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Peo Alfonsi e il Questionario di Proust

Paolo Peviani By

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Il tratto principale della mia musica
A dire il vero mi piacerebbe fossero gli altri a rispondere, ma visto che devo farlo io direi forse il tentativo di avvicinare "mondi" musicali diversi, in particolare la spontaneità del jazz e della musica improvvisata al rigore della musica cosiddetta "colta."

La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me
La stessa che cerco nelle relazioni umane in generale: l'empatia.

Come musicista, il momento in cui sono stato più felice
Ne ricordo davvero tanti, troppo difficile dirne uno solo. Fin da piccolo avevo chiaro quale fosse il mio sogno: girare il mondo per suonare, l'averlo realizzato mi fa sentire talvolta fin troppo fortunato. Diciamo tutte le volte che mi sono sentito dentro la musica. Questo per quanto riguarda il mentre. Per quanto riguarda invece il dopo, direi tutte le volte che ho percepito d'esser stato tramite di un muoversi emotivo in chi mi ascoltava.

Come musicista, il mio principale difetto
Qui l'elenco sarebbe troppo lungo... Passiamo ad altro!

La mia più grande paura quando suono
Sinceramente ho convissuto con la paura del palco per lunghi anni. Solo una ancora più grande volontà di andare oltre per potermi finalmente godere il suonare senza che la timidezza col suo carico eccessivo di ansia e insicurezza compromettesse tutto mi ha portato, unitamente con una assidua frequentazione del palco, ad una "liberazione" per cui oggi mi sento di poter dire che la paura è scacciata. Tutt'al più resta uno sfondo di "adrenalina" che l'esperienza mi ha insegnato a usare a mio vantaggio (resta però un certo sacro timore dei fonici...)

Sogno di suonare
Per altri cinquant'anni.

La mia fonte di ispirazione
Quasi sempre eventi extra musicali. Almeno a livello cosciente, quando mi capita di scrivere parto da un'emozione legata a qualcosa che accade nella mia vita in un preciso momento. Penso ad esempio ai miei figli, ma anche a tanti incontri con persone e luoghi che hanno il potere di muovere qualcosa che non potendo o sapendo descrivere e circoscrivere con parole finisce per sfociare in suoni...

I miei musicisti preferiti
L'elenco sarebbe lunghissimo, ma direi così random: Arturo Benedetti Michelangeli, Gary Peacock, Sviatoslav Richter, Bill Evans, Keith Jarrett, John Lennon... Senza considerare ovviamente i vari Chopin, Bach, Mozart, Beethoven, Ravel e Debussy.

I miei dischi da isola deserta
Vediamo un po.'.. sempre random:
Bill Evans You Must Believe in Spring;
Preludi di Debussy (Michelangeli);
Clavicembalo Ben Temperato (Richter);
John Lennon Plastic Ono Bandng;
Genesis Nursery Crimeng;
Ballate di Brahms (sempre rigorosamente Michelangeli);
Le Nove Sinfonie di Beethoven (difficile scegliere orchestra e direttore);
Variazioni Goldberg;
Concerto in Sol di Ravel.

E se resta spazio sull'isola... un mio CD, giusto per ricordarmi che fortuna mi ha riservato la vita a concedermi di fare lo stesso mestiere di questi giganti. Ma a tal scopo basterebbe anche solo la copertina.

Però concedimi di portare la chitarra perché fare musica, anche la peggiore, è altro dall'ascoltarla e non se ne può proprio fare a meno.

La canzone che fischio sotto la doccia
Non so fischiare, ma per lo più sotto la doccia improvviso.

I miei pittori preferiti
Caravaggio, Giotto, Gauguin, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Picasso...

I miei film preferiti
"Babel," "Il Padrino," "Il Verdetto," "The Revenant," "Amores Perros," "Luci della Città..."

I miei scrittori preferiti
Dostoevskij, Tolstoi, Thomas Bernhardt, Bertrand Russell...

La mia occupazione preferita
Certamente stare coi miei figli.

Il dono di natura che vorrei avere
Saper andare in bicicletta.

Nella musica, la cosa che detesto di più
L'ipertrofia dell'Ego quando compromette la qualità della musica.

Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza
Senz'altro quelli dovuti ad inesperienza.

Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale
Non saprei, ma mi piacerebbe assistervi.

Lo stato attuale della mia attività musicale
Non c'è male direi, anche se spero che la vita mi regali ancora nuovi incontri artistici di cui sono sempre assetato.

Il mio motto
There's nothing you can do that can't be done, all you need is love.

Foto: Andrea Rotili.

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