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Greg Burk: Many Worlds

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Già nel notevole e solitario The Way In Greg Burk aveva dato chiara dimostrazione di come il momento compositivo e quello dell'improvvisazione potessero consegnare frutti prelibati se fusi armoniosamente e guidati da una estemporaneità prospettica, in grado di sopravvivere al bruciarsi del momento.

Con Many Worlds, la sfida si fa più appassionante e per certi versi impegnativa. C'è un quartetto da plasmare e modellare per assicurare il miglior respiro alla propria musica, c'è l'ambizioso inserimento nella track-list della forma suite, con rischi annessi e connessi di derive pseudo accademiche. Ma la sfida, Burk, la vince ampiamente!

Prendete "Sonny Time" il brano d'apertura, il fremere di piccoli percussioni alimenta il climax alla maniera di un Art Ensemble of Chicago in versione bucolica con il flauto che disegna nell'aria volute sinuose. Il brano successivo è un divagare nervoso e apparentemente senza meta del pianoforte di Burk che intesse un dialogo schizofrenico con il contrabbasso di Seguin. In "Lost Time" il respiro si fa spirituale, meditativo, una riflessione nella quale il silenzio ed il tempo giocano un ruolo fondamentale. Si viene così a creare con i primi cinque brani una sorta di suite propedeutica, articolata, ma dai contorni più morbidi e sfumati rispetto alle geometriche sequenze della "Many Worlds Suite".

Che si presenta come una avvincente rappresentazione di un teorema matematico, nel quale elementi apparentemente incontrollabili vengono ricondotti sui binari di una ferrea logica che permette di svelare compiutamente e chiaramente i contorni del disegno complessivo. Nelle note di copertina Burk spiega che Many Worlds è ispirato alla vita misteriosa e alle danze imprevedibili di elettroni, quarks, neutroni, protoni, muoni e quant'altro. E la musica con il suo andamento imprevedibile ben rispecchia questa idea generatrice. Per noi Many Worlds è più semplicemente la conferma dello spessore e della maturità artistica di un musicista che prova dopo prova sta definendo sempre più compiutamente i propri orizzonti espressivi.

Track Listing: Sonny Time; BC; Lost Time; Storm Cloud; Look to the Lion; Many Worlds Suite: Many Worlds; The Strong Force; Waves / Scattering Matrix; In Pursuit of Matter; Particular; The Spirit Will Take You Out.

Personnel: Greg Burk: piano, small percussion; Henry Cook: alto and soprano saxophones, flute, alto flute, washint; Ron Seguin: contrabass, electric acoustic bass, percussion; Michel Lambert: drums, percussion.

Title: Many Worlds | Year Released: 2009 | Record Label: 482 Music

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