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Mike Taylor: Remembered

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Non si può certo dire che il pianista inglese Mike Taylor sia stato un abitante fortunato del nostro pianeta. Pur godendo di grande considerazione fra i suoi colleghi inglesi (da Jon Hiseman a Jack Bruce, da Ginger Baker a Dave Gelly) a metà degli anni sessanta, quando il jazz era ancora ben distinto dal rock, pur avendo pubblicato due album (da anni praticamente introvabili) e pur avendo scritto tre brani assieme a Ginger Baker che poi li portò al successo coi Cream, non è mai riuscito a vivere il successo e l’agiatezza che probabilmente avrebbe successivamente incontrato se la sua giovane vita non fosse terminata tragicamente nel fiume Tamigi, dove il suo corpo venne ritrovato nel verso la fine di gennaio del 1969.

Quattro anni dopo, un manipolo di ottimi musicisti inglesi, fra i quali è doveroso citare almeno Ian Carr, Neil Ardley, Barbara Thompson, Stan Sulzmann e i sunnominati Dave Gelly e Jon Hiseman, si ritrovò negli studi di registrazione per un tributo che rimase inedito per oltre trent’anni, prima che la benemerita Dusk Fire Records trovasse il modo per pubblicarlo.

Nel libretto del CD il saxofonista Dave Gelly racconta con dovizia di particolari i dettagli non troppo allegri della vita di questo sfortunato musicista e ci offre tutti gli elementi per meglio comprendere e apprezzare la musica di Mike Taylor. Le composizioni eseguite in questo album furono recuperate per caso, mentre stavano per essere bruciate in mezzo a fogli finiti nel cestino delle cose da buttare, da Jan Hiseman che nel frattempo era diventato il proprietario dell’appartamento che Taylor aveva utilizzato prima di diventare un homeless per gli ultimi anni della sua breve vita. Le partiture erano spesso incomplete, alcune parti forse non erano mai state scritte, altre erano andate disperse per sempre. Ma fortunatamente i musicisti coinvolti in questo appassionato tributo erano in primis anche grandi amici di Taylor e quindi non fu per loro troppo difficile ricreare le parti mancanti, nel pieno rispetto del linguaggio compositivo del pianista scomparso.

Un linguaggio spesso austero, raffinato e allo stesso tempo visionario e in anticipo sui tempi. In parte derivativo dello stile hard bop che fece da linguaggio di base per molti jazzisti cresciuti in quegli anni, ma allo stesso tempo fresco, originale, molto bene organizzato, lontano da derive spontaneistiche che qualche volta in quell’epoca avevano preso il sopravvento. La formazione decisamente allargata che si trovò ad eseguire questi brani di Mike Taylor consentì agli arrangiatori di usare tutti i colori della paletta timbrica, moltiplicando le sfumature e i punti di vista. Un lavoro corale dove emergono l’eleganza della voce di Norma Winstone, il calore del sax di Stan Sulzmann, la brillantezza della tromba di Ian Carr.

Questo album può essere certamente annoverato fra le cose importanti di quella stagione che vide il jazz andare a braccetto con il rock e con il blues in un sodalizio che trovò in Inghilterra e in particolare a Londra le condizioni ottimali per poter far sbocciare fiori profumati come questo.

Track Listing: 01. Half Blue; 02. Pendulum; 03. I See You; 04. Son of Red Blues - Brown Thursday; 05. Song of Love; 06. Folk Dance No 2; 07. Summer Sounds; 08. Land of Rhyme in Time; 09. Timewind; 10. Jumping Off The Sun; 11. Black and White Raga.

Personnel: Norma Winstone (voce); Tony Fisher, Greg Bowen, Henry Lowther, Ian Carr (trombe, flicorni); Chris Pyne, David Horler, Ray Premru (tromboni); Barbara Thompson, Ray Warleigh, Stan Sulzmann, Bob Efford, Dave Gelly, Bunny Gould (fiati); Peter Lemer (tastiere); Alan Branscombe (vibrafono); Chris Laurence, Ron Mathewson (bassi); Jon Hiseman (batteria); Neil Ardley (direzione).

Title: Remembered | Year Released: 2008 | Record Label: Dusk Fire

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