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Marshall Gilkes: Sound Stories

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Difficile trovare un incipit potente, che renda bene l'impressione che si ha all'ascolto di Sound Stories.

Il trombonista Marshall Gilkes, già sideman, tra gli altri, di Maria Schneider, Richard Bona e Dave Douglas, ha composto otto ottimi brani e li ha affidati ad un gruppo esperto ed affiatato, che li ha resi con libertà espressiva e rigore formale straordinari. Proprio questa, che pare una contraddizione in termini, è invece la sorpresa più piacevole che riserva il disco.

Gilkes dichiara di aver curato, più d'ogni altro, l'aspetto compositivo. L'impegno è stato fruttuoso. Si ascoltano brani in equilibrio felice tra l'articolazione delle sezioni di cui si compongono e la cantabilità intensa delle melodie.

In tre casi -"Presence," "Anxiety" e "Armstrong" - le composizioni sono suddivise in due parti, nelle quali un medesimo spunto tematico passa attraverso un caleidoscopio di atmosfere. Si prenda ad esempio la melodia di "Presence," che viene declinata in un frenetico fast nella prima parte e diventa il canto di una ballad pop nella seconda. Non diverso il procedimento negli altri due casi.

Accanto alla melodia, è il ritmo a farla da padrone. Meglio: ad essere parte integrante del processo compositivo. Si ascoltino i due riffs di "Slashes".

L'estrema cura dei brani non inficia, anzi stimola la libertà improvvisativa del quintetto. Sotto la spinta dei solisti, la ritmica cresce, apre spazi inattesi, stravolge quasi l'intenzione originale del tema e ne propone di diverse. È ciò che accade in "Armstrong," che parte come un latin: poi, guidata dai soli di piano e tenore, sfiora il rock per chiudersi in un rallentando imponente.

Tutti i musicisti improvvisano a lungo. La musica ne risente positivamente, avendo lo spazio ed il tempo per svilupparsi in tutte le sue potenzialità.

I due fiati non si urtano mai. Al contrario, quando espongono i temi, tessono eleganti contrappunti. Marshall Gilkes e Donny McCaslin, infatti, collaborano già da alcuni anni e conoscono bene le rispettive attitudini.

Colpiscono l'estensione notevole del trombonista, così come il tocco ricco di sfumature di Adam Birnbaum: capita di frequente che la band lo lasci solo ad improvvisare ed in quei momenti si può apprezzare la profondità del suono del pianista, che si muove a suo agio tra armonie squisitamente jazz e ammiccamenti ad altri generi.

Concludendo, Sound Stories è un disco dall'architettura ben congeniata e dalla sicura fruibilità, che regala momenti esaltanti.

Probabilmente si tratta di un lavoro in grado di incontrare l'approvazione di ascoltatori con gusti disparati.

Track Listing: Presence Part 1; Presence Part 2; Anxiety, Part 1; Anxiety, Part 2; Downtime; Slashes; Bare; Armstrong, Part 1; Armstrong, Part 2; First Song; Thruway.

Personnel: Marshall Gilkes: trombone; Donny McCaslin: tenor saxophone; Adam Birnbaum: piano; Yasushi Nakamura: bass; Eric Doob: drums.

Title: Sound Stories | Year Released: 2012 | Record Label: Alternate Side Records

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