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José James: No Beginning No End

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Che la presenza della voce nel jazz sia un'importante chiave di successo commerciale non è certo una novità [anche la coraggiosa Impulse! consigliò a John Coltrane un bel disco con Johnny Hartman, dopotutto...], ma negli ultimi tempi assistiamo a un ulteriore rinforzarsi di queste strategie di marketing.

Se le vicende di casa nostra raccontano di abbinamenti come quelli tra Gino Paoli e Danilo Rea o tra Stefano Bollani e Irene Grandi [qualche anno fa c'era invece stato lo "sdoganamento" di un ottimo professionista come il testosteronico Mario Biondi], oltreoceano il 2012 ha sancito il successo critico di progetti come quello del pianista Robert Glasper con vari ospiti alla voce, di un dotato artista come Gregory Porter o della sopravvalutata Esperanza Spalding, consolidando l'idea che la musica afroamericana possa riconquistare alcune fasce di pubblico con un'elegante miscela di soul, pop, elettronica, hip-hop e jazz "quanto basta," come direbbe qualche celebrato cuoco catodico.

La Blue Note scommette ora sul bravo José James, vellutata voce di origine panamense, già rodatasi alla Brownswood di Gilles Petterson oltre che al fianco, tra gli altri, di Nicola Conte e dei Jazzanova, e poi con un disco di standards in duo con il pianista Jef Neve [For All We Know, che, guarda caso, rendeva omaggio proprio a Johnny Hartman], nonché recentemente in tour con McCoy Tyner [di nuovo, guarda caso, per omaggiare Johnny Hartman insieme a Chris Potter "nel ruolo" di John Coltrane].

La produzione porta la firma del già menzionato Glasper [fautore dell'arrivo di James nella scuderia Blue Note] e di un bassista navigato come Pino Palladino, che i nostalgici rock magari ricordano con Paul Young o David Gilmour, ma che aveva contribuito anche al successo di un disco nu-soul meraviglioso come Voodoo di D'Angelo a inizio millennio.

Non è certo un caso, perché più che a un disco jazz - qualunque cosa intendiate con questo termine - No Beginning No End somiglia piuttosto a un lavoro di morbido R&B contemporaneo.

Costruito con grande sapienza e gli ingredienti giusti [morbidi giri di basso, soffici onde di piano elettrico, l'arpeggio di una chitarra quando serve, qualche elemento etnicamente connotato come nel danzante episodio "marocchino" di Sword + Gun, con la voce ospite di Hindi Zahra], il disco è un esempio più che riuscito di un pop/soul - perché alla fine di quello si tratta - raffinato e non particolarmente originale, dagli aromi vagamente jazzati.

Riusciranno produzioni come questa a portare nuovo pubblico a proposte più jazz [sempre che questo sia nelle intenzioni dei produttori...]? Chi si accosterà a José James si incuriosirà anche dei nuovi lavori di Wayne Shorter e Joe Lovano, tanto per dirne due in uscita dalla stessa etichetta? Alla fine si tratta semplicemente di buona black music e probabilmente non c'è da aggiungere molto altro.


Track Listing: 01. It’s All Over Your Body; 02. Sword + Gun; 03. Trouble; 04. Vanguard; 05. Come to My Door; 06. Heaven on the Ground; 07. Do You Feel; 08. Make It Right; 09. Bird of Space; 10. No Beginning No End; 11. Tomorrow.

Personnel: Jose James (voce); Kris Bowers, Robert Glasper (piano); Pino Palladino (basso); Hindi Zahra, Emily King (voce); Chris Dave, Richard Spaven (batteria); Grant Windsor (tastiere); Corey King (trombone); Takuya Kuroda (tromba); Jeremy Most (chitarra).

Title: No Beginning No End | Year Released: 2013 | Record Label: Manila Jazz Festival

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