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Joshua Shneider: Love Speaks Orchestra

Angelo Leonardi By

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Joshua Shneider: Love Speaks Orchestra Il debutto discografico della Love Speaks Orchestra di Joshua Shneider colpisce nel segno.
Sassofonista di lunga esperienza, Shneider viene da Boston ma vive a New York dalla metà degli anni settanta e ha collaborato in veste di compositore/arrangiatore per piccole e grandi formazioni: da quelle di Donald Brown, John Abercrombie e James Williams alla Bill Mobley Jazz Orchestra e BMI Jazz Orchestra.
Stimolato proprio da Williams, suo vicino d'appartamento, ha deciso di varare una big band riunendo alcuni dei migliori professionisti dell'area di New York e coinvolgendo due nomi di rilievo: il chitarrista Dave Stryker e la cantante Lucy Woodward.

Diciamo subito che il disco è pregevole. Shneider mostra di padroneggiare le regole dell'orchestrazione mainstream, fondendo le regole base di Thad Jones Mel Lewis Remembered con la raffinatezza timbrico-armonica di Gil Evans e le innovazioni di Maria Schneider. Il coinvolgimento della Woodward si dimostra azzeccato.
La cantante è diventata famosa negli Stati Uniti come interprete pop, lasciando in ombra doti interpretative più interessanti che il disco di Shneider mette in evidenza. In "When Love Speaks," nell'accattivante "The Hurting Kind" e soprattutto nel noto standard "Lost in the Stars" emergono un'insospettata intensità espressiva e un gusto per le sottigliezze da consumata jazz singer. L'arrangiamento evansiano la sostiene con eleganza e l'intervento di Alex Norris alla tromba è delizioso.
Le altre composizioni sono scritte dal leader e le orchestrazioni rivelano un gusto aristocratico per i contrasti timbrici e una scrittura ariosa, che sostiene gli interventi solisti con leggerezza ed eleganza. Se in vari momenti sono ben padroneggiate le influenza di Evans e della Schneider ("Big Whup" , "Dark Energy") in altri la scrittura è più legata alle regole dell'orchestrazione mainstream con risultati un po' convenzionali. È questo l'unico limite dell'album.

In aggiunta ai brani citati, altri momenti significativi e coinvolgenti del disco sono "Cute Little Nightmare," un dinamico blues con la presenza del chitarrista Dave Stryker e della Woodward ed ancora il lungo e variopinto "Friction," chiusura del disco col bravissimo Stryker in evidenza.
Un plauso finale ai solisti della band: in particolare il citato Alex Norris, John O'Gallagher al soprano e Noah Bless al trombone.


Track Listing: Big Whup; Dark Energy; When Love Speaks; Blue to You; Lover's Leap; Lost in the Stars; Twinsville; The Hurting Kind; One Flight Down; Cute Little Nightmare; Friction.

Personnel: Joshua Shneider: composizione, direzione, arrangiamento; Jeff Wilfore, Alex Pope Norris, David Smith, Justin Mullens: trombe; Matthew McDonald, Noah Bless, John Yao, Max Seigel: tromboni; John O'Gallagher, Matthew Willis, Dan Pratt, Ian Rapien, Frank Basile: ance; Justin Mullens: corno francese; Bennett Paster: tastiere; David Ambrosio: contrabbasso; Eric Halvorson batteria; Joe Cardello: percussioni. Ospiti: Lucy Woodward: voce; Dave Stryker: chitarra; Gary Sieger: chitarra.

Year Released: 2013 | Record Label: Brooklyn Jazz Underground Records | Style: Big Band


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