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Dave Douglas - Uri Caine: Present Joys

Giuseppe Segala By

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Per questo loro incontro discografico in duo Dave Douglas e Uri Caine scelgono un repertorio compatto, tracciando un percorso stilistico di grande focalizzazione e coerenza, all'interno del quale è però forte la dialettica delle varie componenti. Cinque brani sono tratti dalla raccolta di musica sacra corale The Sacred Harp, sviluppata nella Chiesa Protestante statunitense a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento. Gli altri cinque sono scritti dallo stesso Douglas, che in parte adatta il proprio approccio a quelle atmosfere elegiache, ma nel contempo spinge il discorso avanti in varie direzioni, nell'orientamento che lo vede sempre più alla ricerca di una sintesi stretta tra jazz, musica contemporanea e una forte immaginazione folklorica.

Perché un disco ampiamente basato sugli inni della "Sacred Harp"? Douglas mette la scelta in relazione all'orientamento da lui preso con Be Still, ma pure con l'attrazione che questo repertorio ha sempre esercitato su di lui. Da parte nostra, viene spontaneo l'accostamento con l'altro grande repertorio sacro nato in seno alla musica afro-americana: spiritual e gospel. In relazione a quelle espressioni musicali, qui siamo in un campo più misurato, a tratti analitico e certamente laico nell'accezione in cui lo affrontano Douglas e Caine. La ricerca di un equilibrio, di un eloquio calibrato, pur dove i musicisti danno fondo alle loro doti di virtuosi, lo pone in una visione agli antipodi dei canti religiosi nero-americani.

L'ascolto di Present Joys fluisce scorrevole, non richiede forte impegno al primo approccio. La durata dei brani si aggira fra i tre e i cinque minuti: il tempo di una canzone. Ma la musica è densa di sostanza, scorre tutt'altro che in superficie, tende anzi a distillare ogni episodio in una stretta relazione tra i due strumenti. Il percorso è ampiamente basato sugli inni della tradizione sacra nella prima parte, con tromba e pianoforte che si muovono con eleganza e una certa solennità; con attenzione ai temi melodici che si avvicendano in modo suggestivo (bello il contrasto espressivo tra primo e secondo tema in "Soar Away"). "Present Joys" è il brano che più si avvicina a uno spirito blues, subito colto e sviluppato dal duo in modo delizioso. Gli interventi solistici trovano qui il loro spazio in modo discreto, non invadente, ma intenso.

Nella seconda parte si sviluppa poi la maggioranza delle composizioni di Douglas: con "Seven Seas" il gioco delle armonie si fa complesso e i due musicisti mettono alla prova le loro armi. Douglas è splendidamente concentrato e focalizzato su un suono denso, luminoso, vibrante di espressività, pur non rinunciando alle proprie doti camaleontiche. Caine è il cesellatore enciclopedico che conosciamo, che sa temperare la vastità della propria conoscenza e dell'ispirazione con intelligenza inesauribile. "Old Putt" è un pezzo da maestro forgiato dal suo pianoforte, che prelude all'intensità del conclusivo "Zero Hour."

Più che un dialogo, tra i due musicisti che si conoscono così bene per la lunga, amichevole frequentazione, si intraprende un percorso comune. Si accompagnano, si mostrano a vicenda scorci di paesaggi sonori, di colori. Condividono stati d'animo, stupori e dotte considerazioni. Ascoltarli è un piacere.

Track Listing: Soar Away; Ham Fist; Bethel; Present Joys; Supplication; Seven Seas; Confidence; End to End; Old Putt; Zero Hour.

Personnel: Dave Douglas: tromba; Uri Caine: pianoforte.

Title: Present Joys | Year Released: 2014 | Record Label: Greenleaf Music

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