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PunktFestival 2017

Luca Vitali By

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Il giorno successivo inizia Erik Honorè e racconta della genesi di due album molto diversi quanto alle modalità di realizzazione, sebbene accomunati dal medesimo vissuto personale -complesso e turbolento -, che stando al suo racconto avrebbe fatto da sfondo a entrambi: Tuesday Gods con Greta Agre pubblicato di recente da Jazzland, e Unrest, album a suo nome di prossima pubblicazione per Hubro. La diversità cui si accennava sta nel fatto che uno è stato realizzato prevalentemente in studio, a partire da alcuni sketch del chitarrista Bjorn Charles Dreyer, mentre l'altro è il frutto di diverse registrazioni live e di molta attività di postproduzione, pulizia e "collage" nelle parole dello stesso Erik. A seguire è stata la volta del prezioso contributo sulle tecniche di registrazione di Jez Riley French, autentico guru del field recording e delle installazioni sonore (realizzate per la Tate Modern di Londra ma ormai in ogni parte del mondo). Riley French ha spiegato come catturare i suoni e ha parlato delle diverse tecnologie microfoniche, mutuate ora dal mondo militare, ora da quello scientifico ecc. David Toop, dopo di lui, ha invece spiegato alcuni aspetti della produzione in studio: pro e contro della co-produzione "democratica" tra musicisti e produttore e/o della produzione dittatoriale alla Phil Spector... Chiusura, ancora, dedicata alla produzione, con tre diversi punti di vista: la cantante pop Anneli Drecker, il produttore di Motorpsycho, Kåre Christoffer Vestrheim (Propeller Records) e Dave Toop. Uno sguardo a 360° gradi e che non perso di vista neanche gli aspetti di carattere legale sui diritti.

Main Stage

Partenza col botto con gli australiani The Necks. Il trio celebra i trent'anni di carriera e non a caso è diventata una band di culto. Un "classico" piano trio che sovverte i canoni e sa rendere speciale e indimenticabile ogni performance. Non a caso chiedono di non fotografare durante i primi 20 minuti: il livello di concentrazione richiesto sia per il trio che per l'ascoltatore è altissimo -e dopo una prima fase in cui i tre si cercano, il trio decolla e porta l'ascoltatore in un viaggio verso luoghi ed emozioni inaspettate... È il pianista Chris Abrahams a tenere le redini della sequenza di apertura, ma è la partecipazione collettiva di tutti e tre i membri a caratterizzare il concerto. Il trio "costruisce," amplifica, e raggiunto l'apice del climax libera la tensione accumulata fino a quel momento, si contrae e arriva quasi ad appiattirsi su se stesso... una tecnica semplice ma particolarmente efficace nelle loro mani, grazie anche alle "collisioni" del batteria di Tony Bucks con il pianismo dalle linee classiche di Abrahams. Un'autentica band di culto, come si diceva, e chi l'avesse mancata nel lungo tour europeo dei trent'anni, che prenda nota!

Sul palco, dopo, arriva il sofisticato e molto atteso duo costituito da Sidsel Endresen (voce) e David Toop (chitarra Lap Steel, flauti e oggetti): due improvvisatori straordinari che inspiegabilmente, come giustamente rimarca Fiona Talkington annunciandoli sul palco, non si sono mai incontrati prima.

Proprio qui a Kristiansand, attorno a Sidsel, il festival ha visto nascere alcuni dei progetti più interessanti degli ultimi dieci anni con Stian Westerhus, Philip Jack, David Sylvian, ecc.

A guidare l'avvio è lei, con ronzii, soffi e gorgheggi come solo lei sa fare, figurazioni astratte in cui introduce anche sonorità nuove, ora più sperimentali, ora più melodiche... i due non si guardano mai, ma funzionano, e Toop si alterna alla chitarra e ai flauti. Pura astrazione di grande fascino. Vien proprio da dire: buona la prima! Auguriamoci che abbia un seguito.

La chiusura sul palco principale della prima giornata offre l'opportunità di ascoltare una band solare di area più pop-soul costituita da alcuni dei migliori giovani improvvisatori norvegesi: Numbering Røe, Anja Lauvdal, Heida Mobeck, Hans Hulbækmo e Lars Ove Stene Fossheim. La band si chiama Patrick R Broenkow e dopo il buon successo registrato in patria e al By Larm festival sta per pubblicare l'album di debutto per la prestigiosa etichetta inglese Bella Union, registrato allo Studio Paradiso di Oslo con Nick Terry e con il fonico di Jaga Jazzist, Marcus Forsgren, dal titolo I <3 Art. Un progetto divertente, a mezza strada tra pop soul e Sun Ra, molto ben confezionato e in cui musicisti suonano alla grande, con sonorità davvero moderne. Peccato solo che il pubblico abbia assistito seduto in religioso silenzio, mentre sarebbe stato meglio se fossero stati in piedi, e avessero accompagnato ballando... La band suonerà in autunno al Kaltern Pop Festival, in Alto Adige, e per tutti coloro che non hanno pregiudizi nei confronti del migliore pop di ricerca è altamente consigliato.

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