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Fazzini e Fedrigo: nuove idee per fare musica oggi

Neri Pollastri By

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Perché hai fatto questo disco? Che contenuto c’è in questa formazione? Qual è l’esigenza artistica del progetto? In cosa si traduce? Tutte queste domande riguardano aspetti su cui riflettiamo continuamente riguardo alla nostra musica e sono quelli che ricerchiamo nei musicisti che vogliamo produrre o con cui collaborare
Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo sono i direttori artistici di nusica.org, originale progetto che da qualche anno sperimenta un altro modo di sostenere, produrre e promuovere attività artistiche—qualcosa di molto diverso dalla tradizionale "etichetta discografica"—che pian piano ha iniziato anche a organizzare eventi e festival. Ma i due musicisti sono anche l'anima di XYQuartet, una formazione dalla cifra assai personale, che si è conquistata un proprio posto tra la musica di ricerca italiana, oltre ad avere in piedi alcuni altri progetti, assieme o da soli.

All About Jazz: Cominciamo dalla vostra "organizzazione," nusica.org, un'etichetta discografica ma anche molto di più, nata in un momento di fioritura di etichette indipendenti, non tutte però andate avanti con successo. Come nasce?

Alessandro Fedrigo: Nusica.org nasce nel 2011 dall'insoddisfazione per il modo in cui venivano pubblicati i nostri dischi. Io e Nicola avevamo già partecipato all'esperimento di nBn Music, cui aveva dato vita in Trentino Carlo Alberto Canevali. A quell'esperienza aggiungemmo una riflessione riguardo agli obiettivi che i musicisti si pongono nel fare un disco. Tra questi vendere i propri dischi è oggi un obiettivo del tutto secondario, mentre quelli primari sono documentare il proprio lavoro, dargli massima visibilità, riuscire a raccontarlo e spiegarlo, così da facilitare l'autentica attività del musicista: suonare dal vivo.

Con questi pensieri in testa mi capitò di leggere un articolo di una rivista della SUISA (la Siae svizzera) nel quale si parlava di un nuovo modello di etichetta discografica, non orientata verso la stampa e la vendita dei dischi bensì proprio verso il supporto dei musicisti. Un'etichetta, cioè, che fosse una piattaforma di servizi: per la comunicazione, per la distribuzione sul web, per la documentazione del lavoro. Sulla base di questa suggestione è nata nusica.org -con il gioco dello spostamento di una lettera nell'iniziale per dare il senso dell'innovazione e con l'estensione puntata perché il web è il suo spazio principale.
Di fatto si tratta di un sito dove è possibile scaricare liberamente la musica o ascoltarla in streaming, trovare le partiture di tutti i pezzi, vedere video nei quali i musicisti spiegano e raccontano la loro musica e, infine, anche acquistare la copia fisica del disco. All'inizio eravamo io e Nicola, poi il progetto si è ampliato, ha coinvolto musicisti con cui avevamo affinità e ai quali abbiamo prodotto i lavori, infine ha iniziato a occuparsi anche di organizzazione di rassegne, arrivando dove si trova adesso.

Nicola Fazzini: Ovviamente non è che non non vogliamo vendere i dischi, né pensiamo che il mercato discografico sia morto (anche se in parte lo è...): noi vogliamo solo che sia più diffusa la conoscenza della musica, che sia più facile ascoltare i gruppi che ospitiamo nell'etichetta e che sia possibile una comprensione più completa del loro lavoro. Cosa che oggi è spesso troppo complicato, lo sappiamo bene anche come organizzatori: quando ci vengono proposti dei progetti, non è sempre facile ascoltarne la musica e conoscerne meglio l'orizzonte.

AAJ: Dopo quasi otto anni è possibile stilare un bilancio?

NF: Sul piano della produttività, facciamo circa due dischi l'anno, in qualche caso tre; su quello della vendita, il bilancio è assai modesto, ma—come detto—non era quello l'obiettivo; sul piano della visibilità, prendendo in considerazione i gruppi che abbiamo prodotto, direi invece che è andata bene. XYQuartet, la formazione su cui abbiamo lavorato di più, ha avuto una buona affermazione. Poi quanto di quel successo sia il prodotto del lavoro fatto con nusica.org e quanto della qualità della formazione o del lavoro individuale dei suoi membri è più difficile da valutare.

Abbiamo realizzato anche dischi di altri musicisti e abbiamo imparato che quanto più essi entrano nella logica dell'etichetta e assumono un atteggiamento "imprenditoriale"—termine che può dispiacere, ma che è coerente con il fatto che noi musicisti jazz siano tutti "liberi professionisti"—tanto maggiori sono i risultati. Questo perché nessuna specifica attività è di per sé sufficiente a ottenere una visibilità, che si raggiunge attraverso la componente di tutti gli aspetti. Incluse le rassegne, che da qualche anno organizziamo in Veneto tutte sotto l'insegna di nusica.org, che contribuiscono a rendere visibile l'etichetta e, attraverso di lei, gli artisti che produce. Va detto che l'organizzazione di rassegne è un'attività che negli anni è molto cresciuta e ormai è diventata una parte importante della vita di nusica.org.

AF: Ci tengo a sottolineare una cosa importante. Mettere le partiture online, pubblicare video o scritti in cui gli artisti illustrano e spiegano la musica sono elementi dirimenti: se un gruppo ha qualcosa da dire c'è del materiale, se non ha niente da dire non c'è niente. Questo cambio di mentalità—per il quale avevamo a modello il collettivo M-Base—per noi è stato importante: perché hai fatto questo disco? Che contenuto c'è in questa formazione? Qual è l'esigenza artistica del progetto? In cosa si traduce? Tutte queste domande riguardano aspetti su cui io e Nicola riflettiamo continuamente riguardo alla nostra musica e sono quelli che ricerchiamo nei musicisti che vogliamo produrre o con cui collaborare. Sono elementi che devono diventare evidenti, perché sono importanti. E sono gli elementi che abbiamo posto al centro del progetto nusica.org.

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