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Edward Simon: Sorrows & Triumphs

Angelo Leonardi By

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La figura di Edward Simon ha punti di contatto con quella di Guillermo Klein. Entrambi sudamericani sono pianisti, compositori e bandleader residenti da decenni negli Stati Uniti (Simon s'è trasferito dal Venezuela a 12 anni per studiare alla Performing Arts School di Filadelfia) e realizzano personali sintesi tra jazz contemporaneo, folklore dell'America Latina e raffinate soluzioni colte.

Dopo giovanili collaborazioni con Greg Osby, David Binney Kevin Eubanks, Bobby Watson e Terence Blanchard, il pianista ha guidato piccoli organici, ottenendo ampi riconoscimenti per il trio con John Patitucci e Brian Blade. Negli ultimi lavori (ricordiamo in particolare l'orchestrale Venezuelan Suite) rilegge la tradizione musicale del suo Paese in opere d'ampio respiro, creando una fantasiosa sintesi con la sua formazione jazzistica.

Anche questo disco chiarisce quanto sia improprio collocare Simon entro l'universo del latin jazz, un termine generalmente associato alle musiche caraibiche. L'album presenta due suite eseguite con il quartetto Afinidad (con Binney, Colley, Blade), il quintetto da camera Imani Winds e alcuni ospiti. La prima suite s'intitola ”Sorrows and Triumphs”, risale al 2008 ed è stata eseguita in un paio di volte in quegli anni; la seconda si chiama ”House of Numbers”, è stata scritta nel biennio 2014/16 ed ha riferimenti colti.

Iniziamo dalla prima. Come lasciano intendere i nomi dei tre movimenti (”Equanimity”, ”Rebirth”, ”Triumphs”) s'ispira ai contenuti del Buddhismo. Entro le articolate tessiture orchestrali svolgono un ruolo significativo la cantante Gretchen Parlato (che vocalizza in unisono col collettivo nella prima parte e caratterizza con esemplare sensibilità il movimento finale), il sassofonista David Binney (che aggiunge ricca enfasi in più punti) e l'elegante chitarrista Adam Rogers. L'opera è un multiforme e avvincente percorso, che alterna momenti radiosi ad altri di forte tensione.

”House of Numbers” è un lavoro ambizioso in quattro parti, con impasti orchestrali d'impronta colta, un gusto aristocratico per i contrasti timbrici (accentuati dalla presenza dell'Imani Winds) e variegate tessiture ritmiche. Unica eccezione è il lento ed evanescente ”Chant”, terzo movimento della suite con Gretchen Parlato protagonista, ancora una volta superlativa.

Album della settimana.

Track Listing: Incessant Desires; Uninvited Thoughts; Equanimity; Triangle; Chant; Venezuela Unida; Triumphs; Rebirth.

Personnel: Edward Simon: piano, keyboards; David Binney: alto saxophone; Scott Colley: bass; Brian Blade: drums; Gretchen Parlato: vocals; Adam Rogers: guitars; Rogerio Boccato: percussion (tracks 3, 7); Luis Quintero: percussion (tracks 2, 4, 6); Imani WInds-Valerie Coleman: flute; Toyin Spellman-Diaz: oboe; Monica Ellis: bassoon; Mark Dover: clarinet; Jeff Scott: French horn.

Title: Sorrows & Triumphs | Year Released: 2018 | Record Label: Sunnyside Records

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