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Houdini's Cage: Memories of a Barber

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Tra le qualità che più colpiscono della figura del leggendario Harry Houdini - che fu grandissimo escapista e personaggio memorabile nel bene e nel male, ma illusionista meno innovativo e incantatorio di quanto la storia ci ha tramandato - c'è certamente quella di essere riuscito a darci un'idea delle catene e di tutti i "legami" che ci stringono come se solo la fantasia e la magia possano riuscire nell'intento di romperli.

Tanti sono i motivi di interesse per una band come Houdini's Cage, nuova creatura della sempre attiva "scena" del Gallo Rojo: la presenza di Greg Cohen in primis, non solo per la qualità e il prestigio che il contrabbassista porta con sé, ma anche per il link vivo con quel mondo downtown che da sempre è uno dei punti di riferimento di molti musicisti del collettivo [e forse, aggiungiamo, un'altra "gabbia" da cui tentare di evadere]. Ma anche, una volta di più, la conferma della validissima, per quanto undestated, personalità del chitarrista Enrico Terragnoli, autore di otto delle dieci composizioni del disco.

Altro fattore di grande interesse è la statura solistica sempre più definita del sassofonista Francesco Bigoni, ormai molto più che una promessa o un "giovane talento", muovendosi con grande autorità di scelte e personalità di fraseggio, senza paura di indagare della tradizione per tirarne fuori scarti espressivi e idee magari sottovalutate [clicca qui per leggere la recente intervista con Bigoni]. Fa da collante la batteria di Zeno De Rossi, che in questi territori sonori sguazza con la naturalezza di un pesce nelle ripide dei ritmi più duttili e timbricamente stimolanti.

Il disco è così un viaggio senza tempo, tra frenesie e umori blues, squarci monkiani ["Wild Glue"], obliquità e riff che celano dolci segreti: i sapori malinconici - come nella bellissima "Little Laura", ballad di lineare classicità - sono una chiave per liberarsi sott'acqua e in apnea dalle manette delle logore dicotomie tra "tradizione" e "avanguardia", recuperando una narratività che, seppure vagamente indecifrabile com'è nella scrittura di Terragnoli, invita a seguire ombrosi sottopassi dietro le note.

La musica della band è così un'organismo mutevole e flessibile, dall'anima folk e dalle ali elettriche, appoggiato al bancone di un jazz club, ma pronto a scomparire per riapparire in una aliena e scarna marching band! Delizioso e da riascoltare più volte per scoprirne i dettagli nascosti.

Track Listing: 01. Ghost House; 02. Funeral of a Freak; 03. Raps; 04. The Lisbon Take; 05. Why not Peter?; 06. Little Laura; 07. Houdini's Big Break; 08. Wild Glue; 09. Sideshow; 10. You Don't Know What I Mean.

Personnel: Francesco Bigoni (sax tenore, harmonium); Enrico Terragnoli (chitarre, podophono); Greg Cohen (contrabbasso, farfisa, balafon); Zeno De Rossi (batteria, percussioni, glockenspiel, kitchen sponge)

Title: Memories of a Barber | Year Released: 2009

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