0

Tim Green: Songs from This Season

AAJ Italy Staff By

Sign in to view read count
Questo primo disco dell'altoista Tim Green si può leggere in tanti modi. Appena inserito nel lettore, ti catapulta indietro di mezzo secolo, agli stilemi di una registrazione Blue Note del periodo modale e postmodale, con Shorter che la faceva da padrone e sfornava composizioni a raffica. Di Shorter, non a caso, è uno dei due brani non originali inseriti da Green nella tracklist: quella "Pinocchio" dalla forma bizzarra, scritta per Miles e inclusa in Nefertiti. L'altro è "Don't Explain," qui in una versione fluttuante, con il sax che galleggia sugli accordi del Rhodes e sull'accompagnamento rarefatto della batteria.

Ci sono brani che aderiscono in pieno a questa rievocazione: il dittico "Dedication"-"Chitown", ad esempio, che si ricollega a quelle atmosfere per soluzioni armoniche, andamento ritmico e anche per una certa patinatura dell'esecuzione. Oppure "The Queen of Sheba," che invece ne riprende il filone più boppistico.

Sotto la crosta vintage, si insinuano dei piccoli o grandi segnali, quasi degli elementi di disturbo, che fanno crepitare lo stile del disco e lo fanno uscire dall'allucinazione anni '60 nella quale sembra averti condotto definitivamente. Sta qui la sua modernità, l'inganno all'orecchio del jazzista malizioso, la ragione per cui vale la pena ascoltarlo. Basta sentire come Obed Calvaire tratta le tessiture ritmiche, specie nei soli: certo, l'influenza di Elvin Jones è palese nel continuum di incastri e scambi tra metalli e tamburi, ma la libertà ritmica si colloca oltre quella lezione e dà vita a qualcosa di originale.

Lo stesso vale per un brano come "Time for Liberation," messo in posizione strategica, dopo "Pinocchio", a marcare lo stacco tra la rilettura shorteriana e un tema aggressivo, tesissimo, costruito su un pedale di due accordi. Oppure, tra i piccoli segnali, un synth dove non te lo aspetti, cioè in un brano tutto sommato tradizionale come "Peace," un trattamento smaccatamente methenyano delle voci in una ballad pop quale è "Shift".

L'eterogeneità del materiale di cui è fatto questo Songs from This Season a volte provoca un effetto accumulo, che va a scapito della coerenza e della chiarezza espressiva. Ciò non toglie che esso sia un'altra ottima opera prima.


Title: Songs From This Season | Year Released: 2013 | Record Label: Self Produced


Tags

comments powered by Disqus

More Articles

Read Harmony of Difference CD/LP/Track Review Harmony of Difference
by Phil Barnes
Published: October 18, 2017
Read No Answer CD/LP/Track Review No Answer
by Karl Ackermann
Published: October 18, 2017
Read Agrima CD/LP/Track Review Agrima
by Dan McClenaghan
Published: October 18, 2017
Read Bright Yellow with Bass CD/LP/Track Review Bright Yellow with Bass
by Glenn Astarita
Published: October 18, 2017
Read Kurrent CD/LP/Track Review Kurrent
by C. Andrew Hovan
Published: October 17, 2017
Read Duets CD/LP/Track Review Duets
by Jakob Baekgaard
Published: October 17, 2017
Read "Live at Barbes: Slavic Soul Party Plays Duke Ellington's Far East Suite" CD/LP/Track Review Live at Barbes: Slavic Soul Party Plays Duke...
by Chris M. Slawecki
Published: March 21, 2017
Read "Southern Avenue" CD/LP/Track Review Southern Avenue
by James Nadal
Published: February 10, 2017
Read "Message From Saturn" CD/LP/Track Review Message From Saturn
by James Nadal
Published: November 12, 2016
Read "Clarinet (& Piano)" CD/LP/Track Review Clarinet (& Piano)
by John Eyles
Published: February 8, 2017
Read "Which Craft?" CD/LP/Track Review Which Craft?
by Ian Patterson
Published: December 28, 2016
Read "The Lovers card" CD/LP/Track Review The Lovers card
by James Nadal
Published: August 15, 2017

Join the staff. Writers Wanted!

Develop a column, write album reviews, cover live shows, or conduct interviews.