All About Jazz

Home » Articoli » Interviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

6

Ralph Towner: un americano a Roma

Mario Calvitti By

Sign in to view read count
Ralph Towner rappresenta sicuramente una figura atipica nel vasto mondo della chitarra jazz. In primo luogo per gli strumenti usati: la chitarra classica, che negli anni '60 in ambito jazzistico era utilizzata solamente da musicisti legati alla musica brasiliana come Charlie Byrd, Laurindo Almeida e Bola Sete, e la chitarra 12-corde, che proveniva dal mondo folk ed era praticamente sconosciuta al jazz. Towner ha quindi sviluppato una propria tecnica strumentale senza potersi rifare a nessun altro chitarrista, ma sintetizzando in autonomia le proprie varie esperienze musicali (pianista autodidatta e diplomato in tromba e composizione, ha scoperto la chitarra solo a 22 anni).

Membro fondatore nei primi anni '70 degli Oregon, gruppo artefice di un'ardita e innovativa sintesi tra jazz, classica, folk e world music, il chitarrista è uno dei nomi di spicco della ECM, con la quale ha inciso la quasi totalità della sua produzione solistica già a partire dal 1972, e che ha appena pubblicato il suo ultimo album per sola chitarra, My Foolish Heart.

Abbiamo incontrato il chitarrista nella sua casa romana, per una chiacchierata in generale sulla sua carriera e il suo particolare approccio alla musica e allo strumento.

All About Jazz: Partiamo con alcune informazioni sulla tua biografia e la tua educazione musicale. È stata la tromba il primo strumento su cui hai ricevuto un'istruzione formale?

Ralph Towner: Sì, avevo 6 anni quando ho cominciato con la tromba. Suonavo già il piano, mia madre era maestra di piano, io ero un bambino testardo e mi rifiutavo di prendere lezioni da lei, ascoltavo dal fondo della stanza le lezioni di piano che dava. Ho sempre avuto questo particolare dono, comporre e improvvisare è qualcosa che ho sempre fatto in modo naturale fin dall'inizio. Ho veramente cominciato a evolvermi quando ho iniziato a imitare i dischi e altri pianisti, ma non mi sono dedicato seriamente a suonare il piano fino a più tardi.

Suonavo jazz sulla tromba, sono nato nel 1940 e avevo due fratelli molto più vecchi di me che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale, e hanno collezionato un sacco di dischi di musica per swing band, qualcosa di Duke Ellington, tutto Benny Goodman e anche dischi del Nat "King" Cole, così ho imparato tutti quegli standard, anche suonando sui libri per la tromba, e mia madre mi accompagnava al piano.

Ho cominciato a suonare in gruppi di Dixieland e musica da ballo quando ero giovanissimo. Mio cognato suonava il contrabbasso in un gruppo di musica da ballo e mi aveva permesso di suonare in un club, credo fosse il bar di un albergo, quando avevo 12 anni, e mi portava fuori negli intervalli perché era illegale per me stare al bar! [Ride] Non ero veramente interessato a diventare un pianista finché non sentii Bill Evans con Scott LaFaro. Ho ascoltato tanti altri pianisti e li sapevo imitare un po' ma il piano mi serviva per la composizione classica. Sono andato all'università [dove ha conosciuto e fatto amicizia con il contrabbassista Glen Moore, suo futuro compagno negli Oregon -N.d.R.] e mi sono diplomato in composizione.

AAJ: Quando hai cominciato a interessarti alla chitarra?

RT: Non avevo ancora sentito la chitarra classica fino all'ultimo anno dei miei studi, quando ascoltai uno studente che la suonava. Ne rimasi affascinato, e in qualche modo riuscii a comprarne una quasi per niente, ricordo che costò qualcosa come 100 dollari. Ho cominciato da autodidatta, e capii che così non sarei andato molto lontano per suonarla al livello a cui doveva essere suonata, allora mi informai e mi dissero che c'era un ottimo professore che insegnava all'Accademia di Musica a Vienna. In qualche modo riuscii a racimolare abbastanza denaro lavorando l'estate e risparmiando per poter andare in Europa ed essere ammesso all'Accademia anche se sapevo solo due brani classici, ma ero un musicista e questo era evidente per il comitato di ammissione, così fui ammesso a questa famosa Accademia di Musica.

Il professore era Karl Scheit, un insegnante molto bravo, non parlava inglese così imparai la chitarra in tedesco. Il suo modo di insegnare seguiva una procedura per gradi, la sua intenzione era di far suonare la chitarra sfruttando il suo pieno potenziale. Vivevo in una camera singola che ero riuscito a trovare, affittata a 12 dollari al mese, non mangiavo quasi niente e mi esercitavo 9-10 ore al giorno, 7 giorni a settimana, per un anno. Alla fine dell'anno sapevo suonare concerti classici. In seguito tornai a Vienna per un secondo anno, ma nel periodo intermedio feci ulteriori studi sulla chitarra, ascoltai la musica brasiliana e cominciai a suonare cose brasiliane, alla Baden Powell. Poi ritornai a studiare il piano, il primo anno a Vienna non toccai il pianoforte, neanche ci andai vicino, ero completamente concentrato sulla chitarra.

Tags

Related Video

comments powered by Disqus

Related Articles

Read Randy Weston: The Spirit of Our Ancestors Interviews
Randy Weston: The Spirit of Our Ancestors
by Ludovico Granvassu
Published: September 7, 2018
Read Val Wilmer: Dues And Testimony Interviews
Val Wilmer: Dues And Testimony
by Ian Patterson
Published: September 5, 2018
Read Bob James: Piano Player Interviews
Bob James: Piano Player
by R.J. DeLuke
Published: September 3, 2018
Read Ben Wolfe: The Freedom to Create Interviews
Ben Wolfe: The Freedom to Create
by Stephen A. Smith
Published: September 1, 2018
Read Peter Epstein: Effortless Precision Interviews
Peter Epstein: Effortless Precision
by Stephen A. Smith
Published: September 1, 2018
Read Dan Shout: In With a Shout Interviews
Dan Shout: In With a Shout
by Seton Hawkins
Published: August 31, 2018
Read "Bill Anschell: Curiosity and Invention" Interviews Bill Anschell: Curiosity and Invention
by Paul Rauch
Published: November 9, 2017
Read "Dave Ledbetter: Diversity and Unity" Interviews Dave Ledbetter: Diversity and Unity
by Seton Hawkins
Published: August 15, 2018
Read "Andreas Varady: Guitar Wizard On The Rise" Interviews Andreas Varady: Guitar Wizard On The Rise
by R.J. DeLuke
Published: June 18, 2018
Read "Vuma Levin: Musical Painting" Interviews Vuma Levin: Musical Painting
by Seton Hawkins
Published: May 8, 2018
Read "Ron Korb: Pan-Global Flutist" Interviews Ron Korb: Pan-Global Flutist
by Rob Caldwell
Published: June 27, 2018