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Memories in Motian

Zeno De Rossi By

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Abbiamo perso uno dei più grandi musicisti di questo pianeta, qualcuno che era arrivato a conoscere il segreto per suonare semplicemente Pura Musica
Poco dopo aver appreso la triste notizia della morte di Paul Motian, avvenuta il 22 novembre 2011, ho sentito la forte esigenza di ri-tuffarmi in profondità nella sua musica.

In seguito, dopo aver letto un toccante scritto di Ellery Eskelin (pubblicato sul suo sito e riportato qui di seguito), pensai che sarebbe stato interessante raccogliere brevi ricordi di musicisti che avevano collaborato con lui durante la sua lunga carriera, oltre a quelli di altri che ne erano stati fortemente influenzati. Così, ho iniziato la mia ricerca, contattando quanti più musicisti possibile: molti hanno aderito con entusiasmo, e ne leggerete qui di seguito i ricordi. Alcuni hanno glissato per mancanza di tempo; altri, purtroppo, non hanno mai risposto.

L'idea che ha mosso il progetto è stata molto semplice: ho chiesto a ciascun musicista di scegliere un brano dalla discografia di Motian e di scrivere qualche riga che riguardasse lui o la sua musica. Il primo invito con lo scopo di tracciare una sorta di compilation in absentia che potesse fungere da 'guida all'ascolto' per un lettore curioso; il secondo, perché i singoli ricordi di tutti fornissero una visione poliedrica dell'artista. All about Paul, insomma.

Ciò che emerge chiaramente dagli scritti raccolti in questo articolo è l'importanza della musica di Motian nel percorso artistico di più di una generazione di musicisti, quasi un fenomeno carsico che ha contribuito a tracciare nuove direzioni nella storia del jazz contemporaneo.

Ho ascoltato Motian dal vivo per la prima volta ventiquattro anni fa. Nell'estate del 1990, subito dopo aver finito gli esami di maturità, partii con un amico alla volta di Orbetello per quella che fu la mia prima (e ultima) vacanza in campeggio.

Una volta arrivati, piantata la tenda, ce ne andammo a fare un giro in paese per vedere cosa ci avrebbe prospettato la serata. Poco dopo incontrammo alcuni vecchi amici, autoctoni, che ci informarono di un concerto jazz nel parco per quella sera. Il mio amico era restio, così mi avviai da solo e, convinto di imbattermi in un concerto di musicisti locali, con mia grande sorpresa e gioia quella sera ad Orbetello mi ritrovai ad un concerto del trio di Geri Allen, Charlie Haden e Paul Motian. Ricordo ancora la magia di quella musica e il buio che circondava il palco per evitare che fossero tutti invasi dagli insetti.

Quello stesso anno vidi per la prima volta il trio di Paul Motian con Bill Frisell e Joe Lovano in una memorabile serata in un locale altrettanto memorabile di Verona, "Il Posto." Ricordo che arrivarono trafelati con grande ritardo, quando la sala era ormai piena e trepidante, facendo appena in tempo a montare i piatti ed effettuare un velocissimo line-check prima di iniziare uno di quei concerti che cambiarono la mia vita per sempre.

Ho poi avuto la fortuna di vedere Motian in vari contesti molte altre volte e tutte sono rimasto folgorato dalla sua capacità di mantenere la musica in perfetto equilibrio con pochi gesti essenziali. Il suo modo di suonare unico, profondamente radicato nella tradizione ma totalmente moderno e personale, assieme alle sue composizioni semplici e profonde sono sempre stati un faro che mi ha condotto in luoghi fantastici e di grande bellezza.

A proposito della sua arte, non c'è nulla che io possa aggiungere a quello che leggerete nelle parole scritte dai musicisti coinvolti in questo articolo. Per me è chiaro che abbiamo perso uno dei più grandi musicisti di questo pianeta, qualcuno che era arrivato a conoscere il segreto per suonare semplicemente Pura Musica.

Vorrei ringraziare Luigi Santosuosso per aver accettato con entusiasmo la mia proposta e per avermi aiutato a contattare alcuni musicisti, Francesco Bigoni per le preziose traduzioni, mia moglie Nicoletta per la costante opera di revisione e, soprattutto, tutti i grandissimi musicisti che hanno aderito e reso possibile questo progetto grazie ai loro toccanti e preziosi contributi.

Que Viva Paul!

(Zeno De Rossi)

Impressions of Motian

Ellery Eskelin (22/11/2011) -Paul Motian ci ha lasciati stamane. È stato uno dei più grandi batteristi della storia del jazz. Per me era uno dei più profondi improvvisatori al mondo, uno dei musicisti più personali che abbia avuto occasione di ascoltare, indipendentemente dallo strumento suonato.

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