paul Klee, la cui espressività artistica raggiunge l'apice proprio nel minimalismo del tratto. Analogamente, Cadotsch ha realizzato un album "nudo" come una scultura di Casorati, dove la parola diventa una sorta di terzo strumento che s'insinua fra le note e le riveste di poesia.

Un album sussurrato e non urlato, come dovrebbe essere qualsiasi lavoro artistico, sia musicale sia pittorico sia letterario; il talento di un artista risiede infatti nel saper esprimere la propria creatività con discrezione, parlando e non urlando, instaurando un dialogo con il pubblico o gli ascoltatori. Anche per questo Lucia Cadotsch rivela senso della misura e una notevole maturità compositiva; la sua essenzialità riesce a toccare la completezza, coinvolgendo e mai annoiando l'ascoltatore, conducendolo lungo sentieri fra alberi e rocce, corridoi semibui, luoghi onirici dove riscoprire il proprio immaginario, e riflettere sulla quella parte poetica dell'esistenza fatta di colori, di affetti, di vento fra i capelli, di risate allegre, fosche domeniche e momenti di nostalgia.

Track Listing: Slow Hot Wind; Speak Low; Strange Fruit; Ain't Got No, I Got Life; Don't Explain; Deep Song; Some Other Spring; Willow Weep for Me; Gloomy Sunday; Moon River.

Personnel: Lucia Cadotsch: vocals; Otis Sandsjö: tenor sax; Petter Eldh: double bass.

Title: Speak Low | Year Released: 2016 | Record Label: ENJA - Yellowbird

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