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Nice Jazz Festival 2014

Emilio Palanti By

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Nizza—Francia

8-12.07.2014

Quest'anno, guardando il cartellone del Festival Jazz di Nizza, a prima vista si lamentava l'assenza di vere e proprie superstar, com'era accaduto nelle edizioni precedenti, ma a rassegna finita possiamo dire che non son mancate le piacevoli sorprese. Sia ben chiaro, molti nomi di prima grandezza erano presenti, ma forse mancava il personaggio trainante. Ad ogni modo il pubblico, incoraggiato anche da prezzi del tutto abboradbili, ha partecipato in maniera massiccia a tutte le cinque serate, dall'8 al 12 luglio.

Nella location ormai consolidata di Place Massena, che da qualche anno ha sostituito i giardini di Cimiez, si è ripetuta la formula che prevedeva ogni sera l'esibizione di sei gruppi, divisi fra il Théatre de Verdure e la Scène Massèna. Nella prima serata, sabato 8 luglio, denominata "All Stars" il clou era rappresentato dalla performance di Richard Galliano, che era anche il padrino del Festival: era accompagnato da un'Orchestra composta esclusivamente da musicisti nizzardi, diretti da Pierre Bertrand. Esibizione impeccabile, dedicata alla memoria di Claude Nogaro, scomparso dieci anni fa.

Prima di lui due sorprese, il pianista Kris Bowers, vincitore dell'edizione 2011 della "Thelonius Monk Piano Competition." Presentava il suo primo album a proprio nome Heroes & Mistfits, accompagnato da un quartetto che comprendeva anche la vocalist Julia Easterlin. A seguire un'altra voce da tenere d'occhio, Cecile McLorin Salvant, la franco-americana, reduce da una nomination ai Grammy Awards di quest'anno, in compagnia di Gregory Porter.

Sulla scena Massèna, invece si sono confrontati Patrice, con la sua miscela reggae e blues, Ben l'Oncle Soul e i Monophonics, con le sue sonorità soul anni sessanta e per finire Keziah Jones, l'inventore del Blufunk.

Mercoledì 9 il "Melting Pot" ci ha presentato un Christian McBride in forma eccellente, alla sua prima esibizione con un gruppo a suo nome qui a Nizza. Il contrabbassista assieme ai suoi giovani amici Christian Sands e Ulysses Owens, Jr. ha proposto il suo jazz molto groove and soul. Questo genere è poi proseguito con la performance del collettivo americano Snarky Puppy, capitanato dal bassista Michael League. Questo gruppo "aperto" è stato la spina dorsale ritmica per le prove vocali delle ospiti, tutte cantanti eccezionali, da N'Dambi a Malika, da Shayna Steele a Magda Giannikou.

Sulla scena Masséna, in mezzo ai set di Electro Deluxe e Metronomy, di ordinaria amministrazione, si è invece innalzato Ibrahim Maalouf, con il suo progetto "Illusions." Il trombettista libanese si conferma una delle realtà consolidate del jazz moderno e il suo sound speziato d'oriente ha il suo fascino.

Giovedì 10 era in programma "Rock It," incentrata sul palco centrale, dove il clou era rappresentato dai mitici Deep Purple. Ma è sulla scena del Théatre de verdure che si è celebrata probabilmente la miglior serata della rassegna. Ad aprire le danze il quartetto del sassofonista Eli Degibri, accompagnato dai giovanissimi Gadi Lehavi al piano, Ofri Nehemya alla batteria, meno di quarant'anni in due! E Barak Mori al contrabbasso. Il musicista israeliano ha eseguito molti brani del suo ultimo album Twelve, coinvolgendo il pubblico grazie ad un set suonato egregiamente. Nulla da eccepire poi sulla performance del quintetto di Kenny Garrett, divisa in una prima parte coltraniana e in una seconda più "leggera" con un forte coinvolgimento della platea. Ed infine un vero successo per "The Daptone Super Soul Revue": quasi due ore di soul, afro, jazz e funk per festeggiare l'etichetta americana Daptone Records. Si sono succeduti sul palco Charles Bradley , vero erede di James Brown, Sharon Jones & the Dap-Kings e i Sharon Jones & the Dap-Kings, gli Antibalas, i Sugarman 3 e le special guests Saun & Starr e Binky Griptite.

Venerdi 11 la serata Deep & Soul, oltre a fare il pieno con l'esibizione dei Gipsy Kings..., ha emanato profumo di New Orleans, con i concerti di due vere e proprie leggende, Henry Butler, assieme a Steve Bernstein & The Hot 9, che hanno presentato il loro recentissimo CD Viper's Drag, uscito per la Impulse! e poi Dr. John. Da segnalare anche l'ottima prestazione di Cody Chesnutt, famoso per i suoi successi con il gruppo The Roots, ma qui a Nizza con un repertorio molto più "soul," alla Marvin Gaye e Bill Withers, tanto per intenderci.

Il gran finale, sabato con il Fire Party, è stato in parte menomato per la defezione del gruppo De La Soul per problemi familiari di uno dei componenti. Il loro posto è stato preso da Mos Def, il rapper che avevamo già visto all'opera lo scorso anno nel gruppo di Robert Glasper, che si è esibito dopo i Galactic e prima del duo di DJ francesi Cassius. Top performance invece per il quartetto di Joshua Redman, assieme a Aaron Goldberg, Reuben Rogers e Gregory Hutchinson. Il sassofonista americano ha voluto omaggiare Charlie Haden, scomparso il giorno prima, amico e compagno di avventure in molti dischi e concerti con suo padre Dewey.

La chiusura dell'edizione 2014 è stata affidata al brasiliano Ed Motta, accompagnato dal suo gruppo e dalla Nice Jazz Orchestra Horns. Molti i brani tratti dal suo ultimo lavoro "Aor" quasi tutti cantati in inglese, con dispiacere dei fans carioca presenti. Bilancio positivo quindi, infatti è notizia dell'ultima ora che all'Edizione 2015 verrà aggiunta un'ulteriore serata, sei invece di cinque.

Foto
Thomas Dalmasso.
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