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Ned Rothenberg

Paolo Peviani By

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All About Jazz Italia: Il tratto principale della mia musica.

Ned Rothenberg: L'intimità.

AAJ: La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me.

NR: Che abbiano una voce personale.

AAJ: Come musicista, il momento in cui sono stato più felice.

NR: È molto difficile sceglierne uno, ce ne sono così tanti e per tante ragioni diverse, e dato che suono da quarant'anni ciascuno è legato a fasi diverse della mia vita. Quando sei giovane, sei felice quando ti si aprono nuovi orizzonti, quindi direi durante un concerto nel mio primo tour in solo in Europa. Suonavo ad un concerto "Lunchpauze" (pausa pranzo) a Utrecht, in Olanda, davanti ad un pubblico di cinquecento persone, di cui nessuno sapeva nulla di me. Tutto ha funzionato quel giorno. Il pubblico mi ha tributato una standing ovation, mi ha dato una fiducia in me stesso che ancora oggi mi mette, artisticamente parlando, di buon umore.

AAJ: Come musicista, il mio principale difetto.

NR: Non ho una buona memoria.

AAJ: La mia più grande paura quando suono.

NR: La stessa cosa! Dimenticare la musica!

AAJ: Sogno di suonare.

NR: Ho fatto davvero un sogno, in cui suonavo esattamente come Eric Dolphy! Mi sono svegliato entusiasta, sono andato a fare un po' di esercizi e, ahimè, era ancora Ned Rothenberg che stava suonando...

AAJ: La mia fonte di ispirazione.

NR: Tutte le opere d'arte trascendenti.

AAJ: I miei musicisti preferiti.

NR: Ah, ce ne sono migliaia! Ti dico i primi dieci che mi vengono in mente: Sonny Rollins, Bach, Kinshi Tsuruta, James Jamerson, Thelonious Monk, Aretha Franklin, György Ligeti, Watazumido, Bismillah Khan e Bob Dylan.

AAJ: I miei dischi da isola deserta.

NR: Di nuovo, te ne dico dieci e se te li dicessi domani sarebbero diversi:
Le Variazioni Goldberg di Glen Gould.
Sonny Rollins, Saxophone Colossus.
Thelonious Monk and John Coltrane At Carnegie Hall.
I quintetti per clarinetto di Brahms, eseguiti dal Quartetto Emerson con David Shifrin.
Ornette Coleman, Change of the Century.
The Band, The Band.
Aretha Franklin, Greatest Hits.
Anthology of The Music of Chad pubblicata da Ocora.
Duke Ellington, Proper Box Set.
Toru Takemitsu, November Steps.

AAJ: La canzone che fischio sotto la doccia.

NR: È una cosa che non faccio

AAJ: I miei pittori preferiti.

NR: Matisse, Rothko, Frank Kline, Diebenkorn, O' Keefe, Vermeer, Corot, Kamal ud-Din Behzad, Goya, Bacon.

AAJ: I miei film preferiti.

NR: "Ida," "Lezioni di Piano," Satyricon," "Il Petroliere," "Fino all'Ultimo Respiro," "Apu Trilogy," "Schindler's List," "Rashomon," "Shame," "La Grande Fuga," "Ladri di Biciclette."

AAJ: I miei scrittori preferiti.

NR: Michael Chabon, Toni Morrison, Charles Dickens, Shakespeare, James Baldwin, Haruki Murakami, Flann O'Brien, Rohinton Mistry, Günter Grass, Gabriel Garcia Marquez.

AAJ: La mia occupazione preferita.

NR: Musicista! Nonostante tutti gli aspetti negativi, è l'unica cosa che so fare...

AAJ: Il dono di natura che vorrei avere.

NR: La memoria fotografica.

AAJ: Nella musica, la cosa che detesto di più.

NR: Le colonne sonore holliwoodiane fatte secondo le regole, non sono altro che manipolazioni emotive.

AAJ: Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza.

NR: I fallimenti onesti.

AAJ: Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale.

NR: "Tamuke," un brano per solo shakuhachi che ho suonato a molti funerali. È una preghiera per il Bardo.

AAJ: Lo stato attuale della mia attività musicale.

NR: Un po' sparpagliata, ma che punta a trovare una maggiore unità.

AAJ: Il mio motto.

NR: Tutto quello che puoi fare è prepararti ad affrontare la musa, e sperare che arrivi.

Foto: Claudio Casanova.

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