3

Medeski, Martin & Wood feat. Nels Cline

Medeski, Martin & Wood feat. Nels Cline
Paolo Peviani By

Sign in to view read count
Blue Note
Milano
08.04.2014

Erano anni che non assistevo ad un concerto strutturato in questo modo. Primo brano: una quarantina di minuti di serrato pedale. Secondo brano: cinque minuti abbondanti di sola batteria, seguiti da altrettanti minuti di solo contrabbasso, prima di entrare in media re, ovvero in un altro pedalone di circa venti minuti. E con questo, fine del concerto.

Non manca certo il coraggio al trio Medeski, Martin & Wood, presente per due serate al Blue Note di Milano, in compagnia del chitarrista Nels Cline. Perché hai voglia ad essere uno dei gruppi simbolo della post-fusion, dell'avant-groove, o di qualunque altra definizione si voglia utilizzare per inquadrare (ammesso che ce ne sia bisogno) la loro musica. Alla fine, quando sali sul palco, tutte queste definizioni lasciano il tempo che trovano. Devi trovare la chiave per coinvolgere il pubblico.

Il quartetto ha scelto qui la via più temeraria, di impronta decisamente anni '70 (per intenderci, a metà strada tra il Miles Davis di Bitches Brew e i Pink Floyd con Syd Barrett) e dunque altrettanto decisamente—ai nostri giorni—inconsueta. Il pubblico ne è rimasto inizialmente sconcertato, poi si è lasciato gradualmente coinvolgere dalle atmosfere quasi lisergiche della band ed ha seguito con convinzione.

Dal punto di vista squisitamente musicale, il trio si è presentato in configurazione acustica. Niente organo per Medeski, dunque, ma solo pianoforte, usato prevalentemente in funzione disgregativa. Armonie dissonanti e fendenti che hanno fatto temere per l'incolumità dello strumento, mentre Martin & Wood (che ha alternato basso elettrico e contrabbasso) creavano un fitto ed ipnotico tappeto sonoro. L'ospite Nels Cline, dal canto suo, è stato di fatto il fulcro attorno al quale ha ruotato tutto il concerto. Da autentica eminenza grigia quale è, ha distribuito a piene mani loop, elaborazioni sonore, guizzi e frasi spezzettate, timbri ed armonie stranianti, invenzioni illuminanti.

E dopo cotanto impegno il brano proposto come bis, un sorridente e cantabile blues dall'andamento ternario, aveva quasi il sapore di una meritata ricompensa.

Related Video

comments powered by Disqus

Shop

More Articles

Read Cheltenham Jazz Festival 2017 Live Reviews Cheltenham Jazz Festival 2017
by Nick Davies
Published: May 13, 2017
Read Omar Sosa At SFJAZZ Live Reviews Omar Sosa At SFJAZZ
by Walter Atkins
Published: May 13, 2017
Read Wadada Leo Smith At Firehouse 12 Live Reviews Wadada Leo Smith At Firehouse 12
by Franz A. Matzner
Published: May 11, 2017
Read Jazzahead! 2017 Live Reviews Jazzahead! 2017
by Henning Bolte
Published: May 11, 2017
Read Adrian Belew Power Trio at Ardmore Music Hall Live Reviews Adrian Belew Power Trio at Ardmore Music Hall
by Geno Thackara
Published: May 10, 2017
Read "Omar Sosa Residency at SFJAZZ" Live Reviews Omar Sosa Residency at SFJAZZ
by Harry S. Pariser
Published: May 8, 2017
Read "T.S. Monk Sextet at Revolution Hall" Live Reviews T.S. Monk Sextet at Revolution Hall
by Tom Borden and Eric Gibbons
Published: March 10, 2017
Read "Lloyd Gregory And Tony Lindsay at Biscuits & Blues" Live Reviews Lloyd Gregory And Tony Lindsay at Biscuits & Blues
by Walter Atkins
Published: December 22, 2016
Read "Shirlee Temper At The Empress Theatre" Live Reviews Shirlee Temper At The Empress Theatre
by Walter Atkins
Published: April 30, 2017
Read "Craig Handy Quartet at Sunset Jazz Club" Live Reviews Craig Handy Quartet at Sunset Jazz Club
by Patricia Myers
Published: July 14, 2016

Why wait?

Support All About Jazz and we'll deliver exclusive content, hide ads, hide slide-outs, and provide read access to our future articles.

Buy it!