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Nadia Ratsimandresy - Matteo Ramon Arevalos: Messiaen et autour de Messiaen

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Il 2008 è stato l'anno del centenario dalla nascita di Olivier Messiaen. Per ricordare la figura del grande compositore francese, Nadia Ratsimandresy e Matteo Ramon Arevalos (due musicisti che, per quanto giovani, vantano già un curriculum molto nutrito e una solida esperienza concertistica in ambito contemporaneo) hanno dato vita a un duo che ha proposto in concerto, nel corso dell'anno, un programma di musiche di Messiaen e di alcuni dei suoi allievi al conservatorio di Parigi.

La peculiarità di questo duo è data dall'accoppiata fra il pianoforte di Matteo Ramon Arevalos e le onde Martenot - uno dei primi strumenti elettronici - di cui Nadia Ratsimandresy rappresenta la nuova generazione dei (non molti) interpreti.

Presentate per la prima volta al pubblico a Parigi nel 1928, in effetti le onde Martenot inizialmente nacquero semplicemente come miglioramento del theremin, ma il loro inventore (il violoncellista francese Maurice Martenot) le sviluppò poi fino a farne uno strumento molto più complesso, dalle grandi possibilità timbriche ed espressive e, inoltre, molto più agevole da padroneggiare rispetto al theremin.

Quest'ultimo fattore in particolare ne facilitò l'accettazione all'interno della didattica accademica (a partire dagli anni '40 lo stesso Martenot tenne la cattedra di onde presso il conservatorio di Parigi), mentre la novità timbrica e le risorse espressive ispirarono diversi compositori a scrivere per loro.

Un ruolo centrale nel conferimento di una "dignità accademica" alle onde Martenot e nella formazione di un repertorio contemporaneo per lo strumento lo ebbe proprio Messiaen. Già nel 1937, in occasione dell'esposizione universale di Parigi, scrisse un brano, "Fete des belles eaux," per sestetto di onde, e lo strumento figura in altre opere importanti del compositore, dalle "Petites liturgies de la presence divine" del 1944 all'imponente "Turangalila-Symphonie" del 1946-48.

Messiaen trasmise l'interesse per le onde Martenot anche a diversi suoi allievi, alcuni dei quali, in particolare Tristan Murail, hanno mostrato una vera predilezione per lo strumento. Da questo repertorio la Ratsimandresy e Arevalos hanno selezionato per i loro concerti del centenario alcune pagine scritte espressamente per pianoforte e onde, oltre ad alcuni adattamenti di opere di Messiaen originariamente per altri organici. Infine, grazie all'incontro con Chris Cutler, il progetto ha preso poi la forma di un CD.

Il repertorio proposto in questo disco abbraccia un arco temporale di quarant'anni, dal 1935 al 1974; la scelta operata dal duo illustra in modo eloquente la varietà di atmosfere, approcci formali e stili rinvenibili nella pur limitata letteratura per pianoforte e onde. Questa varietà rappresenta anche un banco di prova attraverso il quale i due musicisti mettono pienamente in luce la loro sensibilità e maturità interpretativa.

Il tocco di Arevalos è preciso e versatile, all'interno di una gamma dinamica che va dalla delicatezza alla potenza, la sua sonorità è calda e corposa, l'interpretazione sempre altamente espressiva e comunicativa. La Ratsimandresy dimostra una salda padronanza del suo strumento nei brani ove si richiedono capacità virtuosistiche e un'approfondita conoscenza e controllo su tutte le sue sfumature timbriche ed espressive.

I brani scelti presentano caratteri molto differenziati: dalle soluzioni armoniche e atmosfere emotive del primo '900 francese (Debussy e Satie) evocate in alcune pagine di Messiaen, alla matericità di "Bai tap" (N'Guyen-thien Dao) e al gusto atonale contemporaneo di "Tigres de verre" (Tristan Murail), fino all'esotismo della "Suite karnatique" (Jacques Charpentier), brano per solo onde basato sul modo carnatico della musica classica indiana.

Gli ultimi due brani citati, in particolare, danno alla Ratsimandresy la possibilità di mettere in luce il proprio virtuosismo alle onde, oltre a fornire una dimostrazione della gamma di risorse timbriche ed espressive a disposizione dello strumento (uso di glissandi e vibrato, contrasto fra staccato e legato, possibilità di effetti e soluzioni timbriche molto suggestive grazie all'uso di filtri e particolari diffusori acustici).

Soprattutto in "Tigres de verre," la conoscenza approfondita da parte di Murail di queste risorse è messa al servizio di una grande sapienza timbrica, in cui le "voci" del piano e delle onde svolgono un ruolo complementare nella creazione di un impasto sonoro complessivo di grande potenza ed efficacia espressiva.

Piccoli gioielli sono poi i "Feuillets inedits" di Messiaen, quattro brevi composizioni inedite per pianoforte e onde Martenot, scoperte ed editate dalla moglie del compositore dopo la sua morte e pubblicate nel 2001.

Queste miniature sono un capolavoro di sintesi, in cui Messiaen condensa la propria poetica musicale: l'ampiezza e intensità delle melodie e la sua concezione armonica, edificata in tutta evidenza a partire da quella di Debussy. Anche qui vengono sfruttate a fondo le possibilità timbriche delle onde. Significativo è anche l'inserimento nei brevi brani di frammenti dal "Catalogue d'oiseaux" (a partire dagli anni '50 l'uso e la rielaborazione del canto degli uccelli fu un elemento portante della musica di Messiaen).

Le onde Martenot risultano del tutto pertinenti anche nei pezzi originariamente non scritti per loro. Nel "Vocalise-étude" del 1935 la loro sostituzione alla voce è assolutamente efficace, grazie alla timbrica calda e all'uso del vibrato.

Lo stesso discorso vale infine per i due movimenti dal "Quatuor pour la fin du temps" (il V° e l'VIII°) posti in apertura e chiusura del CD. Qui le onde sostituiscono rispettivamente il violoncello e il violino con un effetto di grande intensità e suggestione. La loro timbrica "ultraterrena" si addice perfettamente all'atmosfera di elevazione spirituale e di sospensione estatica delle ampie melodie appoggiate sugli accordi del piano, che procedono imperturbabili e inarrestabili come rintocchi di campana, a suggerire quell'atemporale eternità a cui la mente di Messiaen era costantemente rivolta.

Track Listing: 1. Louange à l'éternité de Jesus (Olivier Messiaen) - 8:30; 2. Bai tap (N'Guyen-thien Dao) - 5:35; Feuillets inedits (Olivier Messiaen): 3. Presque lent et berceur - 1:41; 4. Lent-moderé - 2:30; 5. Bien moderé-un peu plus vif-moderé-tres lent - 3:02; 6. Lent-un peu plus vif-lent - 2:43; 7. Suite karnatique (Jacques Charpentier) - 9:26; 8. Vocalise-étude (Olivier Messiaen) - 3:52; 9. Tigres de verre (Tristan Murail) - 6:52; 10. Louange à l'immortalité de Jesus (Olivier Messiaen) - 6:25.

Personnel: Nadia Ratsimandresy (onde Martenot); Matteo Ramon Arevalos (pianoforte, piano preparato).

Title: Messiaen et autour de Messiaen | Year Released: 2009 | Record Label: ReR Megacorp

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