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Paolo Fresu Quintet: tre decenni sulla breccia

Angelo Leonardi By

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Ognuno di noi ha fatto altre esperienze musicali. Tutte le cose che abbiamo sviluppato e appreso in queste esperienze vengono portate all'interno del gruppo, rimesse in circolo e anche in discussione —Paolo Fresu
Trent'anni di attività con gli stessi componenti sono un traguardo che pochi gruppi, di jazz o altro genere musicale, possono vantare.
Conclusi da poco i festeggiamenti per i suoi "cinquant'anni suonati," Paolo Fresu torna con la sua celebre formazione annunciando un nuovo album (¡30!, Tuk Music—clicca qui per leggerne la recensione), a quasi sei anni dal precedente Songlines/Night and Blue.

"Di certo questo disco è il più strutturato—dice Fresu nel video di presentazione)—quello in cui le composizioni sono molto pensate per questa formazione. Il disco rappresenta un po' il punto di maturità del gruppo. Ognuno di noi in questi cinque/sei anni ha fatto altre esperienze musicali e tutte quelle cose che abbiamo sviluppato e appreso in queste esperienze vengono portate all'interno del gruppo, vengono rimesse in circolo e anche in discussione."

Il primo nucleo del quintetto nasce nel 1982 quando Paolo Fresu, appena ventunenne, frequenta i seminari di Siena Jazz e stringe amicizia con Roberto Cipelli. Col pianista forma un quartetto comprendente Roberto Bonati al contrabbasso e Billy Sechi alla batteria ma nel 1984 si aggiungono il sassofonista Tino Tracanna mentre Attilio Zanchi e Ettore Fioravanti sostituiscono rispettivamente Bonati e Sechi. Il quintetto è nato e il debutto discografico avviene nel gennaio dell'anno seguente, con l'incisione di Ostinato).

Da allora la formazione ha pubblicato 24 album (v. sotto per la discografia completa), ha dato un migliaio di concerti e conseguito prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali: tra i tanti ricordiamo il Top Jazz 1990 della critica italiana quale miglior disco (Live in Montpellier), miglior gruppo e miglior musicista per Fresu; il premio Choc del 1995 della rivista francese Jazzman al disco Night on the City a cui seguono per il trombettista quello dell'Academie du Jazz di Parigi e il premio Django d'Or come miglior musicista jazz europeo.

Anche se Fresu è il solista di punta, il quintetto è un organismo paritario dove ogni soggetto può esprimersi sia in veste di solista che di compositore. In estrema sintesi il rilievo dato alla melodia è uno degli aspetti centrali della formazione che nasce ispirandosi ai quintetti davisiani di fine anni cinquanta per acquisire progressivamente una propria individualità, riconoscibile nel sound e nel ricco interplay.

Cinque dischi fondamentali

Quarto. Inciso il 6 giugno 1988 è il quarto disco della formazione e quello della prima maturità. Fresu evidenzia al meglio anche le doti di compositore e arrangiatore. Quattro dei sei pezzi sono suoi e si caratterizzano per aspetti diversi: "The Trumpet Is a Woman" per la ricca articolazione tra parti scritte e assoli, "Pour une femme" (dedicato a Chet Baker è stato ripreso in anni recenti) per il toccante lirismo, "Geremeas—Su grogghi" per l'inventivo innesto dell'elettronica e "Né arte né parte" per l'avvincente mordente ritmico.

Live in Montpellier. Registrato un mese dopo al Festival International de Radio France, è uno dei dischi-manifesto della formazione e segna l'apice di quella fase espressiva. Fresu ha pienamente metabolizzato il modello davisiano, il repertorio è quello dei dischi precedenti e il confronto evidenzia una creatività nuova, frutto del profondo ascolto reciproco e della creatività nella scrittura. In un percorso musicale emozionante, spiccano i due temi di Monk, ("Round Midnight" e "Well You Needn't") e "Blues for You" dall'enfasi mingusiana.

Ensalada Mistica. È il disco del decennale, un'opera riassuntiva del percorso svolto, densa di umori e aromi. Il quintetto si amplia per la seconda volta alla presenza del sassofonista Gianluigi Trovesi, che contribuisce alla nuova e variopinta identità timbrica. Come scrive Fresu in copertina: "Dieci anni assieme. Concerti, viaggi e storie collettive vissute e viste "dentro" e "fuori" il gruppo. Ensalada Mistica vuole essere questo. Vuole raccontare il "mood" di questa longeva formazione attraverso 15 composizioni che respirano immagini e sensazioni a noi conosciute." Si passa quindi da momenti mingusiani, ad altri astratti, da seducenti ballad al tango della prima versione di "Fellini", composizione che verrà spesso ripresa.

Kosmopolites. Registrato nel gennaio 2004 è il primo di una serie di cinque album che il quintetto registra per la Blue Note, suonando in ognuno temi originali dei rispettivi componenti. Se in questo lavoro il repertorio è di Cipelli, l'ultimo vede la luce nel 2007 (Rosso, verde, giallo e blu) e comprende composizioni di Fresu. In Kosmopolites si riafferma la cifra stilistica del gruppo, un modern mainstream dove il virtuosismo non si sovrappone al raccontare ed evidenzia uno spiccato gusto narrativo.

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