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Chant: Ma io ch'in questa lingua

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Chant: Ma io ch'in questa lingua
Finalmente in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un rinnovamento radicale del classico trio piano-basso-batteria, grazie al graduale accantonamento di formule ormai logore di impianto canonicamente jazzistico (che tuttavia continuano ad essere replicate dagli epigoni meno inventivi). Le innovazioni apportate da Mehldau, da EST, oggi da The Bad Plus hanno aperto la strada a ulteriori ricerche, che abbracciano un linguaggio trasversale, propenso a interferire col rock, l'elettronica ed altro ancora. In questo ambito il trio Chant rappresenta, non solo in Italia, una delle esperienze più convincenti.

Ormai da circa un decennio Mureddu, Borghini e Calcagnile sono i titolari di questo trio paritario, che già in Chant, prima testimonianza discografica, registrata alla fine del 2002 per la Caligola, aveva dato una prova significativa delle loro potenzialità.

Recentemente ho avuto occasione di ascoltare il trio dal vivo in due esibizioni diverse per intensità, dinamiche ed effetti sonori, a dimostrazione ancora una volta di quanto le condizioni ambientali contribuiscano al risultato sonoro, anzi musicale. Simile a uno dei due concerti è questo secondo CD (che va ascoltato al giusto volume, cioè abbastanza alto) registrato in uno studio finlandese nell'estate 2008. In esso risulta evidente la compenetrazione fra la dimensione acustica e quella elettronica.

Calcagnile, oltre a emergere come il compositore del gruppo (pregevole la mini-suite "The Dark Cave"), somministra un drumming variato e propulsivo, dall'effetto avvolgente. Borghini si alterna opportunamente e sempre con uguale efficacia al contrabbasso e al basso elettrico. Altrettanto dicasi dell'uso che Mureddu fa di varie tastiere, sia acustiche che elettroniche. Nel complesso i tre concretizzano una grande compattezza, crescendo poderosi e atmosfere avvincenti nel cucire situazioni timbriche, melodiche e dinamiche diverse.

C'è davvero da domandarsi come mai, per quali motivi imponderabili, per quali carenze promozionali o disattenzioni da parte degli addetti ai lavori, un trio del genere non si sia finora conquistato il posto che merita nel circuito concertistico nazionale e internazionale.

Track Listing

1. Mach - 09:05; 2. About New Skies - 07:08; 3. Tre vie in una stanza - 04:36; 4. Hold Old Wine 07:46; 5. Nel mezzo - 02:22; 6. The Dark Cave - 10:44; 7. Serafico - 06:08; 8. Il fuggitivo - 08:39; 9. Postcard from Italy - 06:45.

Personnel

Libero Mureddu (piano, cembalo, clavicordo el., organo positivo, harmonium, sintetizzatori, voce); Antonio Borghini (contrabbasso, basso el., violoncello); Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni, glockenspiel, voce).

Album information

Title: Ma io ch'in questa lingua | Year Released: 2010 | Record Label: Auand

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