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The Nels Cline Singers: Macroscope

Maurizio Comandini By

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La luminosa carriera di Nels Cline è talmente ben consolidata che non serve alcuna conferma. Ma se per caso qualcuno si fosse distratto negli ultimi trent'anni, arriva oggi un segnale che non si può ignorare: con questo Macroscope il chitarrista californiano riafferma il suo posto di riguardo nella lista dei dieci chitarristi più interessanti della sua generazione. Che è anche la generazione di Bill Frisell, Pat Metheny e John Scofield, tanto per fare qualche nome.

Macroscope è veramente bello, variegato nel suo incedere misterioso, ricco di divagazioni verso territori inconsueti. In questo suo avventurarsi per le strade della musica moderna il chitarrista non perde mai di vista quel senso di unitarietà che fa da solida spina dorsale per le dieci composizioni originali, eseguite splendidamente dal trio di Cline e dai suoi preziosi ospiti. Siamo insomma a cavallo fra il jazz moderno e il rock alternativo, senza mai far pendere troppo in una direzione specifica il pendolo della musica.

Il progetto è denominato curiosamente Nels Cline Singers e con il leader troviamo i fidi Scott Amendola alla batteria e Trevor Dunn ai bassi. Quest'ultimo prende il posto di Devin Hoff che suonava il basso nelle precedenti occasioni: con Macroscope i Singers sono arrivati al loro quinto album. Collaborano in questa occasione anche Yuka C. Honda alle tastiere, Cyro Baptista e Josh Jones alle percussioni e infine Zeena Parkins all'arpa elettrica. Musicisti che si ritrovano magicamente al loro posto nelle varie situazioni che si susseguono senza soluzione di continuità ma senza far mancare opportuni colpi di scena.

La partenza con "Companion Piece" sembra quasi un omaggio a Jim Hall, debitamente aggiornato ma allo stesso tempo capace di lasciare intravedere un senso di continuità con la tradizione della moderna chitarra jazz, comprese certe deliziose derive folk che non sono affatto estranee al lavoro degli anni settanta e ottanta del grande maestro. Va detto che Nels Cline aveva avuto modo di incontrare Jim Hall, da lui stimatissimo da sempre, negli ultimi anni della carriera dell'illustre collega e ha poi saputo dedicargli dolcissime parole in occasione della sua dipartita da questo mondo, avvenuta a dicembre del 2013.

L'album prosegue con escursioni arpeggiate e con incursioni elettroniche che si fondono a meraviglia. Quando il trio si allarga, come ad esempio nel bellissimo "Respira," abbiamo la sorpresa di trovare anche la voce di Nels Cline che aggiunge una ulteriore risorsa espressiva per condurci nel suo mondo carico di colori e di sensazioni. A questo punto ci accorgiamo che i punti di contatto, nel panorama della musica attuale, diventano i chitarristi più bravi delle generazioni successive, come Ben Monder, Adam Rogers, Steve Cardenas e l'ancora più giovane Nir Felder.

Questi apparigliamenti, con la generazione più giovane, li ritroviamo anche in altri brani, come per esempio nella lunga cavalcata dai colori psichedelici chiamata "The Wedding Band" e nella ancora più lunga e dilatata "Seven Zed Heaven." Ovviamente, rispetto a questi chitarristi emergenti, Nels Cline ha decisamente una marcia in più, un drive più potente, una poetica più densa di significati: è certamente un artista più maturo, più coraggioso, più 'carico' e si sente. Basta ascoltare il bellissimo tema di "Red Before Orange" e lo svolgimento superbo che ne deriva, per rendersene conto. Per noi è già un classico degli immensi territori della musica contemporanea.

Track Listing: Companion Piece; Canales’ Cabeza; Respira; Red Before Orange; The Wedding Band; Macroscopic; Climb Down; Seven Zed Heaven; Hairy Mother; Sascha’s Book of Frogs.

Personnel: Nels Cline: chitarre, effetti, voce, Quintronics Drum Buddy; Scott Amendola: batteria, percussioni, elettronica/loops, mbira; Trevor Dunn: bassi, effetti; Yuka C. Honda: piano elettrico, OP-1; Cyro Baptista: percussioni; Josh Jones: conga, percussioni; Zeena Parkins: arpa elettrica.

Title: Macroscope | Year Released: 2014 | Record Label: Mack Avenue Records

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