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The Bill Evans Trio: On A Monday Evening

Stefano Merighi By

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Ricordo interviste in cui Bill Evans puntualizzava l'ossessione per l'esercizio, un'insicurezza stabile, che lo faceva provare in continuazione anche il minimo dettaglio. Sembra grottesco, all'ascolto soltanto del prologo di "Sugar Plum," dove la fraseologia evansiana sgorga come acqua di fonte e dove si intuirebbe un'innata facilità per l'assoluta padronanza strumentale. Ma evidentemente c'era un lavoro febbrile e anche un po' angosciato dietro quel tocco scultoreo, quei legami tentacolari tra linea melodica e spezzature ritmiche, quel preludiare o rapsodiare che fin dagli inizi lanciavano un ponte tra Debussy e Bud Powell.

Meglio insistere subito nell'enfatizzare il legame col bebop e allontanare invece Evans da quell'estetismo presunto, che solo in superficie può ingannare l'ascoltatore. Certo un bebop reinterpretato e potato da certe asperità, così come arricchito da diverse e rigogliose sfumature, e comunque sentito empatico in quella sottile ansia performativa, che quasi sempre pressa il pianista del New Jersey. Queste tracce inedite lo confermano, così come testimoniano dell'universo tutto personale di Evans, refrattario al concetto di "progresso" musicale, interessato invece al perfezionamento di un linguaggio che era già compiuto fin dagli esordi, senza pretese di indicare avanguardie, felice di essere parte di una tradizione e di elevarla con geniali intuizioni.

Queste registrazioni preservate da un concerto del 1976 all'Università del Wisconsin sono splendide anche perchè illuminano un altro versante del Bill Evans in quei mesi un po' ripiegato su ruminazioni da soundtracks o reduce dall'album in duo con Tony Bennett. Qui la sua musica per trio rinasce in tutto il suo vigore e scopre le delizie percussive di un batterista come Eliot Zigmund, il cui gioco aperto sui piatti risonanti esalta appunto quella brillantezza ritmica che ci fa evocare Powell —d'altronde il pianista preferito di Evans. Ascoltare "T.T.T." per conferma: un gioco di libera jam infiamma invece sottigliezze recondite.

Inutile soffermarsi sui singoli pezzi, tutti con una loro logica ferrea, dalle cadenze solitarie dei prologhi, alle conversazioni paritetiche, in cui la sezione ritmica non è mai pura stampella del leader, ma costruisce tessuto connettivo permanente; dai fulminei raddoppi di tempo della tastiera, alla brumosa malinconia delle ballad. Citazione d'obbligo però per la versione di "All of You," sintesi perfetta dell'idioma billevansiano. Eddie Gomez è bassista stellare, come spesso in quei periodi: però il suono dello strumento con archetto è a volte fuori fase, poco in armonia, ma forse soltanto catturato male dalla registrazione.

In ogni caso, disco bellissimo.

Track Listing: Sugar Plum; Up With the Lark; Time Remembered; T.T.T. (Twelve Tone Tune); Someday My Prince Will Come; Minha (All Mine); All Of You; Some Other Time.

Personnel: Bill Evans: piano; Eddie Gomez: bass; Eliot Zigmund: drums.

Title: On A Monday Evening | Year Released: 2017 | Record Label: Fantasy Jazz

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