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Sergio Cammariere: Sergio Cammariere

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Dodici brani, dieci canzoni e due strumentali, compongono questo nuovo lavoro di Sergio Cammariere, che giunge a poco più di due anni dal precedente Carovane (novembre 2009). Non senza qualche significativa novità, in particolare sul versante testuale, non più appannaggio pressoché esclusivo di Roberto Kunstler, ma allargato a Giulio Casale (due brani), Sergio Sacchi e all'accoppiata Bardotti/Giacomelli, che ha tradotto il Vinicius de Moraes di "Onde anda você" in "Com'è che ti va?," già presente, in altra versione (duetto Cammariere/Bosso, mentre qui si aggiungono Bulgarelli e Marcozzi), in Bardoci, tributo collettivo a Bardotti datato 2008.

Se partiamo tuttavia dal trittico iniziale, l'apparato testuale si deve in toto a Kunstler, del quale in effetti non mancano certe sdolcinature, che la mise musicale provvede a riscattare almeno nell'iniziale "Ogni cosa di te," dalla cantabilità aperta e rotonda, di sicuro impatto, anche grazie a dinamiche felicemente mosse. Non altrettanto si può dire di "Inevitabilmente bossa" (con passaggi vagamente à la Gino Paoli) e "La mia felicità" (con Bosso, Rossi e Ionata tutti in un colpo solo), incapaci di dribblare la fatidica buccia di banana rappresentata da una leggerezza fin troppo disinvolta, analogamente a quanto accade sul finire in "Buonanotte per te".

Si staglia per contro fra i vertici del disco "Il principe Amleto," dedicata al "cantore maledetto" Vladimir Vysotsky (vedi intervista), dove il salto qualitativo del testo (di Sacchi) è palpabile, con la musica degna scudiera (notevole, in particolare, l'apporto del violino).

Separati dalla già ricordata "Com'è che ti va?," morbida e quasi indolente, ecco quindi i due episodi di cui è coautore Giulio Casale. Il primo, "Transamericana," ha un andamento danzante e sbarazzino, con qualche immagine testuale davvero felice, così come del resto "Controluce," appena un po' penalizzata da un tappeto d'archi (campionati) non indispensabile.

Proseguendo con le canzoni in quanto tali, ecco "Notturno swing," di tratto felicemente rétro, con bell'intervento, molto "filologico," di tromba sordinata. Arriva quindi l'altro episodio-clou, "C'era una favola," alquanto prossimo al De André di "Don Raffaé" (c'è del resto Michele Ascolese, chitarrista storico del genovese). Gustosissimo l'obbligato (ciclico) in cui è il bombardino a condurre la danza. Il testo, per parte sua, è senz'altro il migliore fra i sei firmati da Kunstler (peraltro già "Notturno swing" aveva almeno un passaggio di tutto rispetto: "siamo esseri occidentali / figli dei fiori dei mali / cantiamo blues sepolcrali").

Completano il lavoro i due strumentali, "Thomas" ed "Essaouira," che tuttavia non segnano quell'emancipazione dalla gabbia(forma)canzone, quella boccata d'aria—e di libertà, magari condita da dosi massicce di improvvisazione—che ci si sarebbe attesi da gente in grado di swingare alla grande come Cammariere e soci. Tutto si arresta invece a un tematismo alquanto descrittivo (e un po' estenuato) che non appaga granché noi jazzofili famelici.


Track Listing: 01. Ogni cosa di me; 02. Inevitabilmente bossa; 03. La mia felicità; 04. Il Principe Amleto; 05. Transamericana; 06. Come è che ti va; 07. Controluce; 08. Thomas; 09. Notturno swing; 10. C'era una favola; 11. Buonanotte per te; 12. Essaouira.

Personnel: Sergio Cammariere (voce, pianoforte, organo, tastiere); Fabrizio Bosso (tromba, flicorno); Olen Cesari (violino); Michele Ascolese (chitarre); Luca Bulgarelli (contrabbasso); Amedeo Ariano (batteria); Bruno Marcozzi (batteria, percussioni, udu); Simone Haggiag (percussioni); Roberto Rossi (trombone) in 02, (bombardino) in 10; Max Ionata (sax tenore) in 02 e 05; Paolo Silvestri (arrangiamento fiati) in 02; Eugenio Vatta (programmazione) in 07, 08, 11; Francesco Puglisi (contrabbasso) in 11; Marcello Di Leonardo (batteria) in 11.

Title: Sergio Cammariere | Year Released: 2012 | Record Label: Blue Cat Blues Records

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