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Content by tag "Vincenzo Roggero"

Otis Sandsjö

Read "Otis Sandsjö" reviewed by Vincenzo Roggero

1. Aretha Franklin, Amazing Grace (Atlantic, 1972)
Listening to Aretha coming home makes you feel like coming home. R.I.P.

2. Skúli Sverrisson, Óskar Gudjónsson, The Box Tree (Mengi, 2012).
This album was on repeat around the time of my daughter's birth a few months back. It says it all. A saxophone sound ...

Otis Sandsjo

Read "Otis Sandsjo" reviewed by Vincenzo Roggero

1. Aretha Franklin, Amazing Grace (Atlantic, 1972).
Ascoltare Aretha ti fa sentire a casa. R.I.P.

2. Skúli Sverrisson, Óskar Gudjónsson, The Box Tree (Mengi, 2012).
Perennemente sul tasto repeat durante la nascita di mia figlia qualche mese fa. Un suono di sax proveniente da un altro pianeta.

4. ...

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Makaya McCraven: Universal Beings

Read "Universal Beings" reviewed by Vincenzo Roggero

Figlio d'arte--il padre Stephen è stato batterista di Sam Rivers e Archie Shepp, la madre Agnes Zsigmondi è una cantante folk ungherese--Makaya McCraven, nato a Parigi ma cresciuto a Chicago, della Wind City è diventato in breve tempo uno dei musicisti più richiesti. Con la pubblicazione nel 2015 del suo secondo album In the Moment e ...

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Alberto Pinton: Live in Japan

Read "Live in Japan" reviewed by Vincenzo Roggero

Live in Japan inaugura una nuova etichetta giapponese, la Wild Cat House, label dedicata alle registrazioni live effettuate al Gallery & Café Yamaneko-ken presso il lago di Ogose in Giappone. Titolare della registrazione è Alberto Pinton--sassofonista, clarinettista, flautista e compositore veneto da anni residente in Svezia--con il gruppo denominato Noi Siamo (per l'occasione il bassista della ...

Matteo Bortone

Read "Matteo Bortone" reviewed by Vincenzo Roggero

1. Paul Bley, Closer (ESP, 1966).
Esplorare senza paura di cadere nel vuoto. Barry Altschul incredibile. A mio avviso, uno dei migliori dischi di piano trio.

2. Elliott Smith, Either/Or (Kill Rock Stars, 1997).
Cantautorato struggente post Nick Drake. ”Between the Bars” una delle mie preferite, se avessi una chitarra acustica ...

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Matteo Bortone Trio: ClarOscuro

Read "ClarOscuro" reviewed by Vincenzo Roggero

Abbandonati (per il momento?) gli amati Travelers--il quartetto italo-francese che lo ha portato agli onori della cronaca come leader con due ottimi dischi--Matteo Bortone si cimenta nella sempre difficile impresa del piano trio, affrontato nella triplice veste di leader, contrabbassista e compositore (i rimandi storici sono da far tremare i polsi!). Anche in questo lavoro il ...

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Igor Lumpert & Innertextures: Eleven

Read "Eleven" reviewed by Vincenzo Roggero

Il sassofonista Igor Lumpert è forse il più conosciuto tra la folta schiera di musicisti sloveni che si stanno imponendo all'attenzione di pubblico e di addetti ai lavori (Cene Resnik, Kaja Draksler, Dre Hocevar per citarne alcuni). Da anni trasferitosi a New York, di quella città ha gradualmente assorbito umori, pulsazioni, tensioni che insieme al naturale ...

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Orquesta del tiempo perdido: Stille

Read "Stille" reviewed by Vincenzo Roggero

Orquesta del tiempo perdido è nome un po' altisonante, un po' nostalgico, un po' provocatorio, dietro al quale si cela la mente visionaria di Jeroen Kimman (già Brown vs. Brown), qui in veste di one-man-band (multistrumentista, produttore, ingegnere del suono), musicista tra i più originali della scena olandese. Certo in alcuni degli undici brani contenuti in ...

Aparticle: Bulbs

Read "Bulbs" reviewed by Vincenzo Roggero

Giulio Stermieri (piano elettrico e Hammond) e Michele Bonifati (chitarra) son gli autori dei sette brani che danno forma a Bulbs opera prima di un interessante quartetto completato da Ermanno Baron e Cristiano Arcelli. I due musicisti costituiscono anche la dorsale elettrica dell'ensemble, il centro vitale dal quale si irradiano impulsi e provocazioni, idee e nuove ...

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The Jamie Saft Quartet: Blue Dream

Read "Blue Dream" reviewed by Vincenzo Roggero

Se Solo a Genova ci aveva rivelato il lato sorprendentemente intimo e meditativo di Jamie Saft, Blue Dream espande sia a livello sonoro che di formazione quel mood e quella visione. Regalandoci così un album classico per struttura e concezione, sobrio nel rivisitare i canoni di un jazz in gran parte ancorato alla strada maestra, creativo ...