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Alban Darche L'Orphicube: Perception instantanée

Alberto Bazzurro By

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Alban Darche L'Orphicube: Perception instantanée Col medesimo organico che nel 2013 aveva dato alle stampe l'album omonimo, l'Orphicube capitanato dal vorace sassofonista e compositore Alban Darche confeziona un seguito, che tiene dietro alle positività, nonché a qualche limite prospettico, che quel lavoro aveva suggerito.

L'intenzione è sempre quella di "inventare un folklore immaginario in cui si mischiano jazz, musica da camera e rock, una sorta di colonna sonora di un film immaginario" e i risultati, anche qui, si rivelano del tutto in linea con tale assunto. Il tono globale, per la verità, più che francese sembra magari tedesco, o comunque mitteleuropeo (vengono qua e là in mente certe inflessioni della Vienna Art Orchestra seconda versione, quella meno avventurosa e corrosiva), con un'arguzia che sembra fare spesso rima con furbizia, scioltezza con scaltrezza.

Prevale anche qui la confezione, ma non mancano certo le idee (che sono poi la componente più importante di ogni opera d'arte), per quanto parlare di urgenza espressiva sarebbe eccessivo e fuorviante. Si avverte, invece, una costante intenzionalità di gesto, magari anche qualche meccanicità, col frequente ricorso a cadenze ballabili, indulgenze sinfonicheggianti (per esempio in "La bouguenaisienne") e in generale una volontà di lisciare adeguatamente il pelo a chi ascolta, per portarlo dalla propria parte (ciò che è del tutto lecito, s'intende), benché in maniera sempre intelligente e con un costante controllo della materia.

Le cose migliori sembrano arrivare da "Les silhouettes," avvio felicemente sommesso, quasi sottotraccia, e poi un lievitare lento che verso la fine regala al brano profumi quasi shorteriani, e poi il trittico conclusivo: l'omaggio a Tim Burton, tipico pastiche griffato Darche, fisiologicamente cinematografico, persino con qualche imprevedibile spigolosità (e qui, sia pur di sfuggita, fa capolino un altro Tim: Berne), "C'baff," costruito attorno a un vigoroso assolo di sax alto, e "Abécédaire," che nel rispetto del titolo ha un testo, conseguente e cantato coralmente, benché poi il meglio arrivi dagli strumentali.


Track Listing: Paso Doble; La pascoalaise; La bouguenaisienne; Les silhouettes; Miaramas Reggae; Mon tribut à Tim Burton; C’baff; Abécédaire.

Personnel: Alban Darche: sax alto; Sylvain Rifflet: sax tenore, clarinetto; François Ripoche, Matthieu Donarier: sax tenore; Marie-Violaine Cadoret: violino; Didier Ithursarry: fisarmonica; Nathalie Darche: pianoforte; Sébastien Boisseau: contrabbasso; Christophe Lavergne: batteria; voci non indicate in “Abécédaire”.

Year Released: 2014 | Record Label: Yolk Records | Style: Modern Jazz


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