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Steve Lacy: November

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Quando se n'è andato, quel 4 giugno di sei anni fa, non lo si sarebbe detto: che il nome di Steve Lacy - perché é di lui ovviamente che stiamo parlando - sarebbe tornato al centro delle "cose" jazzistiche tutto sommato così di rado (al di là della memoria, indelebile, lasciata in chi l'ha conosciuto e amato, non ultimo per il suo spessore umano), che - soprattutto - così rari sarebbero stati gli inediti emersi dalla polvere.

Il primo fu un Leo con Joëlle Léandre, poi un solo siracusano, e poco altro. Oggi ecco questo nuovo solo live (c'è chi sostiene che in Lacy il valore della musica sia inversamente proporzionale al numero degli esecutori, e non si è neanche poi così lontani dal vero...), tanto prezioso in quanto registrato (a Zurigo) il 29 novembre 2003, cioè appena sei mesi prima della fine (che probabilmente il grande sopranista già sapeva prossima), poi perché servito da un'ottima presa di suono (elemento basilare, nello specifico) e infine perché la musica che vi alberga è di grande livello.

Dei dieci temi prescelti, nove recano la firma di Lacy (alcune delle sue gemme, con quei titoli mono/bisillabici così paradigmatici di una delle sue migliori peculiarità: le straordinarie doti di sintesi), l'ultimo (che è poi il bis del concerto) recupera invece il Maestro di sempre, ovviamente Monk, di cui Lacy è stato - e presumibilmente per sempre rimarrà - interprete insuperato. L'impatto col suono del suo soprano è come sempre impagabile: l'inimitabile aplomb, la stringente essenzialità e geometricità, l'equilibrio delle forme, le ardite elucubrazioni verso vette ora allusive, oblique, ora squittenti, quasi digrignate. Eccetera eccetera...

Risultando pleonastico - oltre che francamente impraticabile - indicare il meglio di un album bellissimo da cima a fondo, ci limitiamo a evidenziarne qualche particolarità. Per esempio il fatto che, in un frammento di "Tina's Tune," scritto in memoria della collega Tina Wrase, prematuramente scomparsa nel settembre 2000, Lacy si fa ascoltare anche alla voce, su versi del poeta tardottocentesco giapponese Ozaki Koyo. Oppure i riverberi caparbiamente cercati (e trovati) nell'olimpico "The Hoot," o ancora il quasi-rumorismo onomatopeico di "The New Duck," tema fra i più particolari del songbook lacyano, l'arguzia di "The Rent," la sghemba circolarità (non è un contrasto in termini, almeno non in Lacy) di "The Wammies".

Insomma: ce ne sarebbe proprio per tutte le borse.

Track Listing: The Crust; Moms; Tinas Tune; The Door; Blues For Aida; The Hoot; The New Duck; The Rent; The Wammies; Reflections.

Personnel: Steve Lacy: soprano saxophone.

Title: November | Year Released: 2010 | Record Label: Intakt Records

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