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George Haslam: Once Upon a Time in Argentina

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George Haslam: Once Upon a Time in Argentina
Haslam e l'Argentina costituiscono i punti di contatto fra questi due CD, di fatto espressione di progetti ben distinti: il sassofonista britannico compare in entrambi con due quartetti diversi, e ne è il deus ex machina; in Argentina i lavori sono stati registrati e argentini sono tutti i musicisti che affiancano Haslam.

Tutto il resto, come detto, batte bandiere profondamente diverse. Nel primo CD, che è poi quello che dà il titolo all'intera opera, Haslam è supportato da un trio con piano e doppia percussione. La componente ritmica (di tratto qua e là quasi tribale, per quanto sempre senza eccessi) è in effetti l'elemento-cardine dell'incisione, benché l'aspetto timbrico sia tutt'altro che disatteso e (per esempio nelle trame pianistiche di "Pianica") siano presenti inflessioni free che denotano quanto la proposta si allarghi ai vocabolari più differenti.

Il secondo CD (il più stimolante, sarà il caso di dirlo subito) vede invece all'opera il quartetto only saxes dedicato alla memoria del critico Walter Thiers, scomparso di recente; quartetto monostrumentale, nel senso che ognuno suona un solo (e diverso) modello, dal soprano (Pablo Ledesma, che ha inciso fra gli altri con il nostro Enzo Rocco) al baritono. Qui i tracciati sono ben più squisitamente, fisiologicamente, contemporanei, con un avvio ("Walter," ma anche il successivo "All Night Soul") ordinato, lineare, quasi a voler presentare le quattro voci, che s'insinuano a seguire ("Devociòn Sereno") in impasti timbrici più articolati, per quanto sempre emotivamente controllati, col collettivo che tende a prevalere sul singolo.

Qualcosa inizia a mutare col quinto brano, "Albert," più rigoglioso e vociferante, fitto di intersezioni, benché il successivo "Cancion Sin Melodia," in fondo nel rispetto del titolo, recuperi zone più "ferme," quasi statuarie, monumentali. Haslam ha una sua (doppia) zona franca - se possiamo definirla così - a cavallo fra il brano in questione e quello che segue, che è poi una rielaborazione del celeberrimo "St. James Infirmary" (arrangiamento dello stesso Haslam), chiudendo col botto nel conclusivo "Tinto Dreams," di tono scopertamente antigrazioso.

Per George Haslam, settantaduenne del Lancashire, attivo nella fervente Londra anni Sessanta (benché il primo album a suo nome, The Siger Band Live in Hungary, arrivi solo nel 1984) e dall'89 patron della Slam Records, nel cui ambito ha avuto modo di incidere fra gli altri con Paul Rutherford, Lol Coxhill, Mal Waldron, Borah Bergman, e più volte col nostro Stefano Pastor, questo Once Upon a Time in Argentina rappresenta un tassello certamente importante entro una discografia fin troppo misconosciuta. Che, di conseguenza, sarà il caso di andare a scoprire.

Track Listing

CD 1: 01. Departure; 02. Pianica; 03. Gauchos; 04. Kalimba; 05. Carnivalita; 06. Chacarera; 07. Carnival; 08. Baritone; 09. Voices; 10. Arrived; 11. Fireworks; 12. Coda. CD 2: 01. Walter; 02. All Night Soul; 03. Devociòn Sereno; 04. Himno#1; 05. Albert; 06. Cancion Sin Melodia; 07. St. James Infirmary Vidala; 08. Tinto Dreams.

Personnel

CD 1: George Haslam (sax baritone, tarogato), Ruben Ferrero (pianoforte, melodica, percussioni, voce), Juan Carlos Martello (batteria), Jorge Savelon (percussioni); CD2: The Walter Thiers Memorial Saxophone Quartet: Pablo Ledesma (sax soprano), Sergio Paolucci (sax alto), Daniel Harari (sax tenore), George Haslam (sax baritono).

Album information

Title: Once Upon a Time in Argentina | Year Released: 2011 | Record Label: Slam Records

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