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Roberto Gatto Quintet al Soresina Jazz Fest 2014

Vincenzo Roggero By

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Soresina Jazz Festival 2014
03.07.2014

Nell'ambito della seconda edizione del Soresina Jazz Fest—organizzato con il solito entusiasmo e competenza da White Bird, associazione che da tempo opera sul territorio per la promozione della musica jazz—abbiamo assistito all'esibizione del Roberto Gatto Quintet Tribute to Miles Davis, nella splendida cornice di Palazzo Ponzini.

Il repertorio preso in considerazione, tra la sterminata produzione del trombettista di Alton, è quello della transizione verso il secondo grande quintetto—Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams per intenderci— con il conseguente abbandono degli standard in favore di brani originali provenienti dalla penna di tutti i componenti del gruppo.

Gatto, batterista dalla conoscenza enciclopedica e versatile come pochi, evita il cliché e i rischi di una rivisitazione strettamente filologica del repertorio dando spazio alla sensibilità e alla creatività dei propri musicisti. Così la riconoscibilità dei temi presentati diventa il trampolino di lancio sia per assoli a volte entusiasmanti sia per intraprendere nuove direzioni che rivestono i brani di nuove, spesso imprevedibili suggestioni.

La batteria del leader e il contrabbasso di Luca Bulgarelli sono il motore inesauribile dell'esibizione, implacabili ma anche elastici pronti a decisi cambi ritmici così come abili nel giostrare su meno evidenti slittamenti metrici. A trarne giovamento sono naturalmente i due fiati della front line. Il sax tenore di Max Ionata sa destreggiarsi con disinvoltura sia sui tempi lenti -dove evidenzia una coloritura timbrica vicina a sassofonisti storici come Ben Webster e Coleman Hawkins- sia su ritmi serrati affrontati con eloquio fluido e assoluto controllo dello strumento. Francesco Lento, ventitreenne trombettista sardo, mostra buone qualità, con la tromba sordinata evoca le delicate invenzioni sonore di Miles, sa graffiare quanto basta e fa intravedere un talento dalle interessanti prospettive. E infine Roberto Tarenzi al pianoforte, un po' la mina vagante del gruppo, leggermente straniante in fase di accompagnamento, esuberante, se non esplosivo negli spazi solistici sempre e comunque sul filo di una palpabile tensione.

Gran finale a sorpresa con Nick the Nightly, storico dj di Radio Monte Carlo, che sale sul palco e con una swingante "Bye Bye Blackbird," seguita da un rap indiavolato al ritmo di funky, scatena l'entusiasmo del numerosissimo pubblico presente.

Foto
Danilo Codazzi.

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