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Jan Garbarek – The Hilliard Ensemble: Officium Novum

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Terzo capitolo della saga Garbarek/Hilliard Ensemble (dopo Officium del '94 e Mnemosyne del '99), questo Officum Novum rinverdisce l'eccellenza in particolare dell'episodio germinale di un sodalizio fra i più originali, e in fondo sorprendenti, del jazz (?) contemporaneo, sodalizio rinfocolato da esibizioni live che hanno saputo regolarmente riproporre la magia che un incrocio tanto desueto - complici, di regola, i luoghi, in genere di culto - non manca di evocare.

Garbarek, che nello specifico privilegia massicciamente (quanto opportunamente) il soprano, appare più che mai il motore primo dell'impresa, fattore - questo - se vogliamo emblematizzato fin dall'avvio (di ascendenza armena), con una pur breve cadenza solitaria, soffice, sognante, incorporea. Allorché entra (per rimanere poi a sua volta solo) l'Hilliard, l'intersezione delle cinque voci ascende immediatamente a vette di suggestione del resto ben note. Segue, unicum tenoristico, un canto bizantino, per un Garbarek che, recuperato il soprano, firma subito dopo "Allting finns," del tutto in linea col portato di base, benché qualche dissonanza disseminata qua e là ne "tradisca" l'attualità, la "contemporaneità".

Tripartita è la successiva "Litany" (dal titolo del primo movimento), sorta di quintessenza, esemplare, dell'intero lavoro. Seguono un altro tema armeno (come già l'iniziale "Ov zamranali," di Komitas, pseudonimo di Soghomon Soghomonian, o Solomon Solomonian, compositore vissuto a cavallo fra Otto e Novecento), "Most Holy Mother of God" di Arvo Pärt (senza Garbarek, assenza che si avverte), un tema spagnolo e ancora altri due di Komitas, laddove il trittico finale si apre con una reminiscenza del dodicesimo secolo ("Alleluia, Nativitas"), momento con tutta probabilità più vivace del disco, un nuovo Garbarek di particolare forza evocativa, e il fulmineo "Nu rein Weniges noch" (un soffio: 19") del poeta greco Giorgos Seferis (Nobel 1963 per la letteratura), detto da Bruno Ganz. Il tutto senza che, a dispetto di una peraltro abbastanza fisiologica univocità di tracciati e di umori, si allenti per un attimo la tensione (creativa, e di ascolto, perché di tensione in senso stretto - prevedibilmente - non c'è praticamente traccia, lungo quest'ora di musica), senza che la seduzione dispensata con tanta generosità (e acume) venga mai meno. Una gemma preziosa, lo si sarà capito.

Visita i siti di Jan Garbarek e dell'Hilliard Ensemble.

Track Listing: Ov zarmanali; Svjete tihij; Allting finns; Litany: Litany, Otche nash tradition, Dosoino est; Surp; Most Holy Mother of God; Tres morillas m'enamoran; Sirt im sasani; Hays hark; Alleluia Nativitas; We are the stars.

Personnel: Jan Garbarek: soprano and tenor saxophones; David James: countertenor; Rogers Covey-Crump: tenor; Steven Harrold: tenor; Gordon Jones: baritone.

Title: Officium Novum | Year Released: 2010 | Record Label: ECM Records

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