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Vladimir Godar / Iva Bittova: Mater

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Finalmente un compositore che dichiara di non credere nell’avanguardia! Era ora che qualcuno avesse il coraggio di ammetterlo!

Pur con tutto l’amore e l’interesse nutrito verso le visioni avveniristiche, spregiudicate e rivoluzionarie che le avanguardie hanno prospettato, ed in particolare verso una loro certa idea di progresso dell’arte, bisogna ammettere che è ben difficile oggigiorno riporre la stessa fede e fiducia in quel modo di pensare l’arte. Fa bene a confessarlo il compositore slovacco Vladimir Godar, specie dovendo chiarire le ragioni che l’hanno spinto alla scelta di un repertorio tanto particolare quale quello della musica (religiosa) per voce femminile e strumenti antichi: “Influenzato da Thomas Mann [e dal suo Doctor Faustus] ho perso la mia fede verso la visione dell’avanguardia del progresso dell’arte e sono invece rimasto attratto dall’idea di una sorta di archeologia musicale”.

Nella sostanza “Mater”, uscito per la ECM “New Series”, sono sette bellissimi pezzi di musica (religiosa) per voce femminile, coro e ensemble di strumenti antichi. Lo sfondo musicale e religioso è quello della tradizione slovacca. La scelta dei testi, tutti in slovacco e di tradizione orientale, e delle melodie è del tutto calata nell’ambiente “archeologico” ben noto a Godar. Non meno espressiva la scelta degli interpreti. La parte per voce femminile è affidata ad una straordinaria Iva Bittova, affascinante e quanto mai eccezionale violinista e vocalist, che qui offre una delle sue più accorate performance. Ha ragione Godard a confessare che buona parte della musica da lui composta è stata ispirata dalla personalità e dall’arte della Bittova. Le parti soliste per violino e viola sono affidate a Milos Valent, quelle del coro al Coro del Conservatorio di Bratislava diretto da Dusan Bill e quelle per strumenti antichi all’ensemble Solamente Naturali diretto da Marek Stryncl.

Degna di nota è infine la sede della registrazione, la chiesa di San Giorgio a Svaty Jur, piccolo paesino della Slovacchia.

Il repertorio proposto da Godar è come detto saldamente ancora alla tradizione musicale, religiosa e culturale slovacca. Sarebbe senza altro più opportuno parlare di tradizioni, dato che in “Maykomashmalon” Godar si è ispirato alle musiche di un anonimo studente di una jeshiva ebraica. Alcune osservazioni riguardo alla scelta dei brani. Mi è parsa bella l’idea di ispirarsi a persone di epoche diverse che in vario modo rappresentano la storia della Slovacchia. Si va da un “Magnificat” il cui testo è tratto dalla più antica traduzione in slovacco (1760) con melodie di sapore “monteverdiano” al “Regina Coeli” ispirato alle musiche di Jan Albrecht (1919-1997), padre della rinascita della musica slovacca. Ugualmente interessante l’idea di organizzare un lavoro come questo ispirandosi ad una storia breve dello scrittore Bohumil Hrabal (che parabola nascita, morte e resurrezione). Straordinaria infine la scelta di imperniare l’essenza di questo lavoro sulla “donna-madre”, “che dà vita (“Magnificat”), fascino (“Lullabies”), sepoltura e lamentazione funebre (“Stabat Mater”) e preghiera (“Regina Coeli”). La Bittova si cala in questo ciclo con una sensibilità che affiora in modo davvero intenso ma misurato.

In sostanza “Mater” è un lavoro bello, riuscito, fuori dagli schemi, ma dentro la storia, con musiche che prendono l’anima davvero tutto dell’anima!

Track Listing

01. Maykomashmalon (2005) - 3:44; 02. Magnificat (2003) - 9:35; 02. Uspavanky (Lullabies) (2002/3) - 8:09; 04. Ecce Puer (1997) - 6:12; 05. Stala Matka (Stabat Mater) - 19:24; 06. Regina Coeli (2003) - 5:01; 07. Maykomashmalon (2005) - 3:40.

Personnel

Iva Bittova (voce); Milos Valent (violino, viola); Bratislava Conservatory Choir; Dusan Bill (direttore del coro); Solamente Naturali; Marek Stryncl (direttore).

Album information

Title: Mater | Year Released: 2007 | Record Label: ECM Records

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