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Irving Fields - Roberto Rodriguez: Oy Vey... Olé!!!

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E’ ormai assodato che la cosiddetta “jewish-latin fusion” ha trovato nel percussionista Roberto Rodriguez il suo principale esponente. E’ altrettanto certo però che egli non ha inventato nulla. C’è stato un pianista ebreo, tal Irving Fields che già negli anni ’50 imperversava nelle scalette radiofoniche con il suo, allora davvero originale, crossover di “Bagels and Bongos” che divenne un hit non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa e in Giappone, tanto da diventare un sequel con “More Bagels and Bongos” seguito a sua volta da "Pizza and Bongos", "Champagne and Bongos" e addirittura "Bikinis and Bongos".

Cose che capitano nell’industria musicale ed esaurito il filone, di tali “bizzarri” esperimenti con la musica yiddish non se ne seppe più nulla (ad eccezione di quello di Gershon Kingsley, pionere del sintetizzatore Moog, che nel 1973 interpretò col suo strumento alcune composizioni religiose solitamente affidate ai cantori).

Ma nell’accusare Fields di opportunismo musicale andrei cauto perché il pianista già nel 1946 sfoderò il suo primo single “Miami Beach Rumba” con testi in spagnolo ed inglese (per l’occasione, l’etichetta gli affibiò anche un nome spagnoleggiante quale Campos el Pianista (sigh!)) che ottenne un discreto successo. Del resto, Fields ha iniziato a cantare all’età di dieci anni nel coro del cantore Yossele Rosenblatt e all’età di diciotto anni, dopo essere stato ingaggiato come pianista a bordo di una nave da crociera per un tour delle isole caraibiche, al suo ritorno a New York cominciò ad infilare ritmi latini negli standard.

Tutto questo per dire che alla veneranda età di novant’anni, Irving è ancora saldamente ancorato al suo metissage linguistico, tanto da incrociare i suoi tasti proprio con le pelli di Roberto Rodriguez per l’occasione offerta, ancor una volta con encomiabile acutezza, dall’etichetta dell’istrionico John Zorn. A New York le comunità ebraica e cubana non si ignorano di certo e l’esplorazione del percussionista non poteva tralasciare di onorare un maestro riconosciuto.

Lasciata Cuba all’età di nove anni, Rodriguez si stabilì con la famiglia in Florida dove incontrò gli esuli della diaspora, per lo più anziani, che danzavano al suono di mambo e cha cha. Spostatosi a New York negli anni ‘80, si ritrovò nell’alveo del Klezmer revival che gli permise di continuare ad esplorare la musica ebrea collaborando con musicisti quali John Zorn, Anthony Coleman e divenendo membro essenziale dei Los Cubano Postizos di Marc Ribot e del progetto "Diaspora Soul" di Steven Bernstein.

Poi le due incisioni da leader, El Danzon de Moises e

Track Listing: 01. El Danzon de Moises - 5:52; 02. A Turkish Chasseneh - 2:39; 03. El Polaco - 5:28; 04. Miami Beach rumba - 3:05; 05 Dice el Sabio Salomon - 5:42; 06 Elephant Tap Dance - 3:34; 07 Paseo del Prado - 3:55; 08 Managua Nicaragua - 3:27; 09 Piruli - 5:16; 10 Pago Pago (Pango Pango) - 2:59; 11 Wolfie’s Corner - 6:39; 12 Song of Manila - 2:28; Brani 2,4,6,8,10 Irving Fields; Brani 1,3,5,7,9 Roberto Rodriguez

Personnel: Irving Fields (piano); Meg Okura (violino); Gilad Harel (clarinetto); Uri Sharlin (accordion, organo); Jennifer Vincent (basso); Natalie Michan (voce); Roberto Rodriguez (percussioni).

Title: Oy Vey... Olé!!! | Year Released: 2007 | Record Label: Tzadik

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