1

Anouar Brahem: Souvenance

Mario Calvitti By

Sign in to view read count
Sei anni dopo il precedente The Astounding Eyes of Rita, il tunisino Anouar Brahem ritorna con un nuovo progetto. Il lungo intervallo è dovuto agli avvenimenti politici che dalla fine del 2010 hanno interessato tutto il Nordafrica a partire dalla Tunisia dando origine alla cosiddetta 'Primavera araba' evocata dal titolo del disco e dalla foto di copertina, e che hanno avuto un profondo impatto emotivo sul compositore con l'alternarsi di speranze e timori, anche se la musica, a detta dello stesso autore, non ne è rimasta direttamente influenzata.

L'approccio musicale di Brahem è sempre stato prevalentemente cameristico, realizzando un ponte tra Oriente e Occidente attraverso la combinazione di timbri e ritmi arabi all'interno di una struttura di matrice europea. La presenza in questo lavoro di un'orchestra d'archi non può che sottolineare questa tendenza, aggiungendo una pagina nuova all'esperienza compositiva di Brahem. Al suo fianco l'artista tunisino ha mantenuto dal lavoro precedente Klaus Gesing al clarinetto basso e Bjoern Meyer al basso, aggiungendo il pianista Francois Couturier col quale aveva già collaborato in precedenza. I brani composti per il nuovo quartetto sono stati successivamente orchestrati da Brahem con l'aiuto del compositore austriaco Johannes Berauer. Gli archi costituiscono una presenza discreta lungo tutto l'album, creando una tessitura su cui si sviluppa l'intreccio strumentale dei quattro solisti, e contribuendo attivamente alla tensione sottostante per diventare protagonisti assoluti nel brano conclusivo, una versione orchestrale di "Nouvelle Vague" composizione tratta dall'album Khomsa e arrangiata dal compositore estone Tönu Körvits.

La musica mantiene una propria bellezza sottile e insinuante lungo tutto l'album, solenne e delicata allo stesso tempo. Brahem sa fare interagire gli strumenti dei suoi musicisti per creare una musica compatta e coerente in tutte le sue parti. L'aggiunta dell'orchestra d'archi cementa ulteriormente la struttura delle composizioni, e fornisce un nuovo elemento a disposizione di Brahem, che supera brillantemente la prova della novità firmando un'opera fondamentale nella sua discografia.

Tags

Related Video

comments powered by Disqus

More Articles

Read Dedication CD/LP/Track Review Dedication
by Dan Bilawsky
Published: November 21, 2017
Read Surface of Inscription CD/LP/Track Review Surface of Inscription
by Glenn Astarita
Published: November 21, 2017
Read The Treasury Shows, Vol. 24 CD/LP/Track Review The Treasury Shows, Vol. 24
by Chris Mosey
Published: November 21, 2017
Read Aleka CD/LP/Track Review Aleka
by Ian Patterson
Published: November 21, 2017
Read Alto Gusto CD/LP/Track Review Alto Gusto
by Jack Bowers
Published: November 20, 2017
Read Flow CD/LP/Track Review Flow
by Jakob Baekgaard
Published: November 20, 2017
Read "This Is Beautiful Because We Are Beautiful People" CD/LP/Track Review This Is Beautiful Because We Are Beautiful People
by Matthew Aquiline
Published: May 29, 2017
Read "Backlog" CD/LP/Track Review Backlog
by James Nadal
Published: February 27, 2017
Read "Invisible Hand" CD/LP/Track Review Invisible Hand
by Karl Ackermann
Published: February 9, 2017
Read "To the Bone" CD/LP/Track Review To the Bone
by John Kelman
Published: August 26, 2017
Read "Rímur" CD/LP/Track Review Rímur
by Henning Bolte
Published: March 1, 2017
Read "Two in a Box" CD/LP/Track Review Two in a Box
by Jack Bowers
Published: September 20, 2017

Support All About Jazz's Future

We need your help and we have a deal. Contribute $20 and we'll hide the six Google ads that appear on every page for a full year!

Please support out sponsor