All About Jazz

Home » Articoli » Interviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

0

Randy Weston: Brooklyn, Africa e ritorno

Ludovico Granvassu By

Sign in to view read count
RW: Monk riportò la magia nella musica. Direi che Ellington e Monk sono i miei musicisti preferiti. Erano capaci di catturare il vero suono del pianoforte. Monk, poi è stato un compositore eccezionale: i suoi brani, le sue armonie, il suo senso del ritmo, i suoi silenzi erano magnifici. Si può dire che Monk concepisse il pianoforte come una orchestra. Quando lui suonava uno poteva immaginare, sognare... era un grande narratore. Monk è stato un importantissimo innovatore, ma -allo stesso tempo -era possibile percepire la tradizione blues sulla quale si sviluppava la sua musica. Anche dal punto di vista umano era una persona completamente originale. Era chiaramente in anticipo sui tempi, ma questo accade a tutti i grandi artisti. Per lo meno, ha avuto la fortuna di vivere abbastanza a lungo per vedere come la sua musica sia stata apprezzata, seppur in ritardo. Molti artisti, purtroppo, non sono altrettanto fortunati. Senza volermi paragonare minimamente a Monk, quando negli anni '50 ho iniziato ad esplorare le radici africane del jazz la maggior parte delle gente non capiva che cosa stessi facendo. Trenta o quaranta anni più tardi, le cose sono cambiate. Thelonious Monk è stato un esempio per me.

Il legame con Monk, comunque, andava al di là del rapporto musicale. Il giovane Weston era ospite fisso a casa di Monk, dove veniva introdotto ai segreti del pianoforte da quello che, insieme a Bill Evans, è forse stato l'innovatore di questo strumento con il maggiore impatto sul jazz di oggi. In quelle lunghe ore Monk fu anche e soprattutto un maestro di valori e stile di vita oltre che di integrità artistica.

RW: Sono sempre stato colpito dal suo grande senso di dignità. C'è stato un periodo in cui per circa sei anni non ha avuto lavoro, ma ha continuato a suonare la sua musica. Lo stesso vale per Ellington. Non hanno mai fatto compromessi sulla loro musica. Hanno continuato a suonare quello che sentivano, fino alla loro morte. Anche quando non aveva soldi né lavoro, Monk non si lamentava mai, non ha mai chiesto l'elemosina a nessuno. Lo ammiravo veramente. Ogni volta che ero a casa sua il suo comportamento era sempre molto dignitoso, vestiva sempre in maniera elegante, immacolata direi. I musicisti di quel periodo non erano spirituali solo nella loro musica, ma anche nel modo in cui si comportavano ed apparivano. I musicisti di quei giorni, inoltre, erano molto aperti. Monk ti insegnava tutto quello che sapeva. Potevo andare a casa sua in ogni momento e la sua porta era aperta. Lo stesso valeva per Max Roach. Amavano essere circondati da chi era più giovane di loro. Questo è quello che per me significa spiritualità.

Sul finire degli anni '60, con la montante moda degli strumenti elettrificati e la conseguente difficoltà di sopravvivere continuando a suonare jazz acustico tradizionale, Weston decise di trasferirsi in Africa, che aveva già avuto modo di visitare nel 1961 in un tour finanziato dal dipartimento di stato americano. Uno degli aspetti principali di questa parentesi di circa sei anni, è stata proprio la riscoperta del lato più spirituale della musica, che si riflette nel suo ruolo sociale e nel forte legame con la natura, sempre meno presente secondo il pianista di Brooklyn nella musica di oggi.

RW: Oggi manca la spiritualità della musica, qualcosa che non ti possono insegnare nei conservatori dove tutto quello che puoi apprendere sono solo le note, le scale, gli stili e le tecniche. Quando io ero ragazzo, invece, la musica rappresentava un'esperienza spirituale. Ovviamente, i grandi maestri del passato non sono più con noi, ma abbiamo le registrazioni dei loro lavori e questo è il motivo per il quale io incoraggio sempre i più giovani a studiare quella musica. È importante scoprire i collegamenti tra il presente ed il passato. Se i giovani ci riusciranno avranno un senso della direzione migliore, non dimenticheranno le emozioni, l'amore, la famiglia e la gente in generale.

In Africa quando dici che la tua professione è quella di musicista la gente resta sorpresa. La musica è così cruciale per ogni aspetto della vita di tutti i giorni che ogni persona, nelle società tradizionali africane, è musicista. Inoltre in Africa uno può riscoprire il valore della improvvisazione; è più evidente come la musica sia la voce di Madre Natura. E Madre Natura improvvisa di continuo. Oggi è diverso da ieri e domani non sarà come oggi. Gli africani sanno bene tutto ciò, bisogna sempre essere in sintonia con madre natura.

Da diversi anni Weston sta dedicando le sue esplorazioni musicali proprio alla musica dei grandi jazzisti del passato (da segnalare in particolare la trilogia Portrait of Duke Ellington, Portrait of Monk e The Spirit of Our Ancestors pubblicata dalla Verve tra il 1989 e il 1991). Questa sua riscoperta del passato rappresenta, allo stesso tempo, il suo personale omaggio ai maestri che lo hanno segnato e il suo modo di concepire la missione di artista.

Tags

comments powered by Disqus

Related Articles

Read Randy Weston: The Spirit of Our Ancestors Interviews
Randy Weston: The Spirit of Our Ancestors
by Ludovico Granvassu
Published: September 7, 2018
Read Val Wilmer: Dues And Testimony Interviews
Val Wilmer: Dues And Testimony
by Ian Patterson
Published: September 5, 2018
Read Bob James: Piano Player Interviews
Bob James: Piano Player
by R.J. DeLuke
Published: September 3, 2018
Read Ben Wolfe: The Freedom to Create Interviews
Ben Wolfe: The Freedom to Create
by Stephen A. Smith
Published: September 1, 2018
Read Peter Epstein: Effortless Precision Interviews
Peter Epstein: Effortless Precision
by Stephen A. Smith
Published: September 1, 2018
Read Dan Shout: In With a Shout Interviews
Dan Shout: In With a Shout
by Seton Hawkins
Published: August 31, 2018
Read "David Sancious: From Monk to Sting" Interviews David Sancious: From Monk to Sting
by Luca Muchetti
Published: June 8, 2018
Read "Dafnis Prieto: Cross-Cultural Mix" Interviews Dafnis Prieto: Cross-Cultural Mix
by Angelo Leonardi
Published: March 13, 2018
Read "Dan Shout: In With a Shout" Interviews Dan Shout: In With a Shout
by Seton Hawkins
Published: August 31, 2018
Read "Pat Martino: In the Moment" Interviews Pat Martino: In the Moment
by Victor L. Schermer
Published: January 12, 2018
Read "Dan Kinzelman: Stream of Consciousness" Interviews Dan Kinzelman: Stream of Consciousness
by Neri Pollastri
Published: April 30, 2018