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David Torn: Prezens

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David Torn torna a casa base dopo vent’anni e non si lascia scappare l’occasione per posare una nuova pietra miliare per la musica creativa strutturata sulle macerie del jazz e del rock. L’eccellente Cloud About Mercury era uscito nel 1986 per l’ECM e aveva marcato con forza quegli anni piuttosto avari di soddisfazioni per la musica giovane e folle che non si fermava davanti a nulla.

Successivamente c’erano state altre uscite per etichette minori, gravi problemi di salute che per un attimo erano sembrati addirittura insuperabili, una faticosa riabilitazione con la zavorra di danni permanenti all’udito (fortunatamente limitati ad un solo lato), molto lavoro come sound engineer e produttore, molte colonne sonore e progetti che si muovevano nell’ombra. Non era ben chiaro se i postumi devastanti per l’udito di Torn avrebbero mai consentito nuovi capolavori e la prosecuzione a 360 gradi di quella carriera come pifferaio magico per la musica a cavallo fra jazz, rock ed elettronica che sembrava essere alla sua portata alla fine degli anni ottanta.

Fortunatamente la risposta arriva ora forte e chiara: David Torn è di nuovo sul trono, la sua follia creativa, la sua innata capacità di manipolare il suono è di nuovo all’altezza della sua fama. I suoi compagni di viaggio sono di primissimo rango e lo assecondano alla perfezione. Il sax brulicante di idee e carico di energia di Tim Berne si erge incalzante e subisce senza paure il trattamento sonico che Torn applica incessantemente non solo ai suoni che escono dai pick-up della sua chitarra ma anche alle brume sonore che gli crescono attorno.

Le tastiere di Craig Taborn (fondamentalmente il piano elettrico Fender Rhodes, l’organo Hammond B3 e il sempre fascinoso Mellotron) creano l’aura perfetta per gli schizzi di melodia che arrivano da Torn e da Berne, il giusto contesto, carico di nuvole minacciose che grondano di pioggia nerastra, sul quale rilucono in maniera spettacolare i bagliori dei fulmini evocati da Torn. La batteria di Tom Rainey è nervosa, allucinata, frastagliata. Mai rigida, sempre flessibile. Potente nei momenti in cui emergono riff angolari e contorti, sottile quando l’aria si fa più secca e dilatata. La sua scansione ritmica è incalzante e propulsiva, una dinamo che si ricarica senza fine e fornisce l’energia per il moto perpetuo dei suoi compagni interplanetari, senza far notare l’assenza del basso nella strumentazione di base.

Il ritorno del figliuol prodigo Torn non poteva produrre frutti più succosi. La sua musica è pervasa come non mai da vivide seduzioni cariche di profumi talmente esoterici che ti fanno pensare che arrivano da altri mondi, da altri pianeti, da altri sistemi. Presenze aliene legate indissolubilmente a universi ancora più distanti di Mercurio e allo stesso tempo vicinissimi al centro della nostra mente.

Track Listing: Ak; Rest & Unrest; Structural Functions of Prezens; Bulbs; Them Buried Standing; Sink; Neck- deep in the Harrow...; Ever More Other; Ring for Endless Travel; Miss Place, the Mist...; Transmit Regardless.

Personnel: David Torn: guitars, live sampling and manipulation; alto saxophone; Craig Taborn: Fender Rhodes piano, Hammond organ, mellotron, bent circuits; Tom Rainey: drums; Matt Chamberlain: additional drums (10).

Title: Prezens | Year Released: 2007 | Record Label: ECM Records

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