All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

0

Samo Salamon Bassless Trio: Unity

Luigi Sforza By

Sign in to view read count
Non capita spesso di ascoltare dischi di notevole spessore. Pertanto, quando se ne presenta l'occasione è necessario, anzi doveroso, celebrarli con adeguata deferenza e, come oggetti preziosi, riservare loro un posto di assoluto rispetto nello scaffale che li accoglierà, posizionandoli di fianco ad altre opere del medesimo livello e, possibilmente, a portata di mano, così da poterne agevolmente godere ogniqualvolta si senta il bisogno di elevare il livello di percezione della musica.
Unityè un disco che lascia trasparire grande entusiasmo, vitalità, ed energia allo stato puro. Uno dei punti di forza del progetto risiede nella capacità di inglobare gradualmente un'enorme quantità di elementi che, fusi in un corpo sonoro omogeneo, creano un linguaggio unico. Non lasciandosi coinvolgere e condizionare da ridondanze e clichet ampiamente in uso nel mondo di molti jazzman, Unity possiede il dono dell'originalità.

Nell'insieme, si percepisce un'abile predisposizione a organizzare in equilibrio perfetto parti di un tutto che alla lontana, ma assertivamente, riconducono a varie esperienze musicali, che vanno dal minimalismo al post free zorniano, dal rock duro al post-bop. Un prodotto di sintesi che riesce primariamente per la capacità che i tre musicisti hanno di relazionarsi tra loro e, di conseguenza, per la capacità di tessere trame dialettiche che stimolano in pieno l'ascoltatore. Il coinvolgimento del Bassles Trio nel progetto è totale e si manifesta in un costante e costruttivo dialogo. L'abilità tecnica dei singoli è messa al servizio di un'idea programmatica.

Come per Thelonious Monk e Lennie Tristano, anche per Samo Salamon -chitarrista e autore di tutti i brani -il materiale tematico e compositivo è sempre considerato determinante e da tenere presente nelle improvvisazioni; non è pretesto ma guida essenziale anche nei momenti di allontanamento apparente dalla traccia indicata dai temi.

"Asking for a Break" si dipana facendo incrociare le parti strumentali in un intrigante tessuto ritmico-melodico su cui si dispiegano le parti di un tema che viene esposto in perfetto equilibrio tra le voci. Oltre che interazione continua, vi è pariteticità assoluta tra sassofono, chitarra e batteria che continuano a dialogare ben oltre la parte tematica.

Estramente vivo e contemporaneo si presenta "Kel's Venice" che -arricchito dai meravigliosi dialoghi tra Julian Arguelles (fine e solido sassofonista) e John Hollenbeck (bravo nell'incalzare la ritmica sia sui piatti che sui tamburi), dai rasserenanti momenti di vuoto e dalle successive parti libere in cui si espongono in paradossale sequenza ordinata suoni estemporanei -avvince per varietà, scorrevolezza e piacevole imprevedibilità, soprattutto quando si trasforma -senza soluzione di continuità -in "Holia Back." Quest'ultimo -evanescente, ampio nei movimenti e largo nell'andamento -brilla perché ricco di sfumature e colori: la scrittura è ben schematizzata nel quadro complessivo e prevede pacifiche intrusioni di parti tematiche, non necessariamente ripetute uguali, che si alternano a momenti estemporanei -questi ultimi logicamente conseguenti alle parti strutturate.

Duro, "distorto" nel suono, libero da schematici preconcetti, fedele al principio dell'iterazione minimalista, "Soundgarden" si emancipa dall'ortodossia, che prevede l'esposizione dello stesso tema sia all'inizio che alla fine, per sancire il principio della variazione e ribadire l'importanza del divenire musicale. E' quest'ultima sfumatura che distingue il summenzionato brano da In "Drop the D," che si differenzia dal precedente brano solo perché ripropone un unico tema sia in apertura che in chiusura, i tratti estetizzanti rimarcano quelli dell'altro.

Con "Seagulls in Maine" arriva il sereno, ovvero una pacata divagazione tematica sulle possibilità offerte da una lineare melodia che -pur se ad un certo punto del suo sviluppo assume connotati marcatamente materici, quasi fisici -non perde in chiusura le suggestioni evocate inizialmente.

Samo Salomon -ottimo musicista sloveno che non si fa tentare da derive linguistiche che mostrino necessariamente la sua origine territoriale -guida un combo di fenomenali jazzisti provenienti dalla Gran Bretagna (Julian Arguelles ai sassofoni) e dagli Stati Uniti (John Hollembeck alla batteria) e insieme creano una musica davvero internazionale, jazzisticamente universale.
Unity è un prezioso esempio di musica attuale; pur se adeguatamente documentato su CD, per indubbie ragioni, si suppone, anzi si è certi, che dal vivo la stessa musica esploderebbe in misura maggiore rispetto alla già potente carica racchiusa nel supporto audio.
È un progetto consigliato a tutti i direttori artistici di festivals che non cercano necessariamente di assecondare i gusti del pubblico ma che invece vogliono far conoscere e far stupire un pubblico curioso.

Track Listing: Asking for a Break; Dawn; Kei's Venice; Holla Back; Soundgarden; Moonless; Seagulls in Maine; Drop the D; Pif; Kei's Secret.

Personnel: Julian Arguelles: sax (tenore, soprano); Samo Salamon: chitarra; John Hollenbeck: batteria.

Title: Unity | Year Released: 2017 | Record Label: Samo Records

Tags

Watch

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Nantucket

Nantucket

Samo Salamon
Little River

Ice Storm

Ice Storm

Samo Salamon
Stretching Out

Ducks On Ice

Ducks On Ice

Samo Salamon
Eleven Stories

Blistering

Blistering

Samo Salamon
Duality

Lastovo

Lastovo

Samo Salamon
Almost Almond

Miss Sarcasm

Miss Sarcasm

Samo Salamon
Live!

Radio
Album Reviews
Read more articles
Free Sessions, Vol. 2: Freequestra

Free Sessions, Vol....

Klopotec Records
2019

buy
Swirling Blind Unstilled

Swirling Blind...

Klopotec Records
2019

buy
Traveling Moving Breathing

Traveling Moving...

Clean Feed Records
2018

buy
Pure Magic

Pure Magic

Alessa Records Jazz & Art
2018

buy
Peaks of Light

Peaks of Light

Samo Records
2018

buy
Planets of Kei

Planets of Kei

Not Two Records
2017

buy

Related Articles

Read Terra Incognita Album Reviews
Terra Incognita
By Karl Ackermann
July 22, 2019
Read Bedroom Tapes Album Reviews
Bedroom Tapes
By John Bricker
July 22, 2019
Read Calenture and Light Leaks Album Reviews
Calenture and Light Leaks
By Don Phipps
July 22, 2019
Read Invincible Nimbus Album Reviews
Invincible Nimbus
By Mike Jurkovic
July 22, 2019
Read Down & Dirty Album Reviews
Down & Dirty
By Jack Bowers
July 21, 2019
Read Sublunary Minds Album Reviews
Sublunary Minds
By Troy Dostert
July 21, 2019
Read Peace Planet & Box of Light Album Reviews
Peace Planet & Box of Light
By Don Phipps
July 21, 2019