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Mederic Collignon: Shangri-Tunkashi-La

AAJ Italy Staff By

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Mederic Collignon è un genio. Ormai non ci sono più dubbi. Anche se siamo solo a maggio sappiamo già che questo Shangri-Tunkashi-La sarà il disco dell'anno. Per lo meno nel nostro cuore, nella nostra anima, nella nostra mente. E nel nostro CD Player, nel nostro Mac, nel nostro iPod. In attesa che arrivi anche l'iPad.

Non fatevi ingannare, questo non è un album tributo al Miles Davis più elettrico e urticante, l'ultimo di una non troppo lunga serie. Questo è un album dove la musica di Miles Davis viene presa a pretesto per una trasfigurazione che la fa rivivere in maniera tridimensionale, senza neppure avere il bisogno di indossare gli occhialini di Avatar.

E' proprio la capacità di trasfigurare la materia musicale, la dote più sorprendente dell'arte del vulcanico Mederic Collignon. Una capacità rara che richiede una forte personalità, un istinto da killer, una visione da pilota di invisibili caccia supersonici.

Il suo solito quartetto denominato 'Jus de Bocse' si amplia in questo album con la preziosa aggiunta di quattro corni, una sezione fiatistica che consente a Collignon di aggiungere tocchi orchestrali preziosi e caustici allo stesso tempo. E poi ci sono le voci delle 'White Spirit Sister,' una sigla un po' misteriosa dietro la quale si nasconde probabilmente qualche geniale pensata del capobanda.

L'uso della voce è in realtà una delle caratteristiche più coinvolgenti delle performance di Collignon, uno dei suoi punti di forza. Come se le note emesse dalla sua tromba non fossero sufficienti ad esprimere tutto il furore iconoclasta che abita nella sua mente, il trombettista francese si scatena come vocalist assolutamente sui generis, piegando le proprie emissioni vocali alle esigenze del momento, con grande senso delle divagazioni timbriche, ritmiche ed espressive. Per nulla timoroso di 'sputtanarsi' con elucubrazioni che un ascoltatore disattento potrebbe scambiare per cacofonie degne di una cella ben imbottita.

Sentite come stravolge melodia e ritmo, con la sua voce folle, nella medley tratta da In a Silent Way, ascoltate come impazza con la sua pocket trumpet per tutto l'album, partendo dalla iniziale "Billy Preston" scarnificata ed essenziale, per chiudere con una ulteriore divagazione costituita da quella "Kashmir" dei Led Zeppelin che accende un ulteriore fuoco fatuo nella notte milesiana.

Apprezzate le libertà che Collignon si prende negli arrangiamenti di materiale 'sacro' come quello di Miles, arrivando persino a tentare un trapianto di cuore: il meraviglioso tema cantato dalla tromba di Miles Davis nella parte finale della sontuosa "Pharaoh's Dance," perfetto punto di sintesi nel quale sfociavano i brandelli della prima parte quasi cubista del brano, viene preso da Collignon e inserito magicamente nel suo arrangiamento assolutamente originale del brano "Bitches Brew". Un trapianto talmente riuscito che alla fine ci chiediamo come mai Teo Macero e Miles Davis non abbiano fatto la stessa cosa nelle versioni originali di questi due brani che occupano il lato A e il lato B dell'edizione in vinile dell'album Bitches Brew, uno dei capolavori della musica del ventesimo secolo.

Nello stesso brano il famoso riff, cantato in origine dal basso e dal clarinetto basso e loopato in sede di mixaggio da Teo Macero, è sollevato dalla sua funzione di ancoraggio strutturale che rivestiva nella versione di Miles. Questa scelta è del tutto sorprendente perché sulla carta quel sardonico riff sembrava assolutamente perfetto per esaltare la verve del trombettista francese. Ma con Mederic Collignon nulla può essere dato per scontato.

In una recente intervista è stato chiesto a Mederic Collignon "Con quale musicista ti piacerebbe suonare?". La risposta, spiritosa e furba allo stesso tempo, è stata: "Il musicista col quale mi piacerebbe suonare è morto". Abbiamo il sospetto che se si potesse porre la stessa domanda ad un trombettista che vive in cielo da ormai vent'anni la risposta potrebbe essere: "Con quel maledetto motherfucker che se ne sta in Francia".


Track Listing: 01. Billy Preston; 02. Bitches Brew; 03. Early Minor; 04. Shhh Peaceful / It's About That Time; 05. Ife; 06. Interlude; 07. Nem Um Talvez; 08. Mademoiselle Mabry; 09. Kashmir.

Personnel: Médéric Collignon (tromba, piano elettrico, percussioni, voce, arrangiamenti); Frank Woeste (piano elettrico, effetti, voce); Frédéric Chiffoleau (basso, voce); Philippe Gleizes (batteria, voce); François Bonhomme, Nicolas Chedmail, Philippe Bord, Victor Michaud (corni); The White Spirit Sisters (voce).

Title: Shangri-Tunkashi-La | Year Released: 2010

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