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Riccardo Del Fra: My Chet My Song

Neri Pollastri By

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Non ancora sessantenne e dai primi anni Ottanta residente a Parigi, ove da molto tempo insegna al conservatorio, il contrabbassista romano Riccardo Del Fra ha alle spalle una carriera di grande spessore, iniziata con l'incontro, nel 1979, con Chet Baker, insieme al quale ha suonato per nove anni realizzando dodici album. E al grande e tormentato trombettista è dedicato questo lavoro, registrato tra il dicembre del 2013 e il febbraio dell'anno successivo, ma scaturente da un progetto avviato nel 2011.

A Baker Del Fra aveva già dedicato un omaggio immediatamente dopo la sua scomparsa, A Sip of Your Touch. Si trattava di una serie di duetti, quindi molto diverso da questo lavoro, che presenta le composizioni legate alle più celebri interpretazioni di Baker affiancando un'orchestra sinfonica ad un organico jazzistico—un quintetto con tromba e sax contralto.

Il progetto di My Chet My Song nasce grazie alla collaborazione con il festival jazz di Marciac, ove venne inizialmente presentato (alla tromba c'era Roy Hargrove e l'orchestra era quella del conservatorio di Tolosa), ed è poi proseguito con vari tour del quintetto, fino all'incontro in Germania con la prestigiosa Deutscher Fillmorchester Bebelsberg, la positiva collaborazione con la quale ha poi spinto alla realizzazione della registrazione.

L'incontro tra gli standard e l'orchestra, oltre a essere mediato dal quintetto e dai solisti—sensibile ed espressiva la trombettista Airelle Besson, teso ed efficace l'altosassofonista Pierrick Pedron, una delle più promettenti ance d'oltralpe, fantasioso ed eclettico il pianista Bruno Ruder—è in realtà ben strutturato dagli arrangiamenti di Del Fra, che innesta vari brani, aprendo finestre e sipari inattesi, creando così un affresco non scontato, che ricorda per certi aspetti alcune delle produzioni dell'ultimo Charlie Haden. Un valore aggiunto è poi apportato dall'esperienza di Billy Hart, sempre opportuno ma ben percepibile finanche nei momenti in cui l'orchestra è prevalente.

Certo, come spesso accade laddove il jazz si sposa alle orchestre o agli archi, a un primo ascolto la musica può lasciare qualche perplessità, destata dal contrasto delle due tradizioni, che talora può apparire kitsch o sdolcinato. In realtà—e pur lasciando ai gusti personali l'ultima parola—la sensazione è che per dare un giudizio più equilibrato su questo aspetto si debba attendere l'ultima traccia e, alla luce di questa, riascoltare l'intero disco. In essa, una "My Funny Valentine" per orchestra e solo contrabbasso, si percepisce pienamente il senso del lavoro di Del Fra, che trae dall'arcinoto standard sfumature e sensazioni drammaturgiche del tutto inattese. Le quali—essendo il brano anche uno dei più legati alla figura di Chet Baker—permettono di comprendere meglio anche la profondità dell'omaggio a lui dedicato a ormai un quarto di secolo dalla morte.

Da notare che il disco è stato recentemente riedito anche dall'etichetta Parco della Musica.

Track Listing: I’m a Fool to Want You; Love for Sale/Wayne’s Whistle; I Remember You; Wind on an Open Book; For All We Know; But Not for Me/Oklahoma Kid; The Bells and the Island; My Funny Valentine.

Personnel: Riccardo Del Fra: contrabbasso, arrangiamenti; Airelle Besson: tromba, flicorno; Pierrick Pédron: sax contralto; Bruno Ruder: pianoforte; Billy Hart: batteria; Deutsche Filmorchester Babelsberg, direttore Torsten Scholz.

Title: My Chet My Song | Year Released: 2015 | Record Label: Cristal Records

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