3

Pete Robbins Quartet: Pyramid

By

Sign in to view read count
Pete Robbins Quartet: Pyramid Avevamo lasciato Pete Robbins come protagonista del notevole album con il Transatlantic Quartet (Live in Basel) ed eccolo di nuovo, nel frattempo impegnato in diversi progetti, con un quartetto newyorkese da sogno, composto da Vijay Iyer, Eivind Opsvik e Tyshawn Sorey. Pyramid è un album un po' particolare, che assembla materiale originale a riletture di classici pop, con un montaggio piuttosto leggero, che non lascia trapelare speciali disegni espressivi.

Si percepisce un'atmosfera rilassata e amicale, sorridente, legata forse agli anni di apprendistato, quando questi futuri piccoli maestri erano immersi in musiche diverse, magari affrontando seriosità matematiche o le derive di Morton Feldman (Iyer e Sorey) e nel contempo masticando soul o hit single del pop.

La raccolta scivola, come altre simili, nel sapore dolciastro delle canzoni rifatte in chiave jazz. Anche in questo caso cioè risalta la convinzione che rivestendo armonicamente e declinando ritmicamente una melodia in maniera un po' più sofisticata, i risultati siano interessanti.

Invece, come sappiamo, le note contano poco o nulla. Il pezzo di Leonard Cohen, via Jeff Buckley, oppure quello dei Nirvana, è toccante soltanto per l'unicità di un certo lirismo, oppure per l'intensità di una certa modulazione vocale. Non pare abbia molto senso appropriarsi delle singole note e tradurle in "jazz." Già Hancock in New Standards si era fatto subito dimenticare. Ora nemmeno queste versioni di Robbins danno alcuna ricchezza supplementare ai brani originali. Anzi sia "Hallelujah" che "Wichita Lineman" soffrono parecchio. Va molto meglio con "Too High" di Wonder, è chiaro che quando il "groove" è già cucinato a dovere gli improvvisatori giocano in casa.

Sempre notevoli e stimolanti invece i materiali di Robbins, ricchi di pattern ritmici immediati, o di temi intricati e di slittamenti metrici, in grado di valorizzare sia le linee solistiche virtuose del sax alto, sia il linguaggio magistrale di pianoforte, contrabbasso e batteria. "Equipoise" si avvicina alla davisiana "Milestones," "Vorp" sembra il pezzo migliore.

Track Listing:

Personnel: Pete Robbins: alto saxophone, clarinet (1); Vijay Iyer: piano; Eivind Opsvik: bass; Tyshawn Sorey: drums.

Title: Pyramid | Year Released: 2014 | Record Label: Hate Laugh Music


Tags

Related Video

comments powered by Disqus

More Articles

Read BACHanalia CD/LP/Track Review BACHanalia
by Jack Bowers
Published: June 24, 2017
Read Hallways CD/LP/Track Review Hallways
by Paul Rauch
Published: June 24, 2017
Read The Crave CD/LP/Track Review The Crave
by John Sharpe
Published: June 24, 2017
Read Chase The Light (Excursions in Soul, Reggae, Funk, and Dub) CD/LP/Track Review Chase The Light (Excursions in Soul, Reggae, Funk, and Dub)
by Joe Gatto
Published: June 24, 2017
Read Kickin' Child - The Lost Album 1965 CD/LP/Track Review Kickin' Child - The Lost Album 1965
by Doug Collette
Published: June 24, 2017
Read Towards Language CD/LP/Track Review Towards Language
by John Eyles
Published: June 23, 2017
Read "57th & 9th" CD/LP/Track Review 57th & 9th
by Nenad Georgievski
Published: November 6, 2016
Read "Pittsburgh" CD/LP/Track Review Pittsburgh
by Jack Bowers
Published: July 23, 2016
Read "Together, As One" CD/LP/Track Review Together, As One
by Ian Patterson
Published: February 16, 2017
Read "Instrumental" CD/LP/Track Review Instrumental
by Mark Sullivan
Published: June 10, 2017
Read "Moanin'" CD/LP/Track Review Moanin'
by Chris Mosey
Published: October 3, 2016
Read "Spirit Forward" CD/LP/Track Review Spirit Forward
by Dan Bilawsky
Published: October 7, 2016

Join the staff. Writers Wanted!

Develop a column, write album reviews, cover live shows, or conduct interviews.