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Maurizio Brunod, Giorgio Li Calzi, Boris Savoldelli: Nostalgia Progressiva

Neri Pollastri By

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Nato da un'idea di Maurizio Brunod discussa e messa a punto prima con Boris Savoldelli, poi con Giorgio Li Calzi, questo disco documenta un progetto ben individuato dall'indovinato titolo Nostalgia Progressiva: rileggere alcune pagine di quella "variante" del rock degli anni Sessanta-Settanta diventata nota come progressive, alla quale molti appassionati del jazz sono rimasti legati, in parte perché ha costituito un momento importante della loro formazione musicale, in parte perché era anche uno dei versanti più sofisticati e ricchi di innovazione del rock.

La messa a punto del progetto—che avevamo avuto modo di vedere dal vivo prima dell'uscita del disco e di documentare su queste pagine—è stata molto celere, spinta dal personale coinvolgimento di tutti i tre musicisti con quella tradizione e dal comune desiderio di affrontarla a loro modo; il resto l'hanno fatto la bellezza dei brani scelti, la bravura degli artisti e soprattutto il loro eccellente affiatamento, che ha permesso di gestire in modo ottimale il mix di acustica ed elettronica—ciascuno è infatti alle prese sia con il proprio strumento acustico, sia con dispositivi elettronici—e la dialettica rispetto/innovazione, particolarmente critica in questo tipo di progetti.

La parte del leone la fanno i King Crimson, dai quali proviene la metà dei dieci brani in programma, ma c'è spazio per i Nucleus di Ian Carr, per Elvis Costello, perfino i nostri Le Orme, più due brani che anticipano e concludono il periodo prog, rispettivamente dei Beatles e dei Kraftwerk. La cifra, verrebbe da dire ripetendosi, è proprio prog, nel senso che si sviluppa su scenari dilatati, è onirica, mutevole, anche se usa nel dettaglio stilemi assai diversi dagli originali.

Brunod vi mette infatti a frutto la propria raffinata abilità di fraseggio, sia con la chitarra elettrica, sia con quella acustica (si ascolti l'incipit di "Taranaki" dei Nucleus); Savoldelli canta alla sua personalissima maniera, inavvicinabile alle modalità degli originali, e inoltre usa la voce strumentalmente in molti modi, modificandola attraverso l'elettronica; Li Calzi svolge con la tromba un ruolo lirico, liberamente o in affiancamento a Savoldelli, e poi costruisce il contesto elettronico, talvolta anche ritmico, che completa la struttura del progetto.

L'esito è un disco dal suono molto personale, decisamente raffinato, di ascolto immediato e godibile, il cui pieno apprezzamento dipende ovviamente dal modo in cui l'ascoltatore ponga a confronto i brani con i loro totemici originali: un confronto diretto, magari succube proprio della "nostalgia progressiva," rischierebbe di far perdere di vista quel che di nuovo e di diverso c'è nelle nuove versioni -che è poi il vero motivo per cui un musicista contemporaneo riprende e omaggia i grandi del passato. E quel che c'è qui non è poco ed è costruito molto bene.

Track Listing: Formentera Lady; Matte Kudasai; Tomorrow Never Knows; Shipbuilding; Radio Activity; I Talk to the Wind; Starless; Taranaki; Moonchild; Gioco di bimba.

Personnel: Maurizio Brunod: guitars, live sampling; Giorgio Li Calzi: trumpet, flugelhorn, flugelhorn, keyboards, electronics; Boris Savoldelli: voice, electronics, vocal synth.

Title: Nostalgia Progressiva | Year Released: 2018 | Record Label: Caligola Records

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