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Vanguard Jazz Orchestra: OverTime: Music of Bob Brookmeyer

Angelo Leonardi By

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Questo disco ci è giunto con un po' di ritardo ma va assolutamente segnalato. È infatti uno dei migliori dischi dell'anno nonchè un omaggio al genio orchestrale di Bob Brookmeyer. Forse non tutti sanno che lo storico trombonista, partner negli anni cinquanta di Stan Getz, Gerry Mulligan e Jimmy Giuffre, è stato uno di massimi orchestratori moderni: nel 1966 partecipò alla fondazione della Thad Jones-Mel Lewis Orchestra, scrivendo decine di partiture, e nel 1990 ne divenne il direttore, quando la big band fu rifondata come Vanguard Jazz Orchestra. Nell'ultima fase della sua attività è stato docente al New England Conservatory, svolgendo un ruolo determinante nella formazione dell'attuale generazione di orchestratori: tra i suoi allievi ricordiamo infatti Maria Schneider, Ryan Truesdell e John Hollenbeck.

Quest'album racchiude delle gemme. Le partiture di quattro brani ("Skylark," "XYZ," "The Big Time," "Sad Song") furono scritte nei primi anni ottanta per l'orchestra di Mel Lewis e gli ultimi tre non sono stati mai incisi. Le altre due composizioni sono recenti e purtroppo Brookmeyer è scomparso prima di vedere ultimato il progetto: "Suite for Three" è divisa in tre parti, ognuna dedicata a un solista diverso (nell'ordine il sassofonista Dick Oatts, il trombettista Scott Wendholt e il sassofonista Rich Perry) mentre "At the Corner of Ralph and Gary" è una swingante partitura ricca di intrecci, con Ralph Lalama e Gary Smulyan protagonisti.

L'album inizia con "The Big Time," un dinamico arrangiamento per sola orchestra che si snoda con sorprendenti soluzioni, giocando a variare il semplice tema base. "Suite for Three" passa dalla nervosa (e ritmicamente spezzata) relazione tra il contralto di Oatts e l'orchestra, alle sontuose tessiture di "Scott" che sostengono il flicorno di Wendholt in un clima dai tratti evansiani e si conclude con un altro swingante caleidoscopio, ricco di timbri e dinamiche orchestrali in relazione all'assolo di Perry.
Il successivo "XYZ" è uno dei brani più articolati del disco, capace di passare con naturalezza da delicati quadri cameristici a poderosi collettivi. Ma il momento più suggestivo, che chiude con straordinaria intensità il percorso del disco, è "Sad Song" una sequenza impressionistica che si snoda con estrema lentezza, alternando opulenze orchestrali ed astratti interventi di flauto. L'accostamento con The Individalism of Gil Evans sorge spontaneo ma sarebbe ingiusto per Brookmeyer stabilire una filiazione. Ricordiamo che entrambi fecero parte dell'orchestra di Claude Thornill e quell'impronta li ha segnati, portandoli ad accostare talvolta le rispettive estetiche.
L'opera di Gil ha trovato i meritati riconoscimenti, quella di Brookmeyer resta ancora uno scrigno da valorizzare.

Track Listing: The Big Time; Suite for Three: Oatts / Scott / Rich; XYZ; Skylark; At the Corner of Ralph and Gary; Sad Song.

Personnel: John Mosca: trombone; Luis Bonilla: trombone; Jason Jackson: trombone, trombone basso; Douglas Purviance: trombone basso; Nick Marchione: tromba, flicorno; Tanya Darby: tromba, flicorno; Terell Stafford: tromba, flicorno; Scott Wendholt: tromba, flicorno; Dick Oatts: sax contralto, sax soprano, flauto; Billy Drewes: sax contralto, sax soprano, flauto; Rich Perry: sax tenore, flauto; Ralph Lalama: sax tenore, clarinetto, flauto; Gary Smulyan: sax baritono; Jim McNeely: pianoforte; John Riley: batteria; David Wong: contrabbasso; Frank Basile: clarinetto basso (3, 5, 8); David Peel: corno (1, 5, 6, 8); Michael Truesdell: percussioni (1, 5, 8).

Title: OverTime: Music of Bob Brookmeyer | Year Released: 2015 | Record Label: Planet Arts Records

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