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Jonathan Finlayson & Sicilian Defense: Moment & the Message

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Correva l'anno duemila quando l'allora diciottenne Jonathan Finlayson - californiano di nascita, newyorchese d'adozione - fu reclutato da Steve Coleman. Da quel giorno la dedizione al signor M-Base è stata pressoché totale: tredici lunghi anni di concerti, viaggi, prove, dischi. Un'eternità considerando il proverbiale rigore del sassofonista di Chicago. Uno che ha la nomea di maestro con la reprimenda facile, che pretende un'adesione assoluta alla causa. Anche perché stiamo parlando di un pensatore alla Threadgill, alla Sun Ra, abituato a ragionare in termini di "clan" più che di "band," di "sistema" più che di "poetica". Un pescatore di uomini, insomma, che sceglie e converte al proprio credo, trasformando i musicisti in discepoli.

Forse anche per questo all'introverso Finlayson sono servite tredici primavere per svestire i panni dello scudiero e indossare quelli del debuttante, licenziando, per l'ormai benemerita Pi Recordings, Moment & the Message, primo disco a nome suo e del quintetto Sicilian Defense (roba da scacchisti, la Trinacria non c'entra).

Lunga l'attesa, lauta la ricompensa. C'è tutto il meglio del jazz dei giorni nostri in questo esordio coi fiocchi. Ci sono i suoni della nuova Brooklyn, che il trombettista frequenta prestando servizio nel quintetto di Mary Halvorson e negli Hook Up di Tomas Fujiwara; si sente, eccome, l'eredità della New York che fu di Tim Berne e Steve Coleman (nessun marchio di fabbrica o scomoda presenza, ma il mentore un segno lo ha lasciato); pesa, infine, la lezione di Henry Threadgill, la cui influenza sulle nuove generazioni si va sempre più estendendo e ramificando. Agganci e rimandi all'interno dei quali Finlayson riesce comunque a muoversi con disinvoltura, evitando pedanterie o scimmiottamenti.

L'iniziale "Circus" è una dichiarazione d'intenti: incastri e spigoli, linee che si sovrappongono, ritmica singhiozzante, incedere a elastico. Un gran bel biglietto da visita: non solo per la tromba cristallina e molto "californiana" di Finlayson (tra Bobby Bradford e Clifford Brown), ma anche per la chitarra di Miles Okazaki, altra recluta di Steve Coleman, e per il pianoforte del cubano David Virelles, stella in ascesa per la quale è fin troppo semplice pronosticare un brillante avvenire. Ancora meglio "Lo Haze," brano strutturato come una mini-suite: avvio rarefatto, complicazioni e caos fino ai tre minuti e poi, a sorpresa, un tema giocoso che si appiccica alle orecchie. Si diverte a spiazzare il debuttante Finlayson. Come in "Five and Pennies," tredici minuti sulla corda, senza mai riuscire ad avere la percezione di quello che sta per accadere.

Così è il jazz, così è la vita.

Visita il sito di Jonathan Finlayson.

Track Listing: Circus; Lo Haze; Ruy Lopez; Carthage; Tensegrity; Le Bas-Fond; Tyre; Fives and Pennies; Scaean Gates.

Personnel: Jonathan Finlayson: trumpet; Miles Okazaki: guitar; David Virelles: piano; Keith Witty: bass; Damion Reed: drums.

Title: Moment & The Message | Year Released: 2013 | Record Label: Pi Recordings

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