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Slavic Soul Party: Plays Duke Ellington's Far East Suite

Angelo Leonardi By

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Slavic Soul Party: Plays Duke Ellington's Far East Suite
Nel jazz contemporaneo la reinterpretazione delle opere passate avviene in due modi diversi. Da un lato c'è chi privilegia la riproposizione fedele dell'originale, partendo da una prospettiva a grandi linee accademica (Wynton Marsalis) fino alla riproduzione letterale di ogni aspetto melodico, timbrico e ritmico (come ha fatto il gruppo Mostly Other People Do the Killing con Kind of Blue). Dall'altro abbiamo la reinterpretazione personale, che può conservare in tutto o in parte l'identità dell'originale oppure creare qualcosa di diverso.

In quest'ultima prospettiva, che è poi la più frequente, si pone lo Slavic Soul Party! con la "Far East Suite" di Duke Ellington, un'opera incisa nel dicembre 1966 e influenzata dalle suggestioni di precedenti tour orchestrali, uno per il Dipartimento di Stato in Medio Oriente (poi interrotto dall'assassinio di John Kennedy) e un secondo in Giappone.

Fondata dal percussionista Matt Moran, lo Slavic è una brass band di Brooklyn che fonde la timbrica e l'energia di un'orchestra balcanica con elementi di New Orleans, klezmer, funk ed ovviamente jazz tradizionale e contemporaneo. L'organico è abbastanza anomalo ed è formato da un solo sassofonista (o clarinetto), due trombe e due tromboni, una fisarmonica, una tuba e un marcato tappeto percussivo, comprendente un tamburo tradizionale bulgaro (tapan) ed uno serbo (bubanj).
Ovviamente siamo andati a riascoltare l'incisione di Duke anche se il lavoro va considerato come opera a sé stante. La band di Matt Moran riprende tutti i brani in sequenza, ne rispetta le melodie di base e spesso le dinamiche generali ma la sua estetica è ovviamente diversa. A di là dell'impressione iniziale, pur nella differenza di strumentazione, i climi espressivi rivelano una sostanziale affinità. Sempre con le dovute eccezioni. Se il seducente arrangiamento di "Agra" vede Peter Hess riecheggiare al sax baritono il maestoso sound di Harry Carney in qualche momento si gioca sull'iperbole ("Tourist Point of View," "Blue Pepper" ) con una furibonda impronta balcanica.

Nel cinquantenario dell'opera di Duke Ellington e Billy Strayhorn, lo Slavic Soul Party! offre un omaggio anomalo ma significativo, che colpisce per la smagliante tensione e la vivacità delle soluzioni.

Track Listing

Tourist Point of View; Bluebird of Delhi; Isfahan; Depk; Mount Harissa; Blue Pepper; Agra; Amad; Ad Lib on Nippon.

Personnel

John Carlson: tromba; Kenny Warren: tromba; Matt Musselman: trombone; Tim Vaughn: trombone; Peter Hess: sassofoni, clarinetto; Peter Stan: fisarmonica; Ron Caswell: tuba; Chris Stromquist: percussioni; Matt Moran: tapan, goc, bubanj.

Album information

Title: Plays Duke Ellington's Far East Suite | Year Released: 2016 | Record Label: Ropeadope

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