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Chris Tarry: Sorry To Be Strange

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Chris Tarry: Sorry To Be Strange
Il trentacinquenne bassista canadese Chris Tarry ha già alle spalle importanti avventure musicali con il gruppo Metalwood e con altre band canadesi e americane, tra le quali ci piace ricordare il Mahavishnu Project guidato dal batterista Greg Bendian.

Questo album in quintetto lo vede spostare il tiro dalle parti del jazz moderno, lasciando in disparte almeno per un po’ gli scenari fusion e jazz-rock che solitamente frequenta. E lo fa scegliendo di muoversi con musicisti normalmente attivi a New York, città nella quale Tarry si è trasferito da alcuni anni.

In questo percorso, che sembra voler muovere verso il filone centrale del jazz attuale, il compagno di strada che pare meglio assecondarlo è il pianista Jon Cowherd, in possesso di un tocco preciso e di una sapiente conoscenza degli stilemi che vanno per la maggiore fra i pianisti dei giorni nostri. Anche il saxofonista Kelly Jefferson dimostra una buona padronaza del suo strumento, anche se la sua voce non pare particolarmente originale. Il chitarrista Pete McCann, che con Tarry ha condiviso parte dell’avventura del Mahavishnu Project, dimostra di essere a suo agio sia con lo strumento acustico, sia con quello elettrico, anche se con quest’ultimo pare dare il meglio di sé, dimostrando un sulfurea aggressività che contrasta con la sua apparente bonomia.

Il batterista Dan Weiss completa l’organico e si dimostra flessibile e attento, certamente ben affiatato con Chris Tarry. Quest’ultimo sa estrarre dal suo basso elettrico un suono pastoso che non è troppo lontano dal suono dello strumento acustico. Allo stesso tempo dimostra grande precisione e sensibilità e quando serve, come per esempio nella briosa “Wind-Up Bird”, fa uscire fuori la sua vena funky e si scatena ad accompagnare un grintoso McCann, alle prese con l’assolo più trascinate dell’album.

Tarry dimostra anche una buona vena compositiva e undici brani su dodici arrivano proprio dal suo book, mentre “Universal Traveler” è stata scritta dal gruppo Air, un duo francese attivo dalla seconda metà degli anni novanta in poi, che non ha nulla a che vedere con il magnifico trio chicagoano che portava lo stesso nome negli anni settanta e ottanta. Nel brano “Vienna in the Spring” compare la cantante Leah Siegel, ma questa digressione appare del tutto episodica e non cambia il clima generale dell’album: musica ben suonata senza un particolare focus. Aspettiamoli alla prossima occasione.

Track Listing

01. There Was One (Tarry); 02. Yeah Guys! (Tarry); 03. Vienna in the Spring (Tarry); 04. Merry-go-round (Tarry); 05. PGOAT (Prettiest Girl of All Time) (Tarry); 06. Universal Traveler (Air); 07. Mccann Can Blues (Tarry); 08. For the Quiet Heart (Tarry); 09. The Coriolis Effect (Tarry); 10. Wind-up Bird (Tarry); 11. Happy For Most (Tarry); 12. Here We Go Again (Tarry)

Personnel

Jon Cowherd (piano); Kelly Jefferson (sax); Pete McCann (chitarre); Chris Tarry (basso elettrico); Dan Weiss (batteria); Leah Siegel (voce nel brano “Vienna in the Spring”)

Album information

Title: Sorry To Be Strange | Year Released: 2007 | Record Label: Cellar Live

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